ConsenSys, le strategie: investimenti dai colossi finanziari

Joe Lubin, il fondatore di ConsenSys ha confermato di aver stretto accordi commerciali importanti con diversi finanziatori importanti tra i quali il colosso finanziario JP Morgan, la newyorkese Mastercard e la banca di investimento Svizzera Ubs.

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Tempo di lettura: 5 minuti
  • Joe Lubin, fondatore di ConsenSys, ha stretto accordi commerciali con diversi finanziatori importanti tra i quali il colosso finanziario JP Morgan
  • Joe Lubin ha siglato un colpo importante per un finanziamento di ben 65 milioni di dollari
  • A sostenerlo sono delle aziende che sono al vertice della cosiddetta “finanza decentralizzata”
  • Oggi ConsenSys vede due componenti fondamentali distinte ma unite sinergicamente: il CSI e il ConsenSys Mesh
  • Presto uscirà in beta MetaMask Institutional

ConsenSys

Joe Lubin, il fondatore di ConsenSys, il famoso studio di produzione software americano, ha confermato di aver stretto accordi commerciali importanti e duraturi con diversi finanziatori importanti tra i quali il colosso finanziario JP Morgan, la newyorkese Mastercard e la banca di investimento Svizzera Ubs con la quale ha anche delle attività commerciali in comune.

Collaboratore e fervente estimatore di Ethereum, interessato a portare avanti con essa degli importanti progetti avanguardistici, ha dimostrato ancora una volta di riuscire a centrare i suoi obbiettivi di finanziamento, siglando un colpo importante per un finanziamento di ben 65 milioni di dollari

ConsenSys e la Blockchain

A sostenerlo sono delle aziende che sono al vertice della cosiddetta “finanza decentralizzata” e che dunque sono spinte dalla motivazione di uscire da qualunque forma di intermediazione presente nel sistema della finanza centrale (come le banche), per utilizzare i protocolli informatici smart contract sulla blockchain

Chi sono i colossi investitori di ConsenSys?

Tra gli investitori si annoverano Filecoin’s Protocol Labs, DeFi’s Maker Foundation, The LAO, CMT Digital, Fenbushi, Liberty City Ventures, Sam Bankman-Fried’s Alameda Research, China’s Greater Bay Area Homeland Development Fund e Quotidian Ventures.

Questo annuncio, che è stato dato solo pochi giorni fa, è la riprova del ruolo di ConsenSys e della solida posizione che è riuscita a raggiungere nonostante i tentennamenti che potevano risultare estremamente pericolosi e che si sono registrati durante l’inverno del 2018/2019 quando le criptovalute sembravano essere destinate a sparire e in molti hanno rischiato di perdervi la fiducia.

Due componenti fondamentali distinte ma unite sinergicamente

Oggi ConsenSys, dopo una attenta e ponderata opera di ristrutturazione, vede due componenti fondamentali distinte ma unite sinergicamente: il CSI (Core Business software) e il ConsenSys Mesh, che è la parte dedicata agli investimenti. Ma come sono avvenuti gli investimenti? Molti sono stati fatti attraverso stablecoin basate su Ethereum, DAI e USDC, delle criptovalute che vengono considerate tra le più sicure e le più forti del mercato, perché sono ben più stabili di Bitcoin dal momento che sono vincolate fortemente al dollaro americano e dunque coperte al 100%. 

Una strategia a lungo studiata e che fa l’occhiolino a un futuro (non troppo lontano)

Guardando più da vicino le ultime mosse di ConsenSys bisogna ricordare l’accordo che ha stipulato solo lo scorso anno con JPMorgan e che le ha permesso di acquisire Quorum che ad oggi va a formare uno stavo software di Codefi, Diligence, Infura, Truffle e Metamask. Quello che è successo è che ConsenSys si è allontanata dall’ambito della consulenza e dei servizi per concentrare la maggior parte della sua attenzione sui prodotti e sui ricavi, sui quali oggi sembra puntare decisamente il suo focus. Se si porta ad esempio un gateway centrale nel mondo della finanza decentralizzata come può essere MetaMask si ci rende conto che le commissioni che ConsenSys può guadagnare sulla funzione di scambio di token equivalgono a ben 1,95 miliardi, portati dai suoi 3 milioni di utenti mensili.

Il perfezionamento di una realtà esistente

Per Joe Lubin non si tratta di aver effettuato nessun reale cambiamento di intenti ma di aver perfezionato una realtà esistente che in passato non era supportata adeguatamente dal punto di vista tecnologico.

È più che ovvio che non ha potuto né voluto spiegare nel dettaglio degli affari e dei progetti a cui ConsenSys sta lavorando unitamente alle grandi istituzioni finanziarie, limitandosi ad affermare solo la portata degli investimenti ricevuti, ma è chiaro che qualcosa di grosso bolla in pentola vista la cifra ottenuta.

Una rete per il commercio utilizzando Quorum

Gli ingegneri di ConsenSys sono all’opera per costruire una rete autorizzata per il commercio e la finanza utilizzando Quorum e questo viene reso possibile proprio grazie all’intervento finanziario promosso da MasterCard.

Onestamente, per gli osservatori più attenti o per le persone più argute dal punto di vista intuitivo, pare evidente che le strategie di ConsenSys siano perfettamente orchestrate e non lasciate al caso, ma studiate nei minimi dettagli per coprire settori diversi usufruendo delle possibilità non sono dell’economia decentralizzata ma anche di quelle della economia tradizionale. La destinazione finale è la costruzione della infrastruttura capace di sostenere e concretizzare la finanza decentralizzata (DeFi).

Tokenizzazione delle fatture

Presto uscirà in beta MetaMask Institutional, e Joe Lubin ha indicato il Baseline Protocol come metodo che dia modo di collegare i sistemi di registrazione delle varie organizzazioni tra loro grazie alla possibilità di utilizzo della mainnet di Ethereum. Questo sta già portando a “tokenizzare” le fatture e presto si potrà pensare di arrivare addirittura a scambiarle nei mercati.

Per approfondire:

Bibliografia:

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