Il Bitcoin mining arriva nel Circolo Polare Artico

La fredda città siberiana di Norilsk (conosciuta per essere la sede del colosso minerario MMC Norilsk Nickel PJSC.) è popolata da 180.000 anime ed è uno dei più grandi insediamenti umani oltre il Circolo Polare. La città potrebbe presto diventare famosa per un diverso tipo di attività mineraria, poichè adesso ospita la prima mining farm dell'Artico per l'estrazione di nuovi Bitcoin. La Bitcluster, proprietaria della mining farm, sta già pianificando una possibile espansione della struttura.

Il Bitcoin mining arriva nel Circolo Polare Artico
Tempo di lettura: 4 minuti

  • Il Bitcoin mining e la nuova mining farm in Siberia
  • Organizzazione e funzionamento della mining farm
  • Curiosità su Norilsk

 

Bitcoin mining
Fonte: Andrey Rudakov/Bloomberg

Una scultura fatta di scarti di metallo raffigurante la “B” di Bitcoin è stata posizionata nella mining farm di Norilsk della Bitcluster, un’importante infrastruttura internazionale che si occupa di tutto quello che concerne il Bitcoin mining. Per mining (dall’inglese “to mine”, ovvero “estrarre”) si intende il processo di estrazione dei Bitcoin. Minare Bitcoin non significa creare denaro, bensì vuol dire ottenere BTC generati dalla rete e distribuiti online.

I Bitcoin vengono estratti dai Minatori, i cosiddetti “miners“, all’interno dei Blocchi di transazioni (Blockchain) detti “miniere”, potenti centri di calcolo che rendono valide le transazioni generando un nuovo ammontare di BTC che va ad aggiungersi alla base valutativa mondiale. In questo caso specifico, i miners guadagnano 6.25 BTC per ogni blocco minato.

La nuova mining farm ha iniziato le prime vendite di metallo sotto forma di crypto-token nel mese di dicembre. Per il data center è stato già stipulato un contratto e servirà i clienti di tutto il mondo, tra cui la Svizzera, gli Stati Uniti e il Giappone, così ha riferito in un’intervista Vitaly Borschenko, co-fondatore della Bitcluster.

Bitcoin mining: come funziona la nuova sede siberiana

La Bitcluster ha aperto la nuova mining farm nei pressi di un ex impianto di nichel dell’era staliniana, chiuso dalla Norilsk Nickel (nota società mineraria e metallurgica russa) nel 2016. La presenza della Norilsk Nickel nella zona è davvero utile perché, anche se non ha nulla a che fare con l’estrazione di Bitcoin, fornisce energia elettrica a basso costo al data center. Vitaly Borschenko ha dichiarato che “la città è perfetta per il Bitcoin mining: è fredda ed ha un impianto elettrico che non è collegato a nessuna delle reti elettriche della Russia”.

La mining farm sarà la seconda consumatrice di energia della città dopo la  Norilsk Nickel stessa. Infatti, anche con delle temperature medie annuali di circa -10 gradi Celsius, la struttura Bitcluster ha comunque bisogno della ventilazione e della circolazione dell’aria per raffreddare gli ambienti.

I clienti Bitcluster pagano solo 2,75 rubli (0,04 dollari) per kilowattora, tra le tariffe più economiche a livello globale, questo perché la Norilsk Nickel utilizza principalmente gas o energia idroelettrica per produrre elettricità.

Per ospitare le miniere di Bitcoin mining (5000 in tutto a Norilsk) sono stati riutilizzati quattro vecchi contenitori per la spedizione di frutta e bevande. Questi contenitori possono accogliere fino a 360 macchine come, ad esempio, l’Antminer S19. In totale, il sito dispone di nove contenitori di varie dimensioni, che a pieno regime sono in grado di estrarre fino a sei Bitcoin al giorno.

Alcune curiosità su Norilsk e i suoi abitanti

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fonte: Andrey Rudakov/Bloomberg

La città di Norilsk ha temperature che possono raggiungere i -40 gradi Celsius e ciò la rende uno dei luoghi più freddi del pianeta. È così remota che la gente del posto chiama il resto della Russia “la terraferma”. Le temperature siderali sono state un fattore importante al momento della scelta della città per l’estrazione di Bitcoin, poiché le spese per il raffreddamento dei macchinari e per l’elettricità sono tra le più dispendiose per il corretto funzionamento del mining.

Oltre alle temperature, un’altra curiosità è quella della notte polare di Norilsk. Quest’ultima dura circa 45 giorni, a partire dalla fine di novembre. Durante questi mesi, la città non viene mai esposta alla luce solare.

Ma chi sono le persone dietro a tutti questi lavori per la mining farm? Attualmente gli ingegneri coinvolti lavorano per un periodo limitato di tempo alternandosi tra loro. La Bitcluster, infatti, porta a Norilsk il suo personale esperto trasferendolo dalle altre mining farm nella regione di Ivanov, come  quelle delle città Angarsk e Bratsk. Questo metodo permette al personale di evitare di trasferirsi permanentemente nel Circolo Polare Artico.

Ora la Bitcluster ha iniziato ad assumere anche dipendenti locali di Norilsk, addestrati sotto la supervisione di personale esperto. L’azienda ha attualmente 15 dipendenti in loco, sommando sia quelli del posto, sia quelli che provengono da fuori città.

Conclusioni

Nonostante il mondo delle criptovalute abbia destato qualche iniziale sospetto, adesso l’utilizzo dei Bitcoin e di tutte le altre monete virtuali si sta pian piano diffondendo in tutto il mondo, anche negli angoli più remoti del pianeta, come abbiamo visto in questo articolo. D’ora in poi a Norilsk, nonostante i 45 giorni di buio della notte polare, ci saranno delle luci che, al contrario, non si spegneranno mai, ovvero quelle della mining farm della Bitcluster.

Bibliografia

 

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