Luna Foundation Guard (LFG) vende 80,000 $BTC per salvare $UST

La Luna Foundation Guard (LFG) ha di recente venduto ben 80,000 $BTC nel tentativo di recuperare il peg di $UST; il tentativo non è andato a buon fine, in quanto gli investitori hanno continuato a vendere token $LUNA e $UST dumpando il prezzo; adesso il team è rimasto con poco più di 300 $BTC e […]

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Tempo di lettura: 4 minuti
  • La Luna Foundation Guard (LFG) ha di recente venduto ben 80,000 $BTC nel tentativo di recuperare il peg di $UST;
  • il tentativo non è andato a buon fine, in quanto gli investitori hanno continuato a vendere token $LUNA e $UST dumpando il prezzo;
  • adesso il team è rimasto con poco più di 300 $BTC e parte delle altre riserve, che saranno forse usate per risarcire gli utenti di $UST.

Da ormai una settimana il comparto cripto ha subito dei cali veramente notevoli, soprattutto a seguito del depeg di $UST, stablecoin algoritmica appartenente all’ecosistema Terra Luna. In particolare, questo ha creato diversi trend ribassisti.

Il valore di UST, che dovrebbe essere ancorato al dollaro, è sceso da 1$ a soli 0.15$, un calo di oltre il -80% in meno di una settimana.

Inoltre, dopo un post ufficiale su Twitter pubblicato da LFG, la Luna Foundation Guard, gli utenti sono venuti a conoscenza del fatto che il team Terra ha venduto le proprie riserve di $BTC tra l’8 e il 10 maggio.

Siamo di fronte, quindi, ad uno dei crolli più devastanti per il settore, comparabile a quello avvenuto nel 2017. I ribassi sono stati così forti che si è anche assistito a numerosi casi di suicidio, dovuti alla perdita del proprio capitale a causa del crash del token $LUNA, che da oltre 100$ è sceso sotto il centesimo.

UST Grafico LFG
Grafico valore $UST. Fonte: https://coinmarketcap.com/it/currencies/terrausd/

LFG: annuncio della vendita di 80.000 $BTC

Stando al Tweet ufficiale pubblicato dall’LFG, tutte le riserve per mantenere stabile il prezzo di $UST sono state convertite tra l’8 e il 10 maggio. L’obiettivo, d’altronde, non è quello di lucrare sulle criptovalute acquistate, ma di mantenere stabile l’ecosistema Terra.

Il problema, però, è che avendo venduto un ammontare così elevato di $BTC, la community di Terra ha perso tantissima fiducia sull’intero ecosistema, dando vita a dump su dump e shortando sia $LUNA, che $UST e $BTC. Tutto ciò ha portato ad ulteriori ribassi, che stanno creando una situazione di mercato particolarmente instabile e poco prevedibile.

Allo stesso modo, l’azienda ha spiegato di aver spostato rapidamente gli asset trasferendoli a una controparte, che non richiede un breve preavviso per consentire transazioni di grandi dimensioni.

In linea con il Master Services Agreement stipulato il 10 gennaio 2022, TerraForm Labs (TFL), il 10 maggio, ha dichiarato di essere riuscita a svolgere tutti i compiti finanziari, amministrativi e operativi necessari per sostenere la sua moneta quando il valore di $UST era sceso a 0,75$.

Per quanto riguarda i restanti 313 $BTC in circolazione, la Luna Foundation ha annunciato che intende distribuirli tra la comunità di Terra per rimborsare gli utenti colpiti.

Il vero problema dietro al ribasso

Il problema principale dietro al crash dell’ecosistema Terra Luna è stato il bank run di tantissimi utenti a seguito dell’ingente borrow che, secondo la maggioranza, è da attribuire a Blackrock e Citadel, che avrebbero preso in prestito 100.000 $BTC per ottenere $UST e vendere tutto.

Tra l’altro, Terra ha dichiarato che i fondi sono stati utilizzati per “eseguire direttamente gli swap on-chain e trasferire $BTC a una controparte per consentirle di effettuare transazioni con la Fondazione in grandi quantità e con breve preavviso”.

Tuttavia, oltre ai 313 $BTC, l’LFG ha dichiarato di avere ancora:

  • 39,914 $BNB
  • 1,973,554 $AVAX
  • 1,847,079,725 $UST
  • 222,713,007 $LUNA (di cui 221,021,746 sono in staking con i validatori)

Questi, a quanto pare, verranno utilizzati insieme ai $BTC per risarcire gli utenti di $UST, in particolare i piccoli investitori.

Peccato, però, che i fondi dovevano appartenere alla comunità “decentralizzata” di Terra, quando in realtà sono stati gestiti in modo poco trasparente dai leader e dagli investitori centralizzati dell’ecosistema. ecco perché la fiducia nel progetto e, ovviamente, anche nell’intero settore cripto, sta scemando gradualmente.

In ogni caso, molti sostenitori pensano che Terra potrebbe resuscitare, e sono in attesa di una nuova bullrun che, forse, potrebbe iniziare a settembre.

Conclusioni

Casistiche come quella di Terra e l’LFG sono da tenere d’occhio, soprattutto quando si decide di sostenere progetti emergenti diversi da Bitcoin o Ethereum.

Non che Bitcoin ed Ethereum siano gli unici due progetti su cui muoversi, ma è ovvio che un progetto emergente può rappresentare un rischio molto più elevato, considerato che molti team danno vita a nuovi token con l’unico intento di lucrarci sopra.

Inoltre, sembra che la natura decentralizzata delle criptovalute stia piano piano scomparendo, in quanto molti decidono di offrire ecosistemi apparentemente decentralizzati ma che, poi, si rivelano essere centralizzati.

Approfondimenti

Bibliografia

 

 

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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