Le maggiori piattaforme exchange di criptovalute: Kraken, Coinbase, Binance.

Kraken, Coinbase e Binance: le tre piattaforme leader per lo scambio di criptovalute La sicurezza negli scambi e nella custodia dei fondi è necessaria per aumentare la fiducia degli investitori Il fallimento di Mt.Gox dovuto ad assenza di sistemi di sicurezza che lo proteggessero da attacchi hacker La crisi di BitMex è stata dovuta alla […]

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Tempo di lettura: 13 minuti
  • Kraken, Coinbase e Binance: le tre piattaforme leader per lo scambio di criptovalute
  • La sicurezza negli scambi e nella custodia dei fondi è necessaria per aumentare la fiducia degli investitori
  • Il fallimento di Mt.Gox dovuto ad assenza di sistemi di sicurezza che lo proteggessero da attacchi hacker
  • La crisi di BitMex è stata dovuta alla violazione di norme antiriciclaggio e antiterrorismo. Difettava di sistemi di sicurezza verso l’ordine pubblico statunitense;
  • I portali di exchangesaranno le nuove banche?

Le criptovalute, è noto, sono ancora viste con una certa circospezione dal possibile pubblico degli investitori. Non vi è un organo pubblico che ne controlli gli andamenti, il prezzo non è ancorato a valute stabili e, conseguentemente, la volatilità è particolarmente pronunciata.

La necessità di infondere una minima fiducia in un pubblico più audace e curioso ha portato alla nascita di svariate piattaforme per lo scambio di criptovalute.

Kraken, Coinbase e Binance si impongono come le più affidabili e sicure, nonostante la presenza di numerose piattaforme che offrono lo stesso servizio.

Si vedrà più avanti che la competizione fra di esse è limitata a piccole differenze nei servizi offerti e nella maggiore o minore protezione dei fondi depositati.

Kraken

Kraken Exchange Review

Il Kraken è un mostro marino rappresentato nelle forme di una piovra gigante.

Il nome “Kraken” ora indica anche una piattaforma di scambio di criptovalute (il suo marchio ricorda, in effetti, una piovra), fondata da Jesse Powell nel 2011 a San Francisco, ma lanciata solo nel 2013. Una delle più diffuse, efficienti e sicure al mondo.

Il sito web presenta Kraken come la piattaforma che offre modalità di funzionamento semplici e i più bassi costi di commissione (vanno dallo 0% allo 0,26% a seconda delle operazioni che vengono richieste).

Accesso

L’accesso alla piattaforma è, in effetti, semplice.

La registrazione avviene indicando la propria username, una password e un’e-mail.

Confermato il proprio account, si è dentro.

La compravendita di criptovalute non è, però, immediata.

È necessario, innanzitutto, aumentare il livello di protezione dell’account, predisponendo, attraverso una semplice applicazione scaricabile sul proprio telefono (ad es. 2FAS Auth), un sistema di autenticazione a due fattori.

In altre parole, senza dei codici che vengono periodicamente generati sull’applicazione del telefono non è possibile accedere oppure operare sulla piattaforma.

Ci sono tre livelli di protezione:

  • quello che permette di accedere all’account;
  • quello che permette di effettuare versamenti in sicurezza;
  • quello relativo alla c.d. masterkey, cioè la predisposizione di una password ulteriore che viene richiesta nel caso si voglia modificare la password di accesso e in caso di compromissione del proprio account e-mail.

Qual è il punto di forza di Kraken?

Questa è una domanda alla quale si potrà dare la stessa risposta anche per le altre piattaforme.

La sicurezza.

Come si vedrà più avanti, in passato la sicurezza che le piattaforme potevano garantire agli investitori costituiva un loro punto debole, tanto da portarle alla scomparsa (ad es. il caso MT. Gox del 2014)

Kraken, forse proprio sulla scia di altrui passati nefasti, si presenta come tra le più sicure e affidabili piattaforme di scambio perché «once crypto is lost, it is nearly impossible to recover».

È una piattaforma completamente regolamentata e basata sul meccanismo K.y.c (know your customer).

Al momento della registrazione, infatti, a meno che non si detenga già criptovaluta spendibile, è necessario richiedere l’autenticazione della propria identità. Occorrerà trasmettere una copia di un documento, una propria fotografia e un documento generico dal quale risulti con certezza il proprio indirizzo di residenza.

Da cosa deriva la sicurezza di Kraken?

