Michael Burry su criptovalute e Tesla: nuovo 2007?

Michael Burry, noto investitore che predisse il crash finanziario del 2007, è ritornato a predire il futuro. Questa volta di criptovalute e Tesla. Ci avrà preso di nuovo?

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Tempo di lettura: 5 minuti
  • Michael Burry ha pubblicato e poi cancellato vari tweet sul futuro poco roseo delle criptovalute e delle azioni Tesla;
  • Il problema risiederebbe nella c.d. leva finanziaria e sulla eccessiva speculazione;
  • Il crash potrebbe essere peggiore di quello del 2007 legato ai mutui subprime;
  • Burry scommette sul ribasso delle azioni Tesla.

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1. Introduzione

Cominciamo con il porci due domande: chi è Michael Burry e perché quello che dice dovrebbe farci preoccupare?

Michael Burry è un investitore americano. E’ noto nel mondo finanziario per aver previsto la crisi legata ai subprime, che fra il 2007 e il 2010 avrebbe sconvolto l’economia globale. Lui fu l’unico ad uscirne vittorioso e, anzi, addirittura a guadagnarci.

Michael Burry criptovalute Tesla 2007

Fu talmente abile a scommettere contro le pratiche scorrette delle maggiori banche dell’epoca che la sua storia fece scalpore. Il regista Adam Mckay gli ha dedicato una parte nel film “The big short” o, in Italia, “La grande scommessa“, in cui viene interpretato dall’attore Christian Bale.

Michael Burry criptovalute Tesla 2007

Ebbene, lo stesso Michael Burry si è riproposto sulla scena, a distanza di quasi 15 anni, per lanciare un altro avvertimento, questa volta su criptovalute e azioni Tesla.

Vediamo insieme se bisognerà preoccuparsi.

2. Che ne sarà delle criptovalute?

Il fondatore della “Scion Asset Management” ha pubblicato alcuni tweet – poi rimossi – non proprio confortanti sul futuro finanziario delle criptovalute e dell’azienda Tesla.

«All hype/speculation is doing is drawing in retail before the mother of all crashes. When crypto falls from trillions, or meme stocks fall from tens of billions, #MainStreet losses will approach the size of countries. History ain’t changed».

“La madre di tutti i  crash“. E’ così che Burry definisce la crisi che, secondo lui, inciderà sul valore delle criptovalute e dei prodotti finanziari Tesla. In particolare, il bitcoin, che negli scorsi mesi è stato esaltato e poi screditato da Elon Musk, le criptovalute in generale e le azioni Tesla potranno andare incontro a una crisi/svalutazione senza precedenti per via della c.d. leva finanziaria.

In un altro tweet, infatti, Burry ha specificato che «crypto’s problem is in leverage. If you don’t know how much leverage is in crypto, you don’t know anything about crypto, no matter how much else you think you know».

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Che cos’è la leva finanziaria?

Attraverso l’utilizzo della leva finanziaria (o “leverage“) un soggetto ha la possibilità di acquistare o vendere attività finanziarie per un ammontare superiore al capitale posseduto e, conseguentemente, di beneficiare di un rendimento potenziale maggiore rispetto a quello derivante da un investimento diretto nel sottostante e, di converso, di esporsi al rischio di perdite molto significative (da Consob – Investor Education).

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Oltre che alla leva finanziaria le preoccupazioni di Burry sono anche legate alla carenza di apposite regole che disciplinano le criptovalute – di questo ne abbiamo parlato spesso (Profili giuridici della tecnologia blockchain: un fenomeno distribuito)

La preoccupazione maggiore è legata alla possibilità che i Governi possano presto intervenire per introdurre regole più stringenti e, così, ridimensionare il loro “successo”.

Già a febbraio, in un altro tweet, Burry aveva avvertito che “in una crisi inflazionistica i governi si sposteranno per schiacciare i concorrenti nell’arena valutaria”.

Ci si dovrà fidare di lui per la seconda volta? Per il famoso investitore il futuro delle criptovalute è veramente incerto, almeno per il lungo termine.

3. Tesla: questione personale o predizione reale?

Brevemente, vediamo anche cosa Burry ha detto sulle azioni Tesla.

Michael Burry criptovalute Tesla 2007

L’investitore ha, infatti, messo in guardia anche sul futuro della Tesla di Elon Musk e sulla possibile svalutazione che potrà colpire le azioni che la finanziano.

Secondo quanto era stato reso noto dalla S.e.c. al 31.3.2021, la società di Burry deteneva 8.001 opzioni put per un valore di 534 milioni di dollari.

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Che cosa sono le “opzioni put”?

Contratto a termine che attribuisce al compratore il diritto di decidere se vendere oppure no un’attività sottostante a (oppure entro) una certa data a un prezzo prefissato (dal Glossario di Borsa Italiana)

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A riguardo, Burry ha dichiarato di essere short sul titolo e, dunque di scommettere sul suo ribasso.

A gennaio 2021 Michael Burry aveva lanciato la sfida a Elon Musk, senza citarlo direttamente, twittando: «Well, my last Big Short got bigger and Bigger and BIGGER too….$TSLA $60 billion increase in market cap today alone…1 GM, 2 Hersheys, 3 Etsys, 4 Dominos, 10 Vornados…enjoy it while it lasts».

Sarà battaglia tra super ricchi?

4. Conclusioni

Si aggiunge incertezza all’incertezza.

Il mondo inesplorato delle criptovalute potrebbe crescere e stabilizzarsi o esplodere come una bolla.

Certo, le previsioni riportate non sono confortanti, ma ricordiamo anche che provengono tutte da tweet che sono stati rimossi quasi subito ed elaborati, comunque, da un investitore che scommette sulle crisi finanziarie.

“Staremo a vedere”, verrebbe da dire, sperando che le previsioni siano solo sfide lanciate a competitors del settore e che non abbiano a che vedere con il reale stato dei mercati.

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Per approfondire:

1. https://www.investireoggi.it/economia/michael-burry-de-la-grande-scommessa-ha-annunciato-i-prossimi-grandi-crash-state-lontani-da-criptovalute-e-tesla/

2. https://finanza.itanews24.com/michael-burry-i-governi-non-possono-schiacciare-bitcoin

3. https://www.valoreazioni.com/approfondimenti-finanziari/posizioni-long-e-short.html

4. https://www.coindesk.com/big-short-fund-manager-warns-of-mother-of-all-crashes-in-crypto

5. https://www.consob.it/web/investor-education/la-leva-finanziaria

6. https://www.borsaitaliana.it/borsa/glossario/opzione-put.html

Scritto da
Contributore
Avv. Luca Amorelli, laureato in giurisprudenza presso l’Università L.U.I.S.S. “Guido Carli” di Roma nel 2015. La sua formazione e competenza professionale è rivolta alle tematiche concernenti le obbligazioni, i contratti, i beni pubblici e privati, il funzionamento dei servizi pubblici e, più in generale, le posizioni soggettive dei cittadini utenti. Con un'attenzione sempre crescente per il mondo della Blockchain e degli Smart contracts, nel 2020 ha completato presso l'Università L.U.I.S.S. il Master di II livello in diritto della concorrenza e dell'innovazione. Nel settore delle nuove tecnologie l'Avv. Amorelli è specializzato nel diritto applicato o applicabile alla Blockchain e agli Smart contracts. Si occupa, inoltre, dei profili giuridici, fiscali ed economici legati all'uso e alla conservazione di criptovalute.
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