Sanzioni Russia: come le criptovalute possono evitarlo

Sanzioni Russia: un argomento scottante per via della guerra tra Russia e Ucraina che, indirettamente, sta coinvolgendo tutte le nazioni che fanno parte dell’Unione Europea e della NATO, in particolar modo gli Stati Uniti Putin ha condiviso l’idea di utilizzare le criptovalute per bypassare completamente le sanzioni e riuscire a non far cadere il suo […]

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Tempo di lettura: 11 minuti
  • Sanzioni Russia: un argomento scottante per via della guerra tra Russia e Ucraina che, indirettamente, sta coinvolgendo tutte le nazioni che fanno parte dell’Unione Europea e della NATO, in particolar modo gli Stati Uniti
  • Putin ha condiviso l’idea di utilizzare le criptovalute per bypassare completamente le sanzioni e riuscire a non far cadere il suo Paese in ginocchio dopo le pressioni
  • Le aziende russe hanno a disposizione in tal senso molti strumenti legati alle criptovalute per eludere le sanzioni incluse appunto il rublo digitale e il ransomware

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In queste ore come sappiamo non si parla d’altro che della guerra tra Russia e Ucraina che sta provocando reazioni diverse da parte di America ed Europa le quali stanno minacciando severe sanzioni al paese di Putin.

Quest’ultimo sembra deciso a non ripetere l’esperienza del 2014 quando la sua economia è stata messa in difficoltà per via delle sanzioni nel senso che fu tagliato fuori dagli scambi commerciali con l’Occidente a seguito dell’invasione della Crimea.

Dopo quell’invasione la Russia ha perso circa 50 miliardi di dollari ogni anno, a seguito dei provvedimenti e delle sanzioni decise contro di lei ma ora non vuole più ripetere questa esperienza. Sembra che per evitarla voglia usare le criptovalute e cioè il cosiddetto rublo digitale.

In sostanza la Russia vorrebbe sfruttare le potenzialità della tecnologia delle criptovalute dell’economia digitale per cercare di evitare, o quantomeno aggirare, le sanzioni, cercando al contempo di limitare i danni e gli effetti peggiori di queste decisioni

Secondo alcune indiscrezioni il paese di Putin sarebbe pronto a fare degli accordi con qualunque altro nel mondo voglia trovare degli accordi economici, usando appunto le criptovalute che dovrebbero servire per aggirare i controlli che di solito i governi usano per bloccare il trasferimento di denaro nelle banche.

In sintesi quindi la Russia vuole concludere accordi importanza dal punto di vista economico utilizzando le criptovalute: sotto questo punto di vista sono state molto importanti le dichiarazioni dell’ex procuratore generale Michael Parker, che dirige la sezione antiriciclaggio e sanzioni presso uno studio legale di Washington.

Parker ha infatti dichiarato che è ingenuo pensare che la Russia non abbia considerato le conseguenze alle quali poteva andare incontro con la scelta d’invadere l’Ucraina. E quindi ritiene che sicuramente il paese di Putin ha già pensato a come evitare gravi conseguenze: uno dei metodi potrebbe essere legato alle criptovalute.

Le aziende russe hanno a disposizione in tal senso molti strumenti legati alle criptovalute per eludere le sanzioni, incluse appunto il rublo digitale e il ransomware.  Teniamo presente che il mercato globale delle criptovalute negli ultimi anni è cresciuto a dismisura: questa cosa per la Russia potrebbe essere una buona notizia.

Anche perché in uno scenario di guerra le sanzioni sono tra gli strumenti più potenti che in genere i paesi europei e gli Stati Uniti usano per influenzare il comportamento di nazioni che non sono direttamente alleate a loro.

In genere gli Stati Uniti decidono nella maggior parte dei casi di sfruttare le sanzioni come strumento diplomatico in quanto il dollaro è la valuta di riserva mondiale utilizzata nei pagamenti tutto il mondo.

Sanzioni Russia: come si comporterà il Paese

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Come dicevamo poco fa gli Stati Uniti utilizzeranno molto probabilmente le sanzioni come strumento di persuasione con la Russia: però i funzionari del governo Americano sono consapevoli del potenziale che hanno le criptovalute di ridurne l’impatto. Per questo  stanno intensificando i controlli sulle varie risorse digitali.

Per quanto riguarda il funzionamento delle sanzioni e la loro applicazione ricordiamo che un governo in genere scrive una lista di persone e imprese che i cittadini dovrebbero evitare: questo significa che chiunque venisse scoperto a relazionarsi con uno dei membri di quella lista rischierebbe pesanti multe.