La maggiore sicurezza su cui si regge il funzionamento stesso di Kraken deriva da quattro elementi:

  • safe coin storage: il 95 % di tutti i depositi è conservato off-line, attraverso la creazione di c.d. air gaps (vuoti d’aria alla lettera) e la predisposizione di c.d. cold storage geograficamente distribuiti. Quella degli air gaps è la tecnica informatica utilizzata per mettere in sicurezza sistemi o reti. Consiste nel creare una rete priva di ponti con l’esterno. Ecco, duneque, il vuoto d’aria che circoscrive l’accesso alla rete solo a chi già appartiene ad essa e/o a chi fisicamente si trova dove sono conservati e custoditi i dati;
  • information security: tutte le informazioni sensibili degli account sono criptate e l’accesso ad esse è rigidamente controllato e monitorato;
  • platform security: i server di Kraken sono costantemente protetti da sorveglianza armata, videosorveglianza e caveau sparsi geograficamente;
  • penetration testing: Kraken è dotato di un team che si occupa di testare la piattaforma e i suoi stessi sistemi contro qualsiasi immaginabile “attacco”.

In aggiunta a questi quattro livelli di protezione, Kraken prevede un programma di bug bounty che riconosce ricompense a chiunque segnali bug o falle nella sicurezza del programma.

Coinbase

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Con un nome forse meno originale di Kraken, ma più concreto, Coinbase è stata fondata a luglio del 2011 da Brian Armstrong e Fred Ehrson e lanciata a ottobre 2012. Anche questa ha sede a San Francisco.

La piattaforma ha acquisito nel 2014 il servizio blockchain explorer blockr e la società Kippt, oltre ad aver stretto varie partnership con Overstock, Expedia, Dish network, Dell, Time inc. per l’accettazione di pagamenti mediante bitcoin. Su Coinbase si basa, inoltre, il funzionamento di Paypal per lo scambio di bitcoin, recentemente introdotto.

Qual è il punto di forza di Coinbase?

Come per Kraken anche per Coinbase la sicurezza è un punto di forza.

Non è necessario ripetere quali siano i sistemi di sicurezza adottati anche da Coinbase perché coincidenti con quelli di Kraken.

Due sono gli elementi che differenziano le piattaforme:

  1. mentre in Kraken si arriva al 95% di fondi archiviati offline, in Coinbase si riesce ad arrivare al 98%;
  2. i costi di commissione di coinbase sono molto più elevati rispetto a quelli di Kraken: Coinbase applica uno spread fisso dello 0,50%. Allo spread vanno aggiunte le seguenti commissioni:
  • 0,99 € se l’importo totale della transazione è inferiore o uguale a 10 €;
  • 1,49 € se l’importo totale della transazione è compreso tra i 10 e i 25 €;
  • 1,99 € se l’importo totale della transazione è compreso tra i 25 e i 50 €;
  • 2,99 € se l’importo totale della transazione è compreso tra i 50 e i 78 € (ossia l’equivalente di 100 USD).

Per operazioni di importi superiori ai 78 €, Coinbase applicherà una tariffa fissa dell’1,49% per acquisto mediante bonifico bancario, 3,99% in caso di utilizzo di carta di credito.

I dati si riferiscono alla formulazione base di Coinbase.

Ciò di cui apparentemente Kraken non fa parola è la copertura assicurativa che, invece, Coinbase possiede. Questa copre il furto di valuta digitale che risulti da una falla nella sicurezza del sistema, dal furto di un dipendente o che sia frutto di un trasferimento fraudolento. L’assicurazione non copre, ovviamente, le perdite che sono dovute a imprudenze o negligenze dell’utente.

Binance

Recensione Binance

Tra le tre è la piattaforma più giovane. Fondata in Cina nel 2017, ma con sede a Malta perché il Governo cinese ha vietato l’operare di società che offrono servizi di trading di criptovalute.

Si distingue dalle altre per la struttura e i servizi offerti agli utenti.

Non si sofferma particolarmente ad elogiare i propri sistemi di sicurezza (di cui sarà certamente dotata), ma si presenta comunque come la più grande e veloce piattaforma di exchange al mondo per volume di scambi.

Una sezione del portale denominata Binance Academy aiuta gli utenti a comprendere meglio il mondo delle criptovalute per poter effettuare investimenti più consapevoli. Li rende edotti dei rischi di “attacchi” esterni che potrebbero compromettere i loro fondi e fornisce gli strumenti per potersi garantire una maggiore sicurezza e protezione.

Anche qui, dunque, è necessaria, forse più che per Kraken e Coinbase, la collaborazione dell’utente per poter mettere in sicurezza i propri fondi.

Qual è il punto di forza di Binance?

