Justice as a service.

Considerate la giustizia come uno dei servizi che vi vengono offerti.

Quanto siete soddisfatti del servizio?

Eppure l’umanità ha compiuto grandi passi avanti, da quando le questioni si risolvevano esclusivamente con la clava.

Uno dei primi strumenti che abbiamo inventato per sanare i conflitti tra le parti, è stata la mediazione, ovvero l’arte di affidare a una terza parte l’esito del conflitto. Per circa 5000 anni ha significato, sovrani assoluti elevati a divinità che decidevano riguardo le questioni dei loro sudditi in base alla loro personale interpretazione di antiche usanze o personali capricci, si veda il caso del dilemma di Salomone. Immaginate i problemi di scalabilità del sistema. Immaginate la user experience nel dover andare di fronte a qualcuno che può della tua vita e della tua morte, anche in caso di ragione.

Il primo codice di leggi è il codice di Ur-Nammu (2000 a.c.), che potremmo astrattamente considerare il primo software della storia, il primo insieme di istruzioni standardizzate che seguono la logica if – then.
Geniale dal punto di vista della scalabilitĂ , ci ha permesso di dare ai letterati (i sacerdoti inizialmente) una certa autonomia di giudizio, e raggiungere un numero di utenti decisamente piĂą grande. La gente continuava a patire per il capriccio di qualcuno, ma aveva ottenuto almeno il diritto ad appellarsi, qualora il giudizio non fosse stato conforme al codice.

Di origine greco-romana l’ultima importante innovazione, che ha tolto dalle mani del sovrano il potere di nomina dei magistrati ponendolo nelle mani di un’assemblea, da allora molti codici sono cambiati, ma non la sostanza. Gli attuali sistemi legali, sono nati tra il XVII e il XVIII secolo come consolidamento degli stati nazionali e presentano essenzialmente due grosse frizioni: costi elevati, tempistiche oggettivamente eccessive.

A livello globale, questi due problemi generano l’insoddisfazione di chi i costi della giustizia non li può sostenere e de-facto non ha l’opportunità di usufruire del servizio a causa di queste due grandi barriere all’ingresso.

Nel nostro breve excursus storico non abbiamo considerato però il caso delle riforme avvenute ad Atene nel 508-507 a.c.
Si fa risalire Clistene, il Satoshi Nakamoto della democrazia greca, l’introduzione del kleroterion come strumento per risolvere i problemi di lobbismo e corruzione propri dell’Atene governata dal tiranno Ippia.
Con una procedura di sorteggio, si estraevano casualmente rappresentanti politici e i giurati, sistema per cui Friedrich von Hayek e John Burnheim hanno coniato il termine demarchia.

Potete vedere la procedura simulata in questo video (è commuovente che esistano ancora professori che organizzano queste attività):

 

Perchè la casualità dovrebbe migliorare la giustizia? E soprattutto cosa centra tutto ciò con la blockchain ed Ethereum?

Analizziamo il caso della DAO Kleros e del suo token PNK e il modello di giustizia decentralizzata immaginato da Federico Ast.

Alice è un’imprenditrice con sede in Francia. Assume Bob, un programmatore del Guatemala, su una piattaforma di P2P freelance per costruire un nuovo sito web per la sua azienda. Dopo aver concordato prezzo, termini e condizioni, Bob si mette al lavoro. Un paio di settimane dopo consegna il prodotto. Ma Alice non è soddisfatta. Sostiene che la qualitĂ  del lavoro di Bob è notevolmente inferiore al previsto. Bob risponde che ha fatto esattamente ciò che era nell’accordo. Alice è frustrata. Non può assumere un avvocato per una richiesta di poche centinaia di dollari con qualcuno che è dall’altra parte del mondo, a causa delle frizioni di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo che rendono questo caso antieconomico.

E se Alice e Bob avessero utilizzato Kleros come terza parte e inserito una clausola nel contratto affermando che, in caso di controversia, sarebbe stata risolta dal tribunale di Kleros?

