Curve Recensione dell’Exchange per Stable-Coins

Curve è un Dex totalmente incentrato sulle stablecoins; questo gli permette di offrire dei servizi di cambio valuta con commissioni estremamente basse. La liquidità necessaria all'operatività del protocollo è interamente fornita dagli utenti, che mettendo a disposizione i propri asset vengono ricompensati con una percentuale delle fees pagate dagli utilizzatori di Curve. Inoltre i liquidity providers guadagnano token CRV attraverso il quale viene esercitata la governance e si guadagnano ulteriori percentuali sulle fees.

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Tempo di lettura: 6 minuti
  • Curve è un exchange decentralizzato pensato per operare in maniera efficiente con le stablecoin.
  • Completamente open source e non-custudial, basato interamente su smart-contract.
  • Come altri exchange decentralizzati utilizza dei pools di liquidità forniti dagli utenti.
  • Permette ai fornitori di liquidità di ottenere come guadagno una percentuale delle commissioni pagate dagli utilizzatori del Dex.
  • La governance del progetto è affidata agli holders del token CRV, rilasciato gratuitamente agli utenti che depositano i propri asset.

L’universo DeFi

Nell’ultimo anno sono stati lanciati numerosi progetti con l’intento di fornire servizi finanziari decentralizzati; ci si riferisce comunemente ad essi con l’acronimo “DeFi” (Decentralized Finance). Questi protocolli permettono di usufruire di servizi che vengono utilizzati quotidianamente nel mondo della finanza tradizionale, come il cambio valuta o la possibilità di maturare interessi dai propri risparmi. Al contrario del mondo della finanza tradizionale però, ciò avviene in maniera decentralizzata: grazie all’utilizzo degli smart-contracts si ottengono delle piattaforme autonome, trasparenti ed efficienti che operano senza che alcun ente centralizzato (una banca, ad esempio) eserciti la propria giurisdizione su di essi.

Cos’è Curve?

Curve è un exchange decentralizzato (Dex) che permette di scambiare solo ed esclusivamente stablecoins; tra le valute disponibili toviamo tutte le stablecoins più diffuse come USDT, USDC e DAI che tengono il loro valore ancorato a quello del dollaro, oppure wBTC e renBTC che stabilizzano il proprio valore con quello del Bitcoin. Il protocollo è gestito interamente da smart-contracts e utilizza un sistema di algoritmi AMM (automatic market-maker) focalizzato sul mantenere le fees basse ed evitare slittamenti di prezzo: questo gli consente di offrire un servizio molto più efficiente ed economico rispetto agli exchange più utilizzati. Se si tratta di operare con stablecoins è davvero impossibile trovare dei tassi di cambio più vantaggiosi nel mondo DeFi.

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Un’altra caratteristica di questo exchange dall’interfaccia grafica alquanto anacronistica, è la possibilità per gli utenti di ottenere guadagni passivi contribuento alla riserva di liquidità della piattaforma.

Liquidity pools

  • Curve utilizza bacini di liquidità in cui gli utenti possono depositare i propri asset stable-coin mettendoli a disposizione del protocollo.
  • Facendo così, si verrà ricompensati con una percentuale delle fees pagate dagli utilizzatori dell’exchange; le fees pagate vengono ripartite in maniera proporzionale fra gli utenti che contribuiscono alle liquidity pools.

Storia del progetto

Curve è stato lanciato a gennaio del 2020 dal fisico Russo Michael Egorov che ha curato in maniera brillante la matematica alla base del funzionamento del Dex: il protocollo deve il suo successo ai sofisticati algoritmi in grado di garantire delle fees basse e dei buoni guadagni per coloro che contribuiscono alla liquidity pool. All’inizio Egorov era l’unico ad occuparsi della programmazione del codice open source di Curve; attualmente il fisico può coordinare un team più ampio per garantire la sicurezza e lo sviluppo della piattaforma.