Il punto di forza di Binance è la diversificazione dei servizi tra i quali si annoverano, oltre al trading di criptovalute, anche:

  • d. Binance Charity, fondazione senza scopo di lucro che promuove attività filantropiche basate sulla tecnologia blockchain e volte al raggiungimento della sostenibilità globale;
  • sezione LABS: Binance è anche fonte di investimenti per progetti blockchain based;
  • permette di creare e lanciare propri token;
  • funzionale agli investimenti, fornisce report e analisi di mercato utili agli investitori;
  • offre il portafoglio ufficiale binance, c.d trust wallet. Dopo l’acquisto di criptovalute è necessario che queste vengano detenute in un luogo sicuro. Binance offre questa opportunità, predisponendo un portafoglio sicuro e decentralizzato, per i propri utenti.

Il punto di forza comune

Nonostante ogni piattaforma analizzata ponga l’accento su diversi aspetti della propria offerta agli utenti, ciò che accomuna tutte e tre è la sicurezza che viene garantita per i fondi investiti.

Come già detto, non essendoci un’Autorità pubblica che possa gestire i flussi di denaro e gli stessi depositi degli utenti, la fiducia e la sicurezza devono essere costruite con minuzia dalle piattaforme di exchange.

Non è, però, sempre stato così.

Le tre piattaforme sono sopravvissute nel tempo sulla scia dei fallimenti di altri. Hanno fatto tesoro dei punti deboli altrui e vi hanno costruito sopra la propria fortuna.

Uno sguardo al passato: fallimenti di MT.Gox, Bit Mex

Quelli elencati nel titolo sono i nomi di tre piattaforme exchange che, come Kraken¸Coinbase e Binance, dominavano il mercato delle criptovalute.

Pionieri e giocatori di azzardo, i creatori di queste piattaforme avevano visto nel futuro e deciso di permettere a chi avesse una minima conoscenza di criptovalute di poterle scambiare.

Ma cosa non ha permesso loro di sopravvivere?

La mancanza di sicurezza.

Ed ecco che ci si ricollega a quello che, al contrario, ad oggi costituisce il punto di forza delle nuove piattaforme. Evoluzione, pertanto, non casuale.

MT.Gox

La piattaforma nasce nel 2006 per finalità completamente differenti da quelle dello scambio di criptovalute.

Lo si capisce se si analizza il nome: M(agic) T(he) G(athering) O(nline) (e)X(change).

Jed McCaleb decise di aprire un sito web, Mt.Gox, appunto, per lo scambio di carte da gioco Magic, che da lì a poco sarebbero, però, passate di moda.

Nel 2009 ritenta l’impresa cambiando il tipo di carte da gioco, ma, comunque, non andò a buon fine.

Ecco che Mt. Gox subisce il cambiamento.

Il sito web, comunque rinomato, viene venduto a Mark Karpelès, programmatore con sede a Tokyo.

Questo ne cambia le finalità e lo rende in poco tempo la piattaforma più grande al mondo per lo scambio di criptovalute, tanto da poter essere considerata monopolistica.

Nell’Olimpo delle criptovalute vi rimane, però, per un solo anno: il 2013.

Dal 2014, infatti, Mt.Gox comincia una discesa verso il fallimento, dovuta ad una mancanza di sicurezza del sistema, che apriva le porte a qualsiasi hacker che avesse voluto prelevare criptovalute.

Questo comportò la perdita di fiducia da parte del pubblico di investitori che cominciò a richiedere il proprio denaro, senza, però, che venisse restituito.

Senza soffermarsi su tutte le vicende che di mese in mese hanno caratterizzato l’andamento sinusoidale della vita di questa società, ciò che accade fu che circa 850.000 Bitcoin scomparvero dalle “casse” di Mt.Gox, senza che nessuno se ne accorgesse e senza che potessero essere recuperate.

Con un comunicato stampa si avvertirono gli investitori dell’increscioso episodio, la società dichiarò bancarotta e chiuse definitivamente i battenti.

Bit Mex

Bit Mex o Bitcoin Mercantile Exchange è una piattaforma di scambio di criptovalute lanciata nel 2014. Dava la possibilità, come la precedente, di scambiare valuta digitale sul mercato mondiale.

Vista questa caratteristica, che accomuna tutte le piattaforme di scambio, secondo la United States Discrict Court, Southern Disctrict of New York, BitMex era a tutti gli effetti da considerare un “futures commission merchant”, cioè un’azienda o un individuo che commercia contratti futures oltre a supervisionare la consegna agli investitori della merce sottostante il contratto.

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Questa qualifica, aggiunge la Corte distrettuale, comporta che alla società si debba applicare il Bank Secrecy Act, 31 U. S.C. § 5311, et seq. (the “BSA”), che ha lo scopo di prevenire o identificare e, eventualmente, perseguire, il riciclaggio internazionale di denaro o il finanziamento al terrorismo.

Ciò avviene attraverso la predisposizione di report e analisi da parte delle stesse società di scambio, sottoposte, poi, al controllo istituzionale.

