Cina e mining farm. BIT Mining migra in Kazakistan

Dopo che più di 20 mining farm in Cina sono state buttate giù, il nuovo brand di 500.com, BIT Mining, vuole spedire oltre 2600 miners in Kazakistan

Cina mining farm BIT Mining
Tempo di lettura: 4 minuti
  • BIT Mining prevede di consegnare altri 2600 miners in Kazakistan prima dell’inizio di luglio, con una capacità massima di 18,2 PH/s.
  • Lo spostamento è stato deciso dopo che la fornitura di energia per il suo centro in Sichuan è stata sospesa dal governo cinese
  • L’azienda sta anche investendo in Texas, con investimenti di ben 25 milioni di dollari

Se vi siete tenuti aggiornate sulle ultime notizie del momento e sui motivi legati ai crolli improvvisi del mercato, sapete sicuramente che la colpa è per la maggior parte della Cina. Difatti, non solo ha voluto impedire tutte le attività legate alle criptovalute e al trading, ma ha anche vietato l’utilizzo delle mining farm.

Difatti, ben 26 strutture adibite al mining di criptovalute sono state chiuse nel giro di una settimana, impedendo ai miners di generare le loro monete digitali tramite i loro macchinari. Tuttavia, BIT Mining ha deciso di spedire oltre 2600 miners di Bitcoin in Kazakistan entro la fine di giugno.

Cos’è BIT Mining?

BIT Mining è un’azienda leader nell’estrazione di criptovalute, con una strategia a lungo termine che include anche le pool di estrazione.

La società possiede l’intera attività di mining pool gestita da BTC.com, compreso il nome di dominio BTC.com, ed ha anche stipulato un accordo per acquisire un produttore di macchine per l’estrazione di criptovaluta a 7 nanometri, Bee Computing.

BIT Mining è una delle 26 mining farm che sono state chiuse la scorsa settimana in Cina. Precedentemente era chiamata 500.com, ma dopo un’operazione di rebranding ha deciso di cambiare il suo nome onorando la moneta digitale più famosa in assoluto, Bitcoin.

Cina mining farm BIT Mining

In particolare, 500.com era divenuta famosa per essere una lotteria sportiva con sede centrale a Shenzen, anche se dall’anno scorso in poi aveva deciso di dedicarsi interamente al mining di criptovalute.

Come se non bastasse, si tratta di un’azienda molto potente a livello economico, quotata anche nella Borsa di New York. A differenza delle altre società che sono state chiuse, infatti, sembra non voler demordere nel suo obiettivo di voler minare più bitcoin possibili nel minor tempo possibile.

Non a caso, ha annunciato, nella giornata di lunedì 21 giugno, che ha già iniziato a spedire parte dei 2600 miners.

Entro quando saranno spediti tutti i miners?

Come abbiamo appena anticipato, il primo lotto è stato già inviato, e conteneva al suo interno 320 miners di Bitcoin. Nello specifico, la potenza stimata delle macchine ammonta a circa 18,2 pentahashes al secondo, e inizieranno a “minare” già dal 27 giugno.

La buona notizia è che entro la prossima settimana, ovvero entro il 1 luglio, la stessa struttura, situata in Kazakistan, riceverà altri due lotti per un totale di 2600 miners.

Cina mining farm BIT Mining

Questa mossa è molto apprezzabile se pensiamo che le 26 strutture minerarie sono state chiuse solamente qualche giorno fa, ovvero nella giornata del 19 giugno. Tutto ciò perché, secondo il governo cinese, le criptovalute sono uno strumento che può portare solamente ad attività illecite e può ledere la privacy, la sicurezza e la vita delle persone.

La Società investirà 60 milioni di RMB (9,33 milioni di dollari) per costruire e gestire congiuntamente il Mining Data Center del Kazakistan. Una volta creato, la capacità di potenza totale sarà di circa 100MW.  La Società deterrà l’80% nel Centro dati minerari, mentre le società partner il 20%.

Inoltre, pochi giorni dopo che il Consiglio di Stato della Cina ha rilasciato commenti negativi su Bitcoin, attività illegali e attività di estrazione di criptovalute, BIT Mining aveva già annunciato che stava investendo in impianti minerari anche nello stato americano del Texas attraverso joint venture con partner locali.

Nello specifico, gli investimenti fatti in Texas ammontavano a circa 25 milioni di dollari.

Conclusioni

Chiudere le mining farm è stata una mossa che ha ferito non solo i minatori, ma anche gli investitori, tant’è che i crolli sono arrivati uno dopo l’altro.

Tuttavia, anche se l’intero governo vuole mettersi contro le attività legate alle criptovalute, sembra che la community non sia pronta a fermarsi, e voglia mettersi ancora in gioco per soddisfare i propri interessi.

Spostarsi in altri Paesi nel giro di poco tempo è stata l’unica soluzione per BIT Mining, come anche per Shutian Information Technology, un’altra struttura mineraria di proprietà della Chinese State-owned Assets Supervision and Administration.

In questi casi nessuno può far nulla, se non sperare che i crolli non continuino e che le mining farm possano continuare ad estrarre le loro criptovalute come sono state solite fare finora.

Ovviamente, tenersi aggiornati può fare la differenza.

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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