Ungheria riduce del 50% le tasse sulle criptovalute

L’Ungheria sta pianificando ti ridurre del 50% le tasse sui guadagni derivanti dal trading di criptovalute.

Ungheria tasse criptovalute
Tempo di lettura: 4 minuti
  • L’Ungheria ha intenzione di ridurre, entro il 2022, le tasse sul trading di criptovalute dal 30.5% al 15%.
  • Dopo voci sulla maggiorazione dell’80% da parte degli USA, che hanno portato crolli significativi, il mercato è nuovamente in rialzo.

Il trading di criptovalute è un tipo di business che, se fatto con criterio e nel modo giusto, può portare guadagni davvero interessanti, nonostante l’elevata volatilità del mercato e l’alto rischio di perdita a cui si va incontro. Tuttavia, spesso si possono avere problemi riguardo la tassazione sui guadagni derivanti dal trading, che può variare da Paese a Paese.

Infatti, non tutte le nazioni hanno le idee chiare sul come gestire le tasse riguardanti i guadagni derivanti dal trading di criptovalute. In questo senso, l’Ungheria ha deciso di ridurre del 50% le tasse su questo settore, rappresentando una delle giurisdizioni più competitive del momento.

Dal 30.5% al 15% entro il 2022

La notizia deriva da un post pubblicato su Facebook dal Ministro della Finanza ungherese Mihaly Varga. Nello specifico, si tratta di un video in cui il Ministro afferma che, da qui al 2022, le tasse sul trading di criptovalute verranno ridotte dal 30.5% al 15%. Davvero una bella notizia per tutti gli ungheresi amanti del settore.

Riducendo le tasse, infatti, l’Ungheria godrebbe di un ritorno ancora maggiore, in quanto le persone sarebbero incentivate ad aprire e chiudere operazioni, possibilmente in profitto, senza la paura di dover restituire una grossa fetta dei propri guadagni al governo. In aggiunta, è stato detto che i fornitori di energia potranno dedurre le proprie perdite entro i prossimi 5 anni fiscali.

Ungheria tasse criptovalute
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In questo modo, anche chi fa mining può godere di una tassazione minore sui propri introiti. D’altronde, l’Ungheria è da sempre stata un Paese abbastanza innovativo e al passo con i tempi, e sembra voglia stabilirsi come una delle giurisdizioni più competitive del settore in quanto a tasse, soprattutto dopo l’avvento del COVID-19.

Infatti, anche se fino ad oggi gli asset digitali in Ungheria erano classificati semplicemente come ‘’altri introiti’’ e le operazioni di trading erano molto poche, dall’inizio del 2021 gli abitanti ungheresi hanno iniziato a maturare un grosso interesse verso il settore.

Ungheria vs USA

Si potrebbe fare un piccolo paragone tra Ungheria e USA, semplicemente per capire la differenza dell’approccio attuato dai due governi. Secondo alcune voci di corridoio su Twitter, il presidente Biden, avrebbe intenzione di mettere una maggiorazione dell’80% in relazione alle tasse derivanti dal trading di criptovalute. Ciò ha causato una liquidazione di ben 100 miliardi in una sola giornata, facendo crollare significativamente il valore di un gran numero di asset.

Tra questi, Bitcoin è arrivato a toccare un minimo di 53500$ intorno alle 22.00 del 10 maggio, trascinando con sé tutti gli altri asset presenti in circolazione. Al contrario, Ethereum ha resistito scendendo di appena il -2%, per segnare nuovi ATH subito dopo, con un valore attuale di oltre 4300$. Momenti di paura per molti investitori, che potrebbero essere stati presi da panic sell istintive.

 

Ovviamente, queste sono soltanto voci di corridoio, che sono state subito smentite da diversi analisti. Ad ogni modo, la risalita repentina di tutti gli asset, secondo alcuni, potrebbe essere stata causata anche dalla notizia positiva dell’Ungheria, che ha portato gli investitori ungheresi a rimanere nel mercato.

L’Ungheria potrebbe essere tra i primi Paesi a ridurre le tasse sui guadagni derivanti dal trading di criptovalute, ma in assenza di un settore regolamentato a livello mondiale, sia i tagli che gli aumenti potrebbero non essere sufficienti a far capire il livello di adozione raggiunto nel Paese.

Inoltre, alcune nazioni stanno pianificando diversi progetti per regolamentare al meglio l’ecosistema, cercando di sfruttarne al massimo le potenzialità. Questo, però, potrebbe nuocere alla tanto desiderata decentralizzazione, ovvero la caratteristica principale di ogni criptovaluta.

Conclusioni

Dopo un mercato particolarmente bullish, alcuni dump estremi hanno sicuramente fatto perdere un po’ di fiducia da parte di molti investitori. Tuttavia, vedere l’Ungheria ridurre le tasse sul trading di criptovalute del 50% potrebbe essere d’ispirazione anche ad altri Paesi.

Certo, la regolamentazione potrebbe far perdere il tanto amato senso di decentralizzazione. Allo stesso tempo, però, è anche giusto poter dichiarare i propri guadagni nel modo corretto.

Tuttavia, ciò non significa che le tasse derivanti dal settore devono salire alle stelle, altrimenti non avrebbe neppure senso rischiare il proprio capitale.

Proprio per questo motivo, rimanere aggiornati sulle notizie relative a questo campo potrebbe fare la differenza, sia per i trader professionisti che per gli inesperti.

 

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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