Quanto detto non è stato, però, fatto dalla BitMex che, secondo quanto disposto dalla Corte distrettuale, ha agito consapevolmente in questo senso.

In particolare, è stato accertato che la piattaforma ha permesso agli utenti di negoziare criptovalute senza essere controllati nelle transazioni e senza essere sufficientemente identificati. Essendo l’oggetto di scambio contratti futures e derivati, la società avrebbe dovuto predisporre controlli sui propri utenti oltre che sistemi di identificazione secondo il protocollo del K.Y.C. (Know your customer).

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BitMex e, dunque, i suoi fondatori sono stati accusati di aver favorito intenzionalmente il riciclaggio di denaro sporco, in violazione del Bank Secrecy Act, 31 U. S.C. § 5311, et seq. (the “BSA”). Intenzione ravvisata anche nel fatto che i fondatori avessero stabilito la sede della società alle isole Seychelles, vedendo in ciò un ulteriore tentativo di aggirare le norme sopra citate.

Per quanto possa sembrare diversamente, anche la storia di BitMex è stata segnata dall’assenza di qualsiasi forma di controllo e sicurezza.

La sicurezza cui ci si riferisce non è soltanto quella predisposta per la custodia dei fondi detenuti dal portale di scambio, ma anche quella pubblica. La Corte Distrettuale degli Stati Uniti ha posto in evidenza che un sistema di scambio di criptovalute privo di qualsiasi forma di identificazione dell’utente, espone il paese in cui opera concretamente (gli Stati Uniti appunto) al pericolo di riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e alla commissione di altri reati che possano essere direttamente o indirettamente finanziati mediante criptovalute.

In Conclusione

Più volte è stato sottolineato che lo scambio di criptovalute è rischioso, più di un normale investimento finanziario in una qualunque società.

Questo per il fatto che il valore delle criptovalute si regge spesso sull’umore degli investitori, sulla paura di perdite eccessive, sull’affidamento che si ripone nelle piattaforme di exchange.

Nella scelta della piattaforma più affidabile bisognerà considerare prima di tutto la solidità e la sicurezza sia interna (vedi Mt.Gox) sia esterna (vedi BitMex) che questa può assicurare.

Bisogna considerare che spesso le fluttuazioni delle criptovalute sono dovute alla fiducia dell’investitore nell’intermediario che sceglie. Se questo detiene quote monopolistiche del mercato delle criptovalute e si rivelerà inaffidabile, gli utenti investitori saranno spinti ad avere meno fiducia anche nell’oggetto di scambio che, come già accaduto più volte, perderà il suo valore.

Per affrontare il pericolo della volatilità Kraken, Coinbase e Binance hanno adottato sistemi che possono imporre un certo equilibrio e dare fiducia a chi voglia investire.

Lo hanno fatto mettendo in atto pratiche (ad es. quella del know your customer) che nel marzo del 2019 la Basel Committee on Banking Supervision ha suggerito alle banche di adottare nel caso volessero investire nel settore delle criptovalute.

C’è da chiedersi a questo punto: le banche potranno rimanere così come le conosciamo e le immaginiamo oggi o saranno in futuro soppiantate o modificate sul modello di Kraken, Coinbase o Binance?

Per approfondire:

  1. Bitcoin & Cryptocurrency Exchange | Bitcoin Trading Platform | Kraken
  2. Coinbase – Acquista e vendi bitcoin, ethereum e altre valute in tutta sicurezza
  3. Bitcoin Exchange | Exchange di criptovalute | Binance
  4. riguardo la questone Mt.Gox: Mt.Gox: le tappe che ne hanno sancito il fallimento (cryptonomist.ch)
  5. riguardo la questione BitMex: Owners of BitMEX, a Leading Bitcoin Exchange, Face Criminal Charges – The New York Times (nytimes.com)
Scritto da
Contributore
Avv. Luca Amorelli, laureato in giurisprudenza presso l’Università L.U.I.S.S. “Guido Carli” di Roma nel 2015. La sua formazione e competenza professionale è rivolta alle tematiche concernenti le obbligazioni, i contratti, i beni pubblici e privati, il funzionamento dei servizi pubblici e, più in generale, le posizioni soggettive dei cittadini utenti. Con un'attenzione sempre crescente per il mondo della Blockchain e degli Smart contracts, nel 2020 ha completato presso l'Università L.U.I.S.S. il Master di II livello in diritto della concorrenza e dell'innovazione. Nel settore delle nuove tecnologie l'Avv. Amorelli è specializzato nel diritto applicato o applicabile alla Blockchain e agli Smart contracts. Si occupa, inoltre, dei profili giuridici, fiscali ed economici legati all'uso e alla conservazione di criptovalute.
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