La protezione degli investitori secondo il Commissario Pierce della S.e.c.

Da qualche giorno si è svolto il "Meeting of Investor Advisory Committee" organizzato dalla S.e.c. di Washington D.C. Si è parlato di piattaforme digitali e nuove forme di investimento, ma interessante è stato l'intervento del Commissario Pierce. Vediamo insieme di cosa ha parlato.

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Tempo di lettura: 5 minuti
  • Il 9.9.2021 si è tenuto il “Meeting of Investor Advisory Committee” organizzato dalla S.e.c.
  • E’ intervenuto il Commissario Hester M. Pierce che ha sottolineato l’importanza per la S.e.c. di aprirsi all’innovazione tecnologica e di non impedire agli investitori di rivolgersi a nuovi asset e a nuove tecnologie
  • Il riferimento non è chiaro, ma è molto probabile che la Pierce volesse parlare proprio di criptovalute e tecnologie connesse

1. Introduzione

Il 9.9.2021 si è tenuto il “Meeting of Investor Advisory Committee” organizzato dalla S.e.c. (Securities and Exchange Commission).

In questo incontro, tenutosi online, ma con base a Washinton DC, si è parlato della tutela degli investitori alla luce delle innovazioni tecnologiche applicate ai mercati finanziari.

Si è sottolineato lo scopo della S.e.c. e delle sue regolamentazioni, che devono essere sempre volte alla protezione degli investitori, e ci si è soffermati sull’ottica prudente che l’ente governativo deve assumere.

In particolare, si è parlato della diffusione delle piattaforme di investimento online e dei pericoli connessi con un loro utilizzo poco avveduto.

Ad introdurre la conferenza il Commissario Hester M. Pierce, di cui già avevamo parlato in un vecchio articolo.

La sua posizione rimane sempre la più rivoluzionaria e più spinta verso l’innovazione, sempre con la dovuta prudenza.

Vediamo quali sono le sue posizioni.

2. Il Commissario Pierce e la spinta verso il futuro

Il Commissario Hester Pierce ha concentrato il suo intervento sul titolo di uno dei panels, che sono stati presentati il 9.9.2021:”Reimagining Investor Protection in a Digital World” – Ripensare alla protezione dell’investitore in un mondo digitale.

La protezione degli investitori secondo il Commissario Pierce della S.e.c.

Con una certa nota critica verso la platea dei partecipanti, Pierce ha sottolineato che la tendenza del legislatore quando si confronta con le nuove tecnologie, con nuovi prodotti finanziari o con nuovi approcci verso realtà consolidate è sempre quello di dire: «to say no instead of yes, to say stop instead of go, to see danger instead of possibility». D’altra parte, continua la Pierce, il labirinto regolatorio che è stato costruito negli anni a protezione degli investitori è impostato sul principio del «Not so fast, sonny, you might put your eye out!».

Ovviamente, continua la Pierce, la S.e.c. non deve perdere di vista il principale scopo per cui esiste e, cioè, la protezione degli investitori, in particolare degli investitori c.d. al dettaglio, e garantire l’integrità e la stabilità del mercato.

Se questo è vero, è altrettanto vero che la Commissione non deve dimenticare che i mercati sono sempre protesi verso l’innovazione ed essa deve essere pronta ad accoglierla per poter offrire, in sicurezza, nuove opportunità agli investitori. Per opportunità si intendono le possibilità di provare nuovi prodotti e servizi, includere nei loro portafogli nuovi tipi di asset, adottare le più recenti tecnologie e sperimentare nuove forme di investimento e imparare dai loro successi o dai loro fallimenti.

L’attuale sistema regolatorio americano, invece, operando in un’ottica fortemente prudente, spesso sottovaluta le opportunità che si presentano agli investitori, che, quindi, finiscono per perderle.

Ciò che il pubblico dei risparmiatori cerca – continua il Commissario Pierce – è la protezione dalle frodi, facile accesso alle informazioni sulle aziende su cui decidono di investire (c.d. disclosure), ma vogliono anche essere in grado di interagire con le società finanziarie per mezzo delle ultime tecnologie, avere la possibilità di accedere ad un ampio spettro di investimenti e gestire direttamente il loro futuro finanziario, spendendo il denaro duramente guadagnato nella maniera che ritengono più opportuna.

A volte gli investitori sono disposti ad assumersi più rischi rispetto a quelli che la S.e.c. ritiene ancora nell’ambito del consentito.

Non sarebbe una scelta saggia cedere al rischio voluto dagli investitori, ma una risposta normativa seria, conclude la Pierce, non finirebbe per ignorare le loro richieste; li coinvolgerebbe, piuttosto, e li educherebbe all’utilizzo sicuro dei nuovi prodotti o delle nuove tecnologie in ambito finanziario.

Il Commissario Pierce ha affermato, infine, che:«As you discuss digital platforms and other topics in the future, help us to remember that a regulator who always says no or takes too long to say yes is not serving investors well».

Un chiaro, conciso e diretto invito ai propri colleghi verso un futuro più dinamico.

3. In conclusione

Anche se si è trattato di un breve intervento, il Commissario Hester Pierce ha sottolineato degli aspetti fondamentali da correggere nella politica della S.e.c.

Non ha parlato direttamente di criptovalute. Ha, piuttosto, fatto riferimento a generici assets e a generiche nuove tecnologie, che attirano le attenzioni degli investitori.

Il discorso affrontato nell’ambito di un convegno S.e.c. e pronunciato dalla Pierce, la quale ha già avuto modo di esporsi sulle criptovalute (si veda l’articolo Safe Harbor Proposal 2.0: avanti tutta della S.E.C. sulle criptovalute), assume tutto un altro e specifico significato: non dimenticarsi dell’innovazione tecnologica e non ignorare possibili cambiamenti futuri della finanza classica.

Non è di diverso parere il Commissario Elad L. Roisman che, anche se più in generale, ha precisato:«As we consider whether to make changes to our market structure, let us also keep in mind that, right now, our markets are the deepest, most liquid, and most investor friendly in the world.  While U.S. investors have all sorts of different goals, needs, and behavioral preferences, there are financial services available for just about everyone.  We should encourage this type of innovation to continue increasing investors’ engagement».

Saranno tanti piccoli passi verso il futuro?

Per approfondire:

 

Scritto da
Contributore
Avv. Luca Amorelli, laureato in giurisprudenza presso l’Università L.U.I.S.S. “Guido Carli” di Roma nel 2015. La sua formazione e competenza professionale è rivolta alle tematiche concernenti le obbligazioni, i contratti, i beni pubblici e privati, il funzionamento dei servizi pubblici e, più in generale, le posizioni soggettive dei cittadini utenti. Con un'attenzione sempre crescente per il mondo della Blockchain e degli Smart contracts, nel 2020 ha completato presso l'Università L.U.I.S.S. il Master di II livello in diritto della concorrenza e dell'innovazione. Nel settore delle nuove tecnologie l'Avv. Amorelli è specializzato nel diritto applicato o applicabile alla Blockchain e agli Smart contracts. Si occupa, inoltre, dei profili giuridici, fiscali ed economici legati all'uso e alla conservazione di criptovalute.
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