I Bitcoin vengono paragonati ai mutui subprime e spaventano

L'andamento dei Bitcoin e il loro funzionamento è il punto di riferimento per prevedere quali saranno gli scenari più probabili nel prossimo futuro

pexels crypto crow 1447418 scaled
Tempo di lettura: 5 minuti
  • Paolo Savona ha paragonato il grande interesse per i Bitcoin, che ha portato alla loro crescita esponenziale, alla bolla speculativa dei mutui subprime
  • Negli Stati Uniti gli investitori e i risparmiatori avevano creduto nella speculazione riguardante questo genere di prodotti bancari, fino a quando tutto non crollò come un castello di carte
  • Non esiste una reale autorità di controllo in un mondo dominato dall’informatica finanziaria, che si basa sull’immaterialità

bitcoin

Sebbene non facciano che crescere e salire, tutto il mercato delle criptovalute guarda costantemente all’andamento dei Bitcoin e al loro funzionamento per riuscire a prevedere quali saranno gli scenari più probabili nel prossimo futuro.

Paolo Savona, il presidente della Consob, nella relazione annuale da lui redatta, fa interessanti considerazioni sui risparmi dei cittadini di questo paese, con un occhio di riguardo alla loro tutela.

Bitcoin come subprime: investire i risparmi produce un reddito nullo

Se si osservano i dati riguardanti la capacità di risparmio delle famiglie italiane, prendendo come forbice di tempo di riferimento la pandemia ancora attualmente in corso, si parla di un aumento del 50%.

Eppure, nonostante la percentuale sembri particolarmente alta, la verità è che il rendimento è praticamente nullo. Ciò significa che questo risparmio, se utilizzato come forma di investimento, non produce alcun tipo di reddito e che gli italiani non sono in grado di fare lievitare questa cifra o di guadagnarci sopra. È un bel peccato dal momento che all’interno delle famiglie rimangono dei capitali infruttuosi, capitali di una certa consistenza. Si stima, infatti, che la cifra si aggiri sui 30 miliardi di euro ogni punto percentuale. 

Gli ultimi movimenti di mercato sembrano cominciare a spaventare la Consob.

Paolo Savona ha paragonato il grande interesse per i Bitcoin, che ha portato alla loro crescita esponenziale, alla bolla speculativa dei mutui subprime, risalente al periodo immediatamente antecedente al 2008.

A causa del quale si è scatenata la crisi economica che per anni ha creato notevoli problemi all’economia mondiale. Negli Stati Uniti gli investitori e i risparmiatori avevano creduto nella speculazione riguardante questo genere di prodotti bancari, fino a quando tutto non crollò come un castello di carte.

Ed ora molte persone cercano di fare la stessa cosa investendo nelle monete digitali, agevolando la creazione di tutta una serie di servizi collaterali. 

Ma perché questo paragone?

Probabilmente Paolo Savona si riferisce alla velocità di crescita esponenziale che accomuna i due diversi prodotti. Per quanto riguarda i mutui subprime, furono proprio i derivati che aumentarono, in breve tempo, il loro valore e la loro importanza fino a toccare il valore stimato in 10 volte il Pil mondiale.

Questo fenomeno costrinse le banche a continuare a sfornare, data la richiesta sul mercato, contratti sempre più complessi, talmente complessi da sfuggire ad un reale esame delle agenzie di rating che attribuivano loro un punteggio elevato.

Il punteggio elevato convinceva le famiglie americane ad investire con tranquillità nel settore, con l’entusiasmo di moltiplicare i propri capitali in vista della pensione.

Ovviamente non si può confrontare pedissequamente questi due prodotti anche se nel loro genere possono essere considerati due importanti fenomeni finanziari.

Ma è anche vero che l’uomo, per sua natura, tende a imparare dall’esperienza e dagli errori del passato e qualche dubbio sorge spontaneo. L’esempio che Paolo Savona porto per validare le sue parole rispetto alla volatilità del potere di acquisto del Bitcoin ha a che vedere con il fatto che un Bitcoin è arrivato al valore tale da poter acquistare un’auto. E, nel giro di brevissimo tempo, ha dimezzato il suo potere d’acquisto, dimostrando dunque tutta la sua instabilità.

Bitcoin come subprime: il vero pericolo è l’inesistenza di un controllo

In questo caso però il pericolo potrebbe essere anche superiore, dal momento che per sua stessa natura la finanza decentralizzata non può essere controllata per mezzo degli strumenti di vigilanza tradizionali.

E se si rivelano del tutto insufficienti, non esiste una reale autorità di controllo in un mondo dominato dall’informatica finanziaria, che si basa sull’immaterialità.

In Italia, la Costituzione prevede che il risparmio dei cittadini vada incoraggiato e tutelato al contempo.

Ma qui stiamo parlando di diversi interlocutori non ancora in grado di andare a cooperare in maniera efficace. Le autorità di controllo, semplificando il discorso, non sono digitalizzate e informatizzato e quanto il mercato della finanza decentralizzata stesso e non svolgono un ruolo canonizzato compattandosi in un fronte comune.

Sembra dunque che, nell’assumersi la responsabilità del disciplinare l’esercizio del credito degli italiani, per gli organi ufficiali della Repubblica, possa costituire un gesto avventato considerare le criptovalute delle risorse di risparmio come tutte le altre. Almeno fino a quando non verrà studiata una specifica regolamentazione che protegga il risparmio stesso da qualunque rischio di perdita di valore.        

Per approfondire:

Bibliografia:

Scritto da
Contributore
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Condividi l'articolo

Articoli correlati
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x