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NFT: Collins la classifica come parola dell'anno | Theledger

NFT: Collins la classifica come parola dell’anno

Collins, dizionario di fama mondiale, ha appurato che la parola NFT rappresenta il vocabolo dell'anno. D'altronde, parliamo di un trend che ha colpito non solo il settore blockchain, ma anche quello dell'arte tradizionale.

A Frequently Asked Questions About NFT
Tempo di lettura: 6 minuti
  • Secondo il dizionario Collins NFT sarebbe la parola dell’anno
  • I token non fungibili sono riusciti a rivoluzionare il mercato dell’arte in poco tempo
  • Le dinamiche dei rapporti tra la blockchain e la massa di persone sono cambiate

Nft Collins

Parliamo di notizia molto curiosa ma molto interessante e cioè il fatto che secondo il dizionario Collins NFT sarebbe la parola dell’anno: cosa agli appassionati e gli esperti non sembra molto strana in quanto è in dubbio nessuno può smentire tutto questo punto di vista che i token non fungibili sono riusciti a rivoluzionare il mercato dell’arte in poco tempo.

E soprattutto sono riusciti a cambiare a modificare le dinamiche dei rapporti tra la blockchain e la massa di persone.

Ovviamente non possiamo dire che tutte le persone al mondo conoscono il significato di questa parola e dei token non fungibili. Ma quel che è certo è che tantissime persone hanno letto  almeno un articolo su questo argomento o ne hanno sentito parlare da amici o conoscenti.

Di sicuro negli ultimi anni hanno generato un giro d’affari e non indifferente soprattutto appunto il mercato dell’arte: secondo la casa editrice Collins avranno un impatto ancora più notevole nei prossimi anni ed ecco perché hanno dichiarato NFT come parola dell’anno 2021.

Come si è arrivati a questa decisione?

Nft

Teniamo presente che ogni anno nella casa editrice Collins ci sono dei lessicografi che si impegnano a monitorare miliardi di vocaboli che servono per andare a dichiarare quella che la parola dell’anno e, come forse alcuni già sanno, nel 2020 è stata lockdown.

E la cosa non dovrebbe stupirci: anzi la parola  NFT è in un certo senso collegata con la pandemia.

Infatti secondo gli esperti della casa editrice Collins c’è stata una connessione tra commercio tecnologia e arte che ha provocato l’esplosione dei non-fungible-token, soprattutto attraverso quello che è il rumore del covid.

Secondo questo istituto l’utilizzo della parola  è aumentato in un anno addirittura del 11000 %, così come ha dichiarato Testualmente il direttore e manager di Collins Alex beecroft al Guardian.

Infatti ha dichiarato che «Gli NFT sembrano essere ovunque – spiega il managing director di Collins Learning Alex Beecroft al Guardian – dalle sezioni artistiche alle pagine finanziarie, nelle gallerie e nelle case d’asta e sui social network. Se NFT avrà un’influenza duratura è ancora da determinare, ma la sua improvvisa presenza nelle conversazioni di tutto il mondo lo rende chiaramente la nostra parola dell’anno». 

La cosa interessante è che esistono parole rilevanti del settore, come crypto e metaverso, tornato in auge per il fatto che Zuckerberg ha assegnato alla sua società il nome Meta al posto di Facebook.

Rapporto con la finanza: cosa c’è da sapere?

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Volendo fare un esempio di quello che è il rapporto tra NFT è Finanza e di quello che è il potere dei token possiamo nominare e citare l’esperienza dell’artista americano conosciuto come Beeple.

Infatti forse non tutti sanno che la sua opera Everyday’s: the first 5000 days» ha permesso di guadagnare all asta circa 69 milioni di dollari e questo lo ha reso uno degli artisti più pagati al mondo.

Questa cosa non ha ricevuto il favore di tutti i media americani perché per esempio il New York Times non l’ha apprezzato dicendo che il lavoro di questo artista che si basa su l‘immaginario dei meme è un po’ infantile e puerile.

Però non si può non sottolineare e comprendere il fatto che questa cosa è stata un inizio di un fenomeno Nel senso che dopo di lui tanti altri si sono dati a quella che si chiama cryptoart creando quello  è un settore assolutamente nuovo.

Ma ovviamente in ogni cosa c’è un qualcosa di negativo nel senso che la blockchain va a consumare tanta corrente elettrica per alimentare i tantissimi computer che le consentono di continuare a desistere e però purtroppo quel tipo di energia non proviene quasi mai da fonti rinnovabili: questo fa sì che ci sia uno sfruttamento eccessivo dei combustibili fossili e anche un momento della domanda.

Non è un caso infatti che la Cina che è considerata la patria del mining mondiale è stata costretta ad imporre forte restrizioni sullo sviluppo di questa industria appunto con lo scopo di limitare un consumo energetico è eccessivo e anche elon musk la moglie ha deciso di non accettare più pagamenti in Bitcoin per le sue Tesla.

Definizione di “NFT” secondo il Collins

Tornando di nuovo a parlare di quello che Il topic dell’articolo possiamo dire che Collins ha dato una definizione interessante della parola NFC che riportiamo integralmente perché lo ha definito come «un certificato digitale unico, registrato in una blockchain, che viene utilizzato per registrare la proprietà di un bene come un’opera d’arte o un oggetto da collezione». 

Quindi questo significa che è lo si può considerare come una serie di dati che va a registrare tutte quelle che sono le persone che hanno deciso di comprare e possedere quella che è definita un’opera digitale.

Secondo gli esperti la parte più importante della definizione è sintetizzabile nella parola unico nel senso che va a dimostrare quella che la non ripetibilità del certificato che non può essere sostituito con nient’altro.

Inoltre secondo la casa editrice Collins la cosa particolare che ha stupito tante persone andando a stuzzicare la loro curiosità e la loro immaginazione riguardo agli NFC è il fatto che sono stati usati con una cosa che in teoria non c’entra niente visto che parliamo di vendere arte e quindi si parla di una cosa creativa non tecnologica.

Altra cosa particolare che ha colpito sia le persone che gli esperti anche gli appassionati e il fatto che gli hanno NFT hanno permesso di vendere quello che è stato il primo tweet della storia dal fondatore della piattaforma Jack dorsey, ma anche pagine di giornali che vanno dal New York Times al Corriere della Sera .E infine anche il codice sorgente del web da parte il creatore TIM berners Lee.

Questo ci fa capire quello che l’impatto di questa pandemia sarà presente nei prossimi anni in maniera esponenziale e che va oltre ogni potenziale immaginazione.

Per approfondire:

Bibliografia:

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