Sushiswap: recensione dell’exchange decentralizzato

Sushiswap è un exchange decentralizzato interamente open source gestito da smart contract e algoritmi di automatic market making che permette di scambiare le valute dei propri assets. Il funzionamento è esattamente lo stesso di Uniswap: una volta entrati nella Dapp si può collegare il proprio wallet non-custodial e si può iniziare lo swapping dei propri token come su un qualsiasi exchange. Tra le valute disponibili troviamo Eth e un'infinità di token ERC-20 disponibili sulla rete Ethereum.

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Tempo di lettura: 6 minuti
  • Sushiswap è un exchange decentralizzato (Dex).
  • Utilizza liquidity pools forniti dagli utenti.
  • Depositando liquidità nei pools si ottengono guadagni passivi.
  • I prezzi di scambio sono gestiti attraverso algoritmi AMM autonomi e decentralizzati.
  • Attraverso il token SUSHI si possono accumulare ulteriori guadagni.

 

Il boom della DeFi

Negli utlimi mesi abbiamo assistito ad un vero e proprio boom della DeFi, un acronimo che raccoglie a sè una vasta gamma di progetti che offrono servizi finanziari in maniera decentralizzata. I servizi offerti sono gli stessi con cui si opera quotidianamente nella finanza tradizionale, dal cambio valuta alla possibilità di ottenere dei prestiti. Ma, al contrario del mondo finanziario tradizionale, grazie all’utilizzo degli smart-contracts si ottengono delle piattaforme autonome, trasparenti ed efficienti che operano senza che alcun ente centralizzato (una banca, ad esempio) eserciti la propria giurisdizione su di essi.

 

Cos’è Sushiswap?

Tra i progetti DeFi lanciati negli scorsi mesi, Sushiswap ha attirato l’attenzione di molti per i servizi offerti e per i curiosi riferimenti alla cucina asiatica.

Sushiswap è un exchange decentralizzato interamente open source gestito da smart contracts e algoritmi di automatic market making che permette di scambiare le valute dei propri assets. Il funzionamento è esattamente lo stesso di Uniswap: una volta entrati nella Dapp si può collegare il proprio wallet non-custodial (metamask è compatibile ed è tra i wallet più utilizzati per gestire token ERC-20 su Ethereum) e si può iniziare lo swapping dei propri token come su un qualsiasi exchange. Tra le valute disponibili troviamo Eth e un’infinità di token ERC-20 disponibili sulla rete Ethereum.

Eseguendo uno scambio si andrà a pagare una commissione sulla transazione e a coprire i costi di gas fee necessari per eseguire operazioni su Ethereum. Le commissioni pagate dai traders vengono ripartite in maniera proporzionale tra gli utenti che partecipano all’operatività protocollo.

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Liquidity pools

Essendo un exchange decentralizzato non c’è alcun ente che gestisce e controlla le risorse di liquidità necessarie al suo funzionamento. Infatti, il Dex utilizza delle liquidity pools, letteralmente dei bacini di liquidità che vengono “riempiti” dagli utenti stessi. Anche in questo caso, apparte per i nomi sfiziosi ispirati alla cultura giapponese, il funzionamento dei pools è analogo a quello di Uniswap. Dove Sushiswap vuole distinguersi però è nel garantire degli interessi più vantaggiosi ai prorpi utenti rispetto al concorrente. Attualmente la liquidità bloccata negli smart contract di Sushiswap è stimata intorno ai 2 miliardi di dollari, più della metà della liquidità depositata nei pools di Uniswap.

  • Depositando i propri asset finanziari all’interno di questi pools gli utenti diventano dei liquidity providers, ovvero i fornitori della liquidità necessaria all’operatività del protocollo.
  • I liquidity providers (LP) ricevono come ricompensa una percentuale delle fees pagate dagli utenti che utilizzano la piattaforma di scambio: una parte di queste reward viene elargita nelle valute fornite dagli LP, un’altra piccola parte di esse viene invece pagata loro in SUSHI, il token di Sushiswap.

 

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Le liquidity pools di Sushiswap vengono chiamate “onsen”, termine con cui si indicano i bacini di acque termali Giapponesi.

 

Il token SUSHI

SUSHI è il token della paittaforma, e permette di ricevere come guadagno passivo una percentuale delle fees pagate dagli utenti di Sushiswap.

Come già riportato, il protocollo utilizza un meccanismo di liquidity mining che consiste nel distribuire il token ai liquidity providers, generando golose opportunità di guadagno. Il token ha un tetto massimo di circolante bloccato a 250 milioni che si stima verrà raggiunto nel 2023; infatti, per evitare che il farming del token porti ad una svalutazione del prezzo, l’emissione viene moderata e diluita nel tempo.