Ma il punto principale di qualsiasi programma di sanzioni efficaci è ovviamente legato al sistema finanziario globale. Infatti le banche di tutto il mondo svolgono un ruolo importante nella applicazione delle norme, nel senso che solitamente si accorgono della provenienza del denaro e dove viene smistato: di conseguenza attivano in maniera istantanea le leggi di antiriciclaggio, bloccando le transazioni e segnalando tutto alle autorità.

Quindi dobbiamo immaginare le banche come se fossero gli occhi e le orecchie del governo in questione, anche se in questo momento storico le valute digitali stanno scompaginando le carte.

Una banca infatti per sua natura deve verificare sempre l’identità dei suoi clienti. Però teniamo presente che tutte quelle piattaforme che facilitano la vendita e l’acquisto di asset digitali e criptovalute, in genere non sono così attente a tracciare i loro clienti come lo sono le banche, anche se in teoria dovrebbero seguire le stesse regole.

Ma è proprio questo il motivo per il quale lo scorso ottobre il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha avvisato sul fatto che le criptovalute potevano essere una minaccia sempre più rilevante per il programma di tensione americano: per questo ha allertato le autorità statunitensi consigliando loro d’informarsi meglio su questa tecnologia.

La Russia quindi ha tanti strumenti legati alle criptovalute che secondo gli esperti userà per eludere le sanzioni: quello che dovrà fare è trovare dei modi per fare Trading, anche senza i dollari.

Inoltre il governo Russo in questo momento sta sviluppando la propria valuta digitale della banca centrale, cioè il rublo, che vuole utilizzare per commerciare direttamente con altri Paesi che vogliono accettarlo senza prima convertirlo in dollari.

Per arrivare all’obiettivo secondo gli esperti la Russia userebbe tecniche di hacking come il ransomware, che sarebbero utili per reperire valute digitali e recuperare le entrate perse a causa di eventuali sanzioni.

Teniamo presente che la cosa non sarebbe così strana perché permetterebbe, grazie a nuovi strumenti sviluppati in Russia, di mascherare le transazioni: in questo modo le aziende potrebbero commerciare senza essere tracciate.

La strategia che vuole usare la Russia ha dei precedenti nella storia?

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La risposta è sì e cioè questa soluzione ha dei precedenti perché già Iran e Corea del Nord in passato hanno utilizzato le valute digitali per mitigare gli effetti delle sanzioni occidentali. Si tratta di una tendenza che i funzionari degli Stati Uniti d’America delle Nazioni Unite hanno recentemente osservato con attenzione.

Nello specifico la Corea del Nord ha utilizzato il ransomware per avere criptovalute e finanziare così il suo programma nucleare, almeno da quello che c’è scritto nel rapporto delle Nazioni Unite.

Ricordiamo inoltre che a ottobre 2020 rappresentanti della Banca Centrale Russa hanno dichiarato in un quotidiano nazionale che il nuovo rublo digitale ha lo scopo di rendere il paese meno dipendente gli Stati Uniti e in grado di resistere le funzioni.

L’obiettivo della Russia è quindi quello di trovare partner disponibili in altre nazioni e che sono stati presi di mira dalle sanzioni statunitense come appunto l’Iran che già sta sviluppando delle valute digitali sostenuto dal governo.

Inoltre secondo la banca mondiale la Cina, essendo il più grande partner commerciale della Russia sia nelle esportazioni che sulle importazioni, ha già lanciato la propria valuta digitale della banca centrale.

Inoltre recentemente il leader del paese ha descritto le relazioni del suo paese con la Russia definendole in evoluzione e senza limiti.

Un rappresentante del Center for a New American Security ha studiato recentemente gli effetti della criptovaluta sulle sanzioni concludendo che, un sistema in via di sviluppo delle banche centrali che vogliono scambiare direttamente valute digitali, è molto rischioso e andrà a diminuire il potere sanzionatorio degli Stati Uniti.

Appunto perché in questo modo tanti paesi riusciranno a effettuare transazioni senza dover passare attraverso il sistema bancario globale.

All’inizio di questo mese il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha ricevuto una comunicazione da tanti osservatori indipendenti, secondo la quale la Corea del Nord sta usando criptovalute per finanziare il suo programma di missili nucleari e balistici. E questa indiscrezione sarebbe stata confermata da un portavoce della missione permanente della Norvegia presso le nazioni unite.

Nella scorsa primavera in una nota la società di consulenza Elliptic ha fatto sapere che l’Iran stava utilizzando i proventi delle estrazioni di Bitcoin per compensare i suoi limiti nella vendita del petrolio a causa delle sanzioni.

