Finanza tradizionale vs criptovalute: ecco perché non c’è competizione

In questo articolo andremo a capire insieme perché le criptovalute riescono a battere le opzioni della finanza tradizionale come immobili e azioni

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Tempo di lettura: 6 minuti
  • le criptovalute riescono a battere le opzioni della finanza tradizionale come immobili e azioni
  • in alcuni mercati emergenti il conto bancario può presentare dei tassi interessi elevati
  • un alto rendimento da dividendi potrebbe derivare da un calo del prezzo dell’azione e non da Payout  più elevato
  • una delle strategie di investimento della finanza tradizionale comune è quella che riguarda l’acquisto di immobili per affittarli come investimento
  • si può già guadagnare di più con un basso rischio investendo sulle criptovalute

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La finanza tradizionale, a oggi, può davvero competere con Crypto?

In questo articolo andremo a capire insieme perché le criptovalute riescono a battere le opzioni della finanza tradizionale come immobili e azioni. Molte persone tra quelle che leggeranno questo articolo sono già consapevoli che le criptovalute riescono a schiacciare i tassi bancari per guadagnare reddito.

Ma ci sono altri investimenti tradizionali da considerare è che sono veramente ottimi e cioè ci riferiamo a gli immobili in affitto e da investimento, oppure quello che è il prestito peer to peer o anche azioni che pagano dividendi e tassi di interesse nei mercati emergenti.

Andiamo a vedere quindi come si confrontano con le criptovalute cominciando con i tassi di interesse nei mercati emergenti.  Infatti teniamo presente che in alcuni mercati emergenti il conto bancario può presentare dei tassi interessi elevati. Giusto per fare un esempio un cittadino argentino può ottenere un conto di deposito fisso di un anno che paga  al 34%.

Quindi parliamo di un tasso veramente enorme per una banca e quindi ci si chiede se sarebbe il caso di aprire un conto bancario in Argentina per restare in questo esempio ma la risposta probabilmente è no ed è dovuta alle possibili svalutazioni. 

Per rimanere nell’esempio dell’Argentina Ricordiamoci che fino a un po’ di tempo fa era considerato un possibile caso di iperinflazione dalla banca mondiale mondiale.

In questo momento il loro tasso di inflazione è superiore al 50% anno su anno e questo significa che si può perdere potere d’acquisto anche al 34%.

Altro problema è che si viene pagati in pesos argentini i quali perdono costantemente il loro valore più velocemente della maggior parte delle altre valute. Questo significa che il proprio potere d’acquisto in declino dopo un anno porterà ad avere meno dollari-euro sterline o Bitcoin.

Finanza tradizionale vs Crypto: come funzionano le azioni che pagano dividendi

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È risaputo dagli esperti che si può guadagnare dal 5 al 7% circa su titoli con dividendi statunitensi e invece dal 6 al 10% su alcuni titoli con dividendi nel Regno Unito.

Ma dei rischi anche in questo caso ci sono e sono legati al fatto che un alto rendimento da dividendi potrebbe derivare da un calo del prezzo dell’azione e non da Payout  più elevato.

Questo significa che un rendimento da dividendi più elevato potrebbe non far raggiungere alla persona qualunque sia il suo obiettivo di reddito, nel caso in cui il vero motivo per il quale il  rendimento è al 8% è che il titolo è sceso di valore del 10%.

Ciò significa che il pagamento rimane lo stesso o addirittura diminuisce rispetto a quello precedente trimestrale.

Altro problema rilevante è che se non si è residenti  e cittadini in quei paesi si potrebbe non essere idonei per un account che consente di acquistare quei titoli e quindi il tutto sarebbe inutile.

Conviene comprare una casa per affittarla?

Non c’è dubbio che una delle strategie di investimento della finanza tradizionale comune è quella che riguarda l’acquisto di immobili per affittarli come investimento.

Numerosi esperti in questo campo dicono che un  rendimento netto di circa al 8% circa è un investimento di successo.

Ma è indubbio che a parte il fatto che si può già guadagnare di più con un basso rischio investendo sulle criptovalute. Ma il problema principale è che gli immobili sono costosi e nella maggior parte dei casi richiedono tanto tempo per venderli nel caso in cui non siete soddisfatti della performance degli investimenti.

Addirittura spesso ci si indebita per finanziare questo acquisto e quindi non parliamo di un investimento diversificato in maniera positiva in quanto tutti i soldi che abbiamo in questo caso sarebbero legati ad un’unica costosa proprietà.

Prestito peer to peer

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Questa opzione era molto amata e apprezzata fino a poco tempo fa e cioè  prima che  si andassero a scoprire le criptovalute.

Uno dei motivi era il fatto che si poteva scegliere a chi fare il prestito e quindi si decideva  il tipo di rischio che si vuole correre prestando a un soggetto, prestando a un credito piuttosto che a un altro oppure a un individuo invece che a un’azienda e i profili di rischio tra cui scegliere erano tanti e i rendimenti sui singoli prezzi spesso erano sicuri al 10% e lo sono ancora.

Ma anche in questo caso c’è un problema e cioè relativo al fatto che questi prezzi non danno garanzie perché può succedere un default  specialmente durante un periodo economico difficile e non ci sono opzioni di prestito decentralizzato per il prestito p2p, se fatto in valute legali come USD, Eur, gbp.

Per fare un esempio un tedesco non potrebbe prestare USD su Prosper, né un americano potrebbe prestare Eur su Mentos e questo significa che il capitale è anche il potenziale interesse che si può guadagnare sono a rischio, in quanto basta solo qualche inadempienze per riportare il rendimento totale del portafoglio in un territorio normale o addirittura negativo.

Come funziona lo staking con criptovaluta

La maggior parte degli esperti considera lo stacking probabilmente l’investimento in criptovalute con meno rischi ma allo stesso tempo è anche vero che il prestito con le stablecoin offre rischi anche inferiori.

Vediamo alcuni vantaggi offerti dallo staking e cioè uno è che si può pagare in criptovalute Inoltre chiunque può qualificarsi,  si può iniziare in piccolo e diversificare facilmente tra molte criptovalute.

Quindi In definitiva qualunque persona da qualunque luogo può replicarsi purché disponga di criptovalute in un Wallet e quindi non è richiesta la residenza come nel caso dei dividendi azionari o nel opzione di prestito p2p.

I pagamenti in criptovaluta sono ritenuti da tante persone una forma di denaro di qualità superiore rispetto alla maggior parte se non a tutte le valute legali e quindi possono essere facilmente riconvertiti nella valuta del proprio paese. 

Ma soprattutto ci sono molti meno problemi di svalutazione rispetto alle valute dei mercati emergenti e quindi, a meno che non si debba bloccare la propria criptovaluta per uno o due mesi, l’intero investimento è sempre liquido.

Si può iniziare appunto anche in piccolo e non c’è nessun impegno enorme come nel caso di dividendi dei beni immobili. Se per esempio si vogliono investire €1000 e distribuirne 100 in modo uniforme su 10 Criptovalute diverse si può fare.

Per approfondire:

Bibliografia:

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