 

Governance

Attualmente la governance è esercitata dalla comunità, che ha la possibilità di proporre e votare cambiamenti nella struttura del progetto che verranno poi presi in carico dal team di sviluppo. Per rendere la governance totalmente decentralizzata e autonoma, nel 2021 Sushiswap ha in progetto di seguire le orme di altre piattaforme DeFi, mettendo in piedi una DAO (un’organizzazione decentralizzata e autonoma) e coinvolgendo il token SUSHI nelle operazioni di governance.

 

La storia

Sushiswap nasce da un “hard fork” di Uniswap, il Dex attualmente più popolare. Gli hard fork sono molto comuni nell’ambito delle crypto e dei software open-source e consistono nell’utilizzare il codice sorgente di un progetto per iniziarne uno nuovo: a questo punto le strade dei due softwares (ed eventualmente delle due community) si biforcano dando vita a due piattforme distinte. Dietro questo fork ci sarebbe uno o più sviluppatori anonimi noto alla community con l’alias di Chef Nomi, che ad Agosto del 2020 ha presentato Sushiswap. L’obbiettivo del protocollo era quello di offrire un’alternativa più “community-centrica” ad Uniswap, accusata di penalizzare gli utenti destinando una parte troppo alta dei guadagni della piattaforma ai grandi investitori.

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La fuga e la redenzione di Chef Nomi

A caratterizzare la storia della piattaforma c’è stato un evento molto particolare avvenuto un mese dopo il lancio: Chef Nomi ha prelevato 14 milioni di dollari dalle casse di Sushiswap suscitando malumori nella community che ha pensato di essere stata truffata e che si trattasse di un “exit scam”. Dopo meno di una settimana però Chef Nomi ha restituito quanto aveva preso e si è scusato con tutti gli utenti della piattaforma; ha inoltre proposto alla community di decidere quale cifra gli sarebbe spettata in quanto fondatore e sviluppatore del protocollo. Dopo l’iniziale panico insomma, la vicenda si è risolta per meglio e lo chef ha riconquistato la fiducia dei suoi clienti.

 

Sicurezza

Se quest’evento non avesse già stimolato dubbi riguardo la sicurezza del progetto aggiungiamo che gli audit del codice di Sushiswap, eseguiti a settembre del 2020, hanno mostrato qualche vulnerabilità in più rispetto ai progetti DeFi più virtuosi sotto il profilo della sicurezza. Nel mondo finanziario decentralizzato, formato da protocolli che basano il loro funzionamento autonomo su smart-contracts, la sicurezza dei codici informatici è una questione di importanza vitale; un bug nel codice o un attacco hacker potrebbe determinare la perdita di miliardi di dollari. Staremo a vedere se verrà posta l’adeguata attenzione a questo aspetto e se il codice di Sushiswap si rivelerà solido e impenetrabile.

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Le funzioni di Sushiswap:

  • Swappare i propri token su Ethereum connettendo il proprio wallet in maniera totalmente decentralizzata.
  • Ottenere ricompense passive depositando i propri asset nei bacini di liquidità.
  • Utilizzare il token SUSHI per guadagnare ulteriori percentuali sulle fee pagate dagli utenti.
  • Partecipare alla governance proponendo e votando cambiamenti al protocollo.

Il futuro

Oltre queste funzioni già presenti, Chef Nomi ha intenzione di aggiungerne molte altre, e il 2021 si prospetta un anno molto interessante per gli sviluppi di Sushiswap. Tra i progetti in cantiere, oltre al già citato passaggio alla DAO, segnaliamo Bentobox: queasta funzione permetterà di ottenere dei prestiti dalla piattaforma. Non si tratta di una novità nel panorama DeFi: già altre Dapps, come Compound, hanno sviluppato dei sistemi di prestito decentralizzati; Chef Nomi promette che Bentobox permetterà di ottenere prestiti con interessi molto vantaggiosi andando a proporre un meccanismo più efficiente rispetto ai competitors. Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi di questa piattaforma e quali saranno le novità che coinvolgeranno le piattaforme decentralizzate nel 2021, un anno carico di aspettative verso il mondo della DeFi.

 

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Studente di Filosofia presso La Sapienza di Roma e grande appassionato di tecnologia. Segue con interesse l'evoluzione dell'universo blockchain, affascinato dalle future possibilità di applicazione nei vari ambiti del quotidiano.
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