Coinbase: staking per ETH 2.0

Coinbase, uno degli exchange di criptovalute più famosi al mondo, ha comunicato che da ora in poi sarà possibile iscriversi alla lista d’attesa per lo staking di Ethereum 2.0, con un APR fino al 7.50%.

Coinbase
Tempo di lettura: 4 minuti

Sicuramente conoscete già Coinbase, ma molto probabilmente non avete mai sentito parlare di staking sulla piattaforma. Tuttavia, la società ha recentemente emanato un comunicato stampa in cui ha affermato che sarà possibile iscriversi alla lista d’attesa per lo staking di Ethereum 2.0, una notizia che ha già catturato l’interesse di milioni di utenti.

  • Nozioni sullo staking
  • Come funziona con Coinbase
  • Requisiti per accedere al servizio

 

Ma cerchiamo di capire insieme cosa è lo staking e quali sono i suoi vantaggi.

Lo staking in breve

Se siete soliti bazzicare all’interno di exchange come Binance o di piattaforme che consentono di guadagnare interessi sulle monete digitali, avete sicuramente sentito parlare di staking. Beh, se vogliamo porla in termini semplici, esso può essere paragonato al mining, con l’unica differenza che richiede una quantità minore di risorse.

Nello specifico, se col processo di mining si contribuisce a confermare i blocchi delle transazioni, con lo staking si sostiene la sicurezza delle operazioni. Il ragionamento è pressoché lo stesso: per quanto riguarda il mining, si ragiona per Proof of Work (PoW), ovvero la ‘’competizione’’ tra i miners per confermare un blocco. Chi ha più potenza di calcolo ‘’vince’’ la sfida, aggiudicandosi la ricompensa di un determinato blocco.

staking

Per lo staking, invece, si ragiona per Proof of Stake (PoS). Tutti i partecipanti tengono le loro monete all’interno di un wallet e, in base alla quantità detenuta, il protocollo assegnerà casualmente un blocco. È importante sottolineare che, nella maggior parte dei casi, questi servizi chiedono all’utente di bloccare gli asset per un determinato periodo di tempo che può essere di 3, 7, 15, 30, 60 o 90 giorni.

A differenza del mining, questo processo ha ovviamente dei costi minori, ed è molto più semplice da scalare. Questo è solo uno dei tanti motivi per cui Ethereum ha deciso di passare dalla PoW alla PoS creando ETH 2.0.

 

Lo staking di ETH su Coinbase

Se, mediamente, servono 32 ETH per avviare un nodo sulla nuova blockchain di Ethereum, Coinbase ha deciso di fornire ai suoi utenti un accesso libero, a prescindere dalla quantità di ETH che vogliono mettere in staking. Questo è già un buon punto di partenza, poiché anche chi non detiene un grosso quantitativo di monete può partecipare migliorando la sicurezza della rete e, soprattutto, guadagnando interessi sui propri fondi.

Secondo quanto detto da Rhea Kaw, product manager di Coinbase, l’interesse annuo stimato sullo staking di ETH si aggira intorno al 7,5% APR, in cui APR sta per Annual Percentage Rate. Questa cifra, ovviamente, viene stabilita basandosi sugli ultimi 90 giorni di andamento della rete, e potrebbe leggermente variare durante il periodo di blocco.

Lo staking su Coinbase ha dei costi?

A seconda del punto di vista che si prende in considerazione, lo staking su Coinbase non ha dei costi, nel senso che l’utente non deve pagare nessuna cifra aggiuntiva per usufruire del servizio. L’unica cosa che bisogna avere sono monete come Ethereum, Algorand, Cosmos, o Tezos. Una volta bloccate, l’utente inizia a ricevere i suoi premi su base giornaliera o settimanale in base all’asset detenuto.

coinbase

Tuttavia, Coinbase tratterrà una commissione del 25% sui guadagni ottenuti, che utilizzerà per mantenere efficiente il servizio. Mettere le proprie monete in staking autonomamente, infatti, è un’operazione che risulta essere molto costosa e, soprattutto, poco accessibile all’utente medio.

Come si accede al servizio?

Per quanto riguarda l’accesso al servizio, invece, basta essere un utente verificato e vivere in un Paese in cui lo staking di criptomonete è consentito. Una volta iscritti alla lista d’attesa, bisognerà soltanto aspettare la pubblicazione ufficiale da parte di Coinbase.

staking

Secondo quanto detto da Rhea Kaw, “l’aggiornamento dell’attuale rete Ethereum a ETH2 è uno sforzo significativo e complesso che migliorerà la velocità, l’efficienza e la scalabilità della rete. L’investimento pluriennale della comunità Ethereum ridurrà le congestioni, diminuirà le fee e consumerà meno risorse, in particolare l’elettricità”.

 

Conclusioni

Se lo staking era già una forma di guadagno abbastanza accessibile tramite piattaforme come Binance e Trustwallet, il suo arrivo su Coinbase lo renderà ancora più semplice.

La società, infatti, è conosciuta per fornire servizi estremamente intuitivi utilizzabili anche da chi non ha dimestichezza con questi strumenti.

Come in tutte le attività relative al mondo delle criptovalute, lo staking può celare alcuni rischi che, però, se paragonati ad operazioni di trading o di arbitraggio, sono molto ridotti.

Ad ogni modo, il consiglio rimane sempre quello di tenersi aggiornati.

 

Approfondimenti

 

Bibliografia

 

 

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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