La nuova stablecoin di PayPal: quando verrà lanciata?

Molto presto potrebbe fare la sua apparizione sul palcoscenico del mercato finanziario globale la nuova stablecoin di PayPal.

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Tempo di lettura: 5 minuti
  • Molto presto potrebbe fare la sua apparizione sul palcoscenico del mercato finanziario globale la nuova stablecoin di PayPal
  • Sembra che sicuramente i membri di PayPal interessati al progetto abbiano avuto diversi colloqui con Ava Labs
  • I dati che circolano rispetto all’andamento delle stablecoin sul mercato riportano una cifra di 80 miliardi di dollari
  • C’è stato un annuncio, qualche mese fa, con cui PayPal ha comunicato la sua partnership con la start-up di Paxos
  • Sembra proprio che Paypal desideri trovare una sua nicchia ed il suo senso all’interno del sistema delle valute digitali

stablecoin di PayPal

Molto presto potrebbe fare la sua apparizione sul palcoscenico del mercato finanziario globale la nuova stablecoin di PayPal, o almeno è questo che si vocifera.

Esistono una serie di notizie apprese da fonti del settore che parlano del fatto che PayPal stia vagliando diversi protocolli di stablecoin per scegliere tra i loro sviluppatori.  

Sembra dunque essere l’India io di una sorta di apertura alla possibilità di collaborare assieme ad una società di terze parti. Notizie ufficiali ancora non ne sono state date, ma sembra che sicuramente i membri di PayPal interessati al progetto abbiano avuto diversi colloqui con Ava Labs

Ava Labs ha sede a New York ed è formato da un team di circa 10 persone diverse ed è l’artefice della blockchain di Avalanche. Questo è il nome che è stato fatto, già piuttosto interessante, mentre non si hanno notizie di quali siano gli altri protocolli presi in esame per sviluppare la stablecoin e non si sa se ci sono o ci saranno ulteriori progetti sempre nell’ambito delle criptovalute.  

Stablecoin di PayPal: tutto quello che sappiamo riguardo a questo progetto

Esistono diverse possibilità per quanto riguarda i servizi finanziari digitali che potrebbero implementare i risultati ottenuti dal commercio digitale.  

È naturale che quando si tratta di sistemi finanziari, le aziende più importanti su scala globale e dunque quelle che sono coinvolte sinergicamente con le autorità di regolamentazione, non possono rimanere a guardare ma devono attivamente interagire (assieme agli altri partner del settore) per arrivare a pensare e realizzare una nuova generazione di sistemi finanziari.  

Ma per fare questo, la terra da attraversare è quella delle tecnologie, perché senza di esse non si possono raggiungere gli obbiettivi.  

Come già sottolineato si tratta solo di voci, anche se alcune sono state riportate da fonti sicuramente attendibili. Ma fino ad oggi non c’è traccia di comunicati ufficiali, anzi, il portavoce di PayPal si limita a sottolineare che i rumors non contano assolutamente nulla e di non affidarsi ad essi nel tentare di prevedere le loro future politiche aziendali.  

Il panorama globale ci può dare qualche suggerimento riguardo alla stablecoin di PayPal?

I dati che circolano rispetto all’andamento delle stablecoin sul mercato riportano una cifra di 80 miliardi di dollari. È utile ricordare, infatti, che si tratta di criptovalute non volatili e che vengono considerate più stabili perché, nonostante siano digitali (e in quanti tali utilizzano la rete blockchain come canale di pagamento), vengono appoggiate dai governi, sono legali e sono ancorate a una risorsa tangibile.  

La vera notizia è che, il primo approccio con questo mondo parte dalla presunta intenzione di avvalersi del lavoro di terze parti e ciò significa collaborar e con un partner di stablecoin già esistente.  

Questa via parrebbe escludere l’ipotesi creativa di una costruzione di un progetto autonomo, che forse richiederebbe troppo tempo. Ciò significherebbe una presa di consapevolezza da parte di PayPal di essersi mossa un po’ in ritardo rispetto alle attuali dinamiche della finanza decentralizzata e un suo desiderio di immettersi sul mercato a stretto giro di posta. 

In tanti sono arrivati a pensare che la possibilità che PayPal sia interessata al mercato delle stablecoin sia il segreto di Pulcinella che circola nel settore. 

È bene anche riepilogare le ultime mosse fatte alla luce del sole. 

Un piccolo riassunto di quanto accaduto finora

C’è stato un annuncio, qualche mese fa, con cui PayPal ha comunicato la sua partnership con la start-up di Paxos. Grazie a questa e alla licenza ottenuta dal Dipartimento dei servizi finanziari di New York, viene consentita la vendita oltre che l’acquisto di criptovalute. Sebbene si tratti di una licenza condizionale che è poco più di una qualifica di conformità, sembra proprio che Paypal desideri trovare una sua nicchia ed il suo senso all’interno del sistema delle valute digitali. E questo è più che plausibile dal momento che non solo è stata in grado di rivoluzionare i pagamenti digitali e dopo vent’anni ha raggiunto più di 200 mercati e 375 milioni di consumatori. Perché non dovrebbe ampliare i suoi orizzonti? 

Un’altra mossa è datata 8 marzo 2021. In questo caso PayPal ha annunciato di aver acquisito Curv, una società che ha sede in Israele e si occupa di sicurezza crittografica.

Questo è un investimento che è stato fatto con lo scopo di aumentare le competenze tecniche di Paypal.  

Curv, nata appena nel 2018, è già considerata un leader affidabile all’interno del campo delle forniture delle risorse di sicurezza digitale che garantisce protezione e autonomia grazie al servizio cloud scalabile.

Non ci resta che attendere che la nuova stablecoin di PayPal appaia

Tutto questo, oltre ai sempre più frequenti rumors, ci suggeriscono che presto potremo conoscere la nuova stablecoin di PayPal e vederla prendere il suo giusto posto in mezzo a tutte le altre criptovalute simili. In che modo le stablecoin di PayPal si imporrano sul mercato e che tipo di trend seguiranno, naturalmente, non ci è dato saperlo ancora. E dal momento che non possediamo la sfera di cristallo, non ci resta che attendere, come tutti gli altri, che si verifichino ulteriori sviluppi.

Per approfondire:

Bibliografia:

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