Uniswap versione 3.0: l’efficienza si paga in commissioni?

Uniswap versione 3.0 è quel nuovo strumento della finanza decentralizzata che permette un mercato finanziario più stabile e garantito

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Tempo di lettura: 4 minuti
  • Uniswap versione 3.0 è un protocollo di exchange che fa generare profitti ed è stato sviluppato su Ethereum
  • Uniswap versione 2.0 era stato lanciato nel maggio del 2020
  • C’è tutta una serie di utenti che sta già criticando fortemente Uniswap versione 3.0

Uniswap versione 3.0

Uniswap versione 3.0 è quel nuovo e rivoluzionario strumento della finanza decentralizzata che, ad oggi, permette ai trader (ma anche ad altri interlocutori provvisti di liquidità) di poter interagire all’interno di un mercato finanziario più stabile e che fornisce più garanzie per tutti.  

In sostanza si tratta di un protocollo di exchange che fa generare profitti ed è stato sviluppato su Ethereum

Nonostante Uniswap versione 3.0 sia stato lanciato solo pochissimi giorni fa è appunto la terza versione di un progetto che è partito 3 anni fa e aveva visto un importante e arricchente aggiornamento l’anno scorso. 

Le novità introdotte con Uniswap versione 3.0

Le due novità più sostanziose che introduce sono la possibilità per i trader di veder aggregate le singole posizioni  in una unica combinazione di liquidità concentrata (cosa che facilita il trading decentralizzato) e i livelli tariffari multipli. Coloro che apportano liquidità, grazie a queste innovazioni, possono ridurre i rischi di ribasso e questo consente loro di aumentare la loro esposizione. Sono solo i punti principali del rinnovamento che si dipana in tante altre sfaccettature interessanti.  

Uniswap versione 2.0 era stato lanciato nel maggio del 2020 e si stima che in questo anno di vita abbia scambiato più di 135 miliardi di dollari grazie alla facilità di generare profitti per i portatori di liquidità che viene apportata dalle sue funzionalità.  

Pare che, in un unico giorno, quello del suo lancio,  la terza versione del protocollo Uniswap ha avuto un volume di scambi addirittura superiore (quantificabile nel doppio della cifra) a ciò che fece Uniswap 2.0 in un intero mese. Questa è la comunicazione ufficiale data via Twitter da Hayden Adams, il fondatore di Uniswap che ritiene questa terza versione un successo incredibile, davanti al quale non si può che rimanere stupefatti. Chiaramente i calcoli per potere fare questa affermazione avrebbero potuto parlare da soli. 

Le due versioni a confronto

L’efficienza delle due versioni si può paragonare andando a dividere il volume degli scambi di Uniswap per il TVL (il valore totale bloccato). 

Ovvero, per la v2 ha un rapporto di efficienza del 13% (volume di 1,1 miliardi di dollari e 8,1 miliardi di TVL) mentre la v3 ha un rapporto di efficienza del 50% (volume di 150 milioni di dollari e 300 milioni di TVL). 

Comunque, al di là del clamoroso entusiasmo mostrato da Hayden Adams coi suoi dati alla mano, c’è tutta una serie di utenti che sta già criticando fortemente Uniswap versione 3.0. 

Ciò di cui si stanno lamentando in molti è del costo che si deve andare a sostenere nel caso si dovessero commettere errori. Una percentuale di coloro che hanno tentato di traferire la propria liquidità sulla terza versione di Uniswap non ci sono riusciti ed il loro unico risultato è stato quello di dover pagare qualche centinaia di dollari con sommo fastidio.  

Le critiche più importanti rivolte a Uniswap versione 3.0

Un’altra importante critica a questa nuova versione è stata mossa da Haseeb Qureshi il managing partner di Dragonfly Capital. Le sue parole sostanzialmente rimarcano il fatto che era in preventivo che la terza versione risultasse più costosa della seconda ma che lo ha constatato di persona quando ha tentato di effettuare una transazione di scambio di 3 Ethereum con DAI. Ha stimato un incremento dei costi del 28% per le transazioni single-hop ipotizzando che per le transazioni più corpose, la percentuale potrebbe salire ancora.  

La terza problematica che è stata individuata e sollevata a livello di dibattito pubblico riguarda il costo che si va a sostenere per la creazione di un pool e per l’aggiunta di liquidità su Uniswap v3. 

Un portatore di liquidità dice di aver speso il corrispettivo di ben 750 dollari (cioè 0,2 ETH) per questo. 

Un upgrade nella difficoltà dell’interfaccia

Anche DeFiPrime, dal suo feed di Telegram si mostra critica e dice di trovare che la nuova interfaccia di Uniswap sia troppo difficile da usare sottolineando con ironia le testuali parole: “richiede un master per capire come valutare la propria posizione di liquidità”. Perciò considera la v3 assolutamente una involuzione rispetto alla precedente v2, più semplice e intuitiva.

Ma come stanno le cose? Per tutti coloro che si preoccupano dei costi, è bene sottolineare che le commissioni sono svantaggiose nella maggior parte dei progetti di finanza decentralizzata su Ethereum, non solo su Uniswap versione 3.0 che vedrà comunque un ridimensionamento dopo il lancio di Optimism

A marzo, fonti sicure, riportavano che Uniswap superava si 1,7 milioni di dollari le commissioni giornaliere di Bitcoin.

Per approfondire:

Bibliografia:

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