Bitcoin a El Salvador: primo paese con moneta digitale legale

Il Bitcoin a El Salvador è finalmente una valuta legalizzata. Si tratta di un vero e proprio primato e di una notizia dai risvolti eccezionali

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Tempo di lettura: 4 minuti
  • Il Bitcoin a El Salvador diventa la prima criptovaluta legalmente utilizzata
  • Naturalmente, la decisione del Presidente, sebbene abbia raccolto la maggioranza dei voti, è stata accolta con scetticismo
  • Uno dei motivi che tendono dalla parte dei contrari riguarda la volatilità della moneta digitale
  • Senza ombra di dubbio siamo di fronte a un momento importante per la storia dell’economia, che rischia di avere importanti risvolti anche al livello globale

Bitcoin a El Salvador

Il Bitcoin a El Salvador è finalmente una valuta legalizzata. Si tratta di un vero e proprio primato e di una notizia dai risvolti eccezionali.

Il 7 settembre è una data che ad El Salvador, e non solo, ricorderanno per tanto tempo, specie gli appassionati di economia e di criptovalute. Infatti da quel giorno Bitcoin a El Salvador è diventata una valuta legale: possiamo definire questa notizia storica visto che è il primo paese che finora ha deciso di farlo.

Il presidente Nayib Bukele, si è mostrato entusiasta affermando che il suo obiettivo è aiutare i cittadini a risparmiare sulle commissioni che versano relativamente alle rimesse in vari paesi compresi gli Stati Uniti di America.

Quindi secondo la sua opinione questa mossa servirà a uno sviluppo economico rapido e proficuo ma non tutti sono entusiasti allo stesso modo. Infatti alcuni esperti analisti temono che ci possa essere come effetto negativo il riciclaggio del denaro mentre altri sostengono che il rischio sia quello di perdere credibilità con gli investitori stranieri.

Bitcoin a El Salvador: le conseguenze di un voto che passerà alla storia

Al di là delle critiche Bukele non vuole tornare indietro sulla sua decisione anche contro il parere di parte della popolazione che già protesta per motivi politici. Ricordiamo che la legge che rende legale Bitcoin a El Salvador è stata votata a giugno 62 voti favorevoli sugli 84 dal parlamento.

Questo provvedimento imporrà alle aziende e ai commercianti ed esercenti di accettare questa valuta in una condizione di equivalenza rispetto al dollaro, che viene usata ufficialmente in Ecuador.

Il governo ha annunciato sia di aver acquistato i primi 400 bitcoin e sia di aver installato 200 sportelli in Ecuador, che serviranno di convertire le due valute e di prelevare bitcoin senza pagare commissioni aggiuntive. Inoltre l’esecutivo ha annunciato che privilegerà chi userà questa valuta: infatti chi deciderà di utilizzare il portafoglio digitale attraverso una app chiamata Chivo avrà in regalo l’equivalente di 30 dollari in bitcoin.

Le dichiarazioni di Bukele e le risposte degli scettici

Bitcoin a El Salvador

Il presidente Bukele su Twitter si è espresso molto chiaramente sull’argomento affermando che questa decisione porterà innovazione e sviluppo economico, inclusione finanziaria, investimenti per il paese e soprattutto permetterà come accennavamo prima a tante persone di risparmiare sui flussi di rimesse.

Su questo argomento l’agenzia Reuters ha affermato che nel 2020 tante persone dell’Ecuador ha inviato rimesse per un valore di 6 miliardi di dollari che equivale a circa il 23 per cento del pil del paese. Cifra esorbitante ma Bukele afferma che per merito dell’adozione del bitcoin come valuta legale si ridurrà il peso delle commissioni e quindi ci saranno conseguenze positive per l’economia nazionale.

Ma all’interno della popolazione ci sono ancora molti scettici che ritengono Bitcoin troppo volatile. Ci riferiamo sia alle aziende che ai cittadini: molti tra di loro fino a poco tempo fa nemmeno conoscevano l’argomento e quindi si sono sentiti spiazzati dalla decisione del governo che ritengono frettolosa e poco utile alla causa.

Ma anche le agenzie di rating non sembrano tanto convinte: addirittura la Banca centrale si sarebbe rifiutata di aiutare il governo in questa iniziativa, evidenziando i pericoli dell’attività di mining in Ecuador dal punto di vista della trasparenza.

Molti addetti ai lavori autorevoli nel paese temono che questa mossa del presidente Bukele sia solo frutto del suo esibizionismo e della sua vocazione populista e alcuni analisti si spingono oltre affermando che questa svolta potrebbe pregiudicare e mettere a rischio il prestito da 1 miliardo chiesto al Fondo monetario Internazionale.

Le proteste anche del popolo sono aumentate in questi giorni ma il presidente Bukele non sembra preoccupato e anzi appare convinto ed entusiasta: come dimostra il post scritto su Twitter il 7 settembre e cioè «3 minutos para hacer historia»(tre minuti per fare la storia).

Per approfondire:

Bibliografia:

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