In definitiva la Russia subendo sanzioni potrà implementare la sua strategia utilizzando attacchi hacker che nella pratica dovrebbero funzionare in maniera abbastanza semplice nel senso che si pensa che a un certo punto un hacker irromperà nei vari computer bloccando le informazioni digitali, fino a quando la vittima in questione non accetterà di  pagare in criptovalute.

Inoltre l’anno scorso, secondo il rapporto del 14 febbraio della società di monitoraggio e blockchain Chainalysis, circa i tre quarti delle Entrate globali del ransomware è finito in fondi legati in qualche modo alla Russia.

Secondo questa società di monitoraggio i fondi illegali sarebbero confluiti in Russia anche attraverso un mercato del dark web chiamato Hydra, alimentato in criptovalute e che nel 2020 ha gestito circa un miliardo di dollari di vendite.

Però le rigide regole della piattaforma prevedono che il venditore può liquidare la criptovaluta solo con degli scambi regionali: ciò ha reso difficile tracciare i soldi.

Gli esperti del sistema di monitoraggio affermano che Hydra opera sicuramente in tutta Europa e che sicuramente ci sono ancora degli affari in corso.

Ricordiamo che le foto digitali utilizzano la tecnologia blockchain che è una forma di codice informatico che può essere visto pubblicamente ovunque e da chiunque: questo Registro pubblico deve tenere traccia dei movimenti della singola moneta digitale da un portafoglio a un altro.

Questa cosa non è da sottovalutare perché in teoria dovrebbe consentire alle autorità di tenere traccia di tutte le transazioni crittografiche impedendo così ad accoglienti che sono vittime di sanzioni di completare il processo.

Però la tecnologia che c’è alla base di Hydra riesce a mascherare la fonte delle transazioni offrendo agli utenti russi un potenziale strumento per spostare denaro al di fuori dei confini del paese.

Ma è chiaro che Hydra non è ancora così ampio da poter gestire il volume di transazioni Nicola Russia avrebbe bisogno per alludere in maniera totale le sanzioni.

Ma almeno secondo gli esperti potrebbe aiutare a sperimentare altre tecniche di riciclaggio di denaro all’interno delle quali un mercato illecito si inserisce all’interno di una struttura più ampia per nascondere le sue attività.

Tutti questi pericoli però sono stati percepiti sempre di più dagli Stati Uniti che infatti stanno intensificando il monitoraggio dell’attività delle criptovalute. E infatti il 17 febbraio il dipartimento di giustizia ha annunciato la creazione di un nuovo team nazionale per l’applicazione delle criptovalute.

Grazie a una mostra che ha lo scopo preciso e cioè quello di far capire che i pubblici ministeri federali stanno attenzionando in maniera concreta eventuali comportamenti scorretti degli utenti che usano le criptovalute.

Per dimostrare ciò l’ex pubblico ministero Parker ha ricordato che l’8 Febbraio una coppia di Manhattan è stata arrestata per aver rubato 3,6 miliardi di dollari in Bitcoin da Exchange di criptovalute di Hong Kong Bitfinex. E questo a sentire le sue parole è un esempio concreto di come il governo statunitense sta migliorando e sta aggiornando su come fare per essere in grado di risalire a queste operazioni scorrette.

Inoltre funzionari dell’amministrazione stanno anche cercando di pressare l’industria delle criptovalute affinché implementi i controlli interni che vadano a impedire alle persone scorrette l’utilizzo dei loro servizi.

Lo scorso ottobre il Dipartimento del tesoro ha pubblicato un manuale di 30 pagine relativo alla conformità delle sanzioni all’interno del quale sensibilizza le società di criptovalute all’utilizzo di strumenti di geolocalizzazione per eliminare i clienti nelle giurisdizioni sanzionate.

Secondo questo rapporto le società di criptovalute spesso richiedono troppo tempo per implementare le loro procedure di conformità.

Ma questa situazione potrebbe cambiare nel momento in cui il settore comincerà a maturare: in questo senso Chainalysis ci viene in aiuto offrendo uno strumento che si chiama conosci la tua transazione che avvisa le aziende quando i dipendenti e le aziende presenti in quella lista nera stanno utilizzando i loro servizi.

Lo scorso anno questa azienda ha raddoppiato i clienti nel settore privato molti dei quali utilizzano lo strumento di conformità. Però al momento gli utenti più esperti che operano con le piattaforme di criptovalute riescono sempre a trovare il modo di aggirare una lista nera.

Infatti, secondo un importante funzionario del Center for a New American Security, un esperto può riuscire ad aprire un portafoglio altrove in maniera abbastanza semplice, perché gli strumenti utilizzati per evitarlo ancora non sono infallibili.

Per approfondire:

Bibliografia:

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