Vantaggi dell’utilizzo di Curve

  • Curve è ottimizzato in modo tale da garantire cambi valuta tra stablecoins con commissioni estremamente basse, minimizzando le oscillazioni di prezzo. Attualmente si possono scambiare tokens con delle fees del 0,04%; questo risultato è davvero notevole, soprattutto se consideriamo che su Uniswap (il Dex più utilizzato) avremmo pagato delle commissioni clamorosamnete più alte per eseguire un cambio stablecoins-stablecoins.
  • Partecipando alle liquidity pools si può ottenere un guadagno passivo. Possiamo inoltre combinare Curve con altri protocolli DeFi che permettono di guadagnare passivamente dai propri asset, massimizzando i nostri ricavi.

Integrazioni

Curve permette all’utente di utilizzare i propri asset in combinazione con altre piattaforme come compound e yearn.finance, in modo da sfruttare appieno le possibilità offerte dall’ecosistema DeFI e dalla tokenizzazione degli asset. Inoltre, l’utilizzo del protocollo può essere integrato con numerose Dapps e piattaforme come 1inch, Zerion e InstaDapps.

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Governance

Depositando liquidità in Curve non si guadagnano soltanto le fees pagate dagli utenti che utilizzano la piattaforma; bloccando i propri asset si viene anche ricompensati anche con CRV, ovvero il token attraverso il quale si esercita la governance sul protocollo. Inoltre, si possono depositare a loro volta CRV in Curve in modo da ottenere un’ulteriore percentuale sulle fees pagate dagli utilizzatori dell’exchange.

Possibili problematiche

  • Trattandosi di una piattaforma decentralizzata che opera interamente attraverso smart-contract, la graniticità del codice è di assoluta importanza: i maggiori rischi che si corrono quando si utilizzano Dapps sono infatti legati proprio ad eventuali bug o attacchi informatici. Per prevenirli il team di Curve si affida a compagnie come Trails of Bits e Quantstamp che hanno il compito di revisionare il codice degli smart contract alla ricerca di possibili criticità da risolvere. L’ultimo audit documentato sulla piattaforma non ha rivelato gravi vulnerabilità.
  • Tra gli ulteriori rischi nell’utilizzare Curve ci sono quelli legati ad un uso non consapevole della piattaforma. Se non si valuta bene tramite quale pool fornire liquidità o quali asset depositare si rischia di  perdere possibili guadagni.

Caso Tether

Considerando che utilizzando Curve si andrà a operare con stablecoins, bisogna mettere in guardia gli utenti dai pericoli in cui si potrebbe incorrere detenendo alcuni di questi token. Infatti, proprio Tether (USDT), la stablecoin più diffusa, è finita recentemente sotto i riflettori a causa di un possibile interessamento della SEC nel regolamentarne (bloccarne…) la distribuzione. Solo il tempo ci dirà quali saranno gli sviluppi nelle regolamentazioni di stablecoins e di tutto il mondo crypto.

Ricapitolando

Curve è un Dex totalmente incentrato sulle stablecoins; questo gli permette di offrire dei servizi di cambio valuta con commissioni estremamente basse. La liquidità necessaria all’operatività del protocollo è interamente fornita dagli utenti, che mettendo a disposizione i propri asset vengono ricompensati con una percentuale delle fees pagate dagli utilizzatori di Curve. Inoltre i liquidity providers guadagnano token CRV attraverso il quale viene esercitata la governance e si guadagnano ulteriori percentuali sulle fees.

In conclusione

Curve si inserisce all’interno del panorama DeFi offrendo un servizio che colma una importante lacuna: quella di poter operare in maniera efficiente con le stablecoin. Vedremo se la piattaforma continuerà ad ottenere successo e se il codice degli smart-contracts che la animano si dimostrerà solido e a prova di criticità.

Fonti

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Studente di Filosofia presso La Sapienza di Roma e grande appassionato di tecnologia. Segue con interesse l'evoluzione dell'universo blockchain, affascinato dalle future possibilità di applicazione nei vari ambiti del quotidiano.
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