Dopo che Bob smette di rispondere alle sue e-mail, Alice tocca un pulsante che dice “Invia a Kleros” e compila un semplice modulo che illustra le sue ragioni. A migliaia di chilometri di distanza, a Buenos Aires, Julio, uno sviluppatore di software, sta controllando il sito web di Kleros per trovare un lavoretto da fare nei tempi morti mentre si reca al lavoro. Di solito governa i casi nel tribunale della “qualitĂ  del sito web”. Questo tribunale richiede competenze in html, javascript e web design per risolvere le controversie tra i liberi professionisti e i loro clienti. Lorenzo mette in stake 2000 PNK, il token utilizzato da Kleros per selezionare i giurati per le controversie. PiĂą gettoni scommette, piĂą è probabile che venga selezionato come giurato. Supponendo che Lorenzo giudichi bene nella controversia, ottiene in seguito la sua quota di 2000 PNK oltre al pagamento delle spese di arbitrato. Circa un’ora dopo, un’e-mail appare nella posta in arrivo di Lorenzo: “Sei stato selezionato come giurato in un controversia sulla qualitĂ  del sito web. Scarica le prove qui. Hai tre giorni per presentare la tua decisione”. Un messaggio simile viene ricevuta da Frederic, un programmatore di Sidney e da Daniel, dalla Romania, che avevano anche depositato il loro PNK. Sono stati selezionati casualmente da un pool di quasi 3.000 candidati. Non si conosceranno mai, ma collaboreranno per risolvere la disputa tra Alice e Bob. Sull’autobus di ritorno a casa, Lorenzo analizza le prove e vota chi ha ragione. Due giorni dopo, dopo che le tre giurie hanno votato, Alice e Bob ricevono un’e-mail: “La giuria ha deciso per Alice. Il sito web non è stato consegnato secondo i termini e le condizioni concordate dalle parti. Uno smart contract ha trasferito i soldi ad Alice”. I giurati vengono premiati per il loro lavoro e il caso viene chiuso.

Fantastico! Siamo riusciti a rendere giustizia ad un caso che nel sistema attuale non avrebbe neanche avuto l’opportunità di essere giudicato, ma cosa ci garantisce che la decisione presa sia effettivamente giusta?

Il token PNK è uno Schelling coin che fornisce ai giurati l’incentivo a votare onestamente penalizzando i giurati incoerenti, vale a dire i giurati i cui voti non sono d’accordo con la maggioranza dei voti espressi, facendogli pagare parte della quota in staking ai giudici coerenti. Non potendo colludere con gli altri giurati (estrazione casuale) i giurati sono incentivati a votare quello che pensano, gli altri pensino.

Non possiamo aspettarci che i giurati votino correttamente il 100% delle volte, nessuna procedura di risoluzione delle controversie potrebbe mai raggiungere questo obiettivo. Alcune volte, giurati onesti perderanno token, ma fintanto che nel complesso perdono meno valore di quello che vincono come commissioni di arbitrato e come token ricevuti dalle parti non coerenti, il sistema funzionerĂ .

Le decisioni sono appellabili. La facoltà di appello è limitata dal fatto che ad ogni appello il numero di giurati cresce esponenzialmente e di conseguenza i costi dell’arbitrato, rendendo oltre ad un certo punto antieconomico appellarsi oltre.

Che applicazioni e quali casi d’uso possiamo immaginare per questa DAO e quali sono i limiti del sistema?

Data la complessitĂ  degli smart contract e l’attuale costo del gas, Kleros soffre oggi degli stessi problemi di cui soffrono la maggior parte delle Dapp costruite su Ethereum, ma ciò non gli ha impedito di consegnare un primo prodotto finito. Forse a causa del grande hype generato dall’airdrop del token UNI, è stata dedicata poca attenzione alla token list “Kleros T2CR”.

In epoca pre-uniswap il meccanismo di listing su un exchange centralizzato richiedeva il pagamento di alcune listing fees (piĂą o meno nascoste). Il processo di market making non era gratuito, ma una vera e propria vendita di reputazione in cambio denaro.

Con l’affermarsi di Uniswap come AMM (automated market maker), chiunque disponga di una certa liquidità può immettere il proprio token sul mercato, senza dover pregare o pagare un exchange per poter accedere al flusso di capitale. Senza barriere all’ingresso abbiamo assistito al proliferare di token scam e di pool create con l’unico intento di rubare liquidità.

Kleros con il suo Token Curated Registry, si pone l’obbiettivo di rendere piĂą sicuro per l’utente l’utilizzo di Uniswap. Il suo meccanismo di listing è completamente decentralizzato e consente la semplice aggiunta di token con ticker, logo e rispettivo indirizzo del contratto che viene controllato dalla comunitĂ  in generale. Ciò offre agli utenti un livello di sicurezza di base durante l’interazione con i token Uniswap e aiuta a sradicare i tentativi di truffa che abbiamo visto nell’attuale fase di DeFi hype.

Token listing, risoluzione di piccole controversie, assicurazioni, escrow service, finanza, oracoli,
moderazione dei contenuti, proprietà intellettuale, sono molti i casi di utilizzo per la “giustizia come servizio”. Aspettatevi di vedere un esplosione di questo tipo di applicazioni mano a mano che i protocolli layer 2 verranno integrati.

 

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