BCE: una famiglia su 10 possiede criptovalute. Ecco perché

La BCE ha svolto un’indagine dalla quale è emerso che una famiglia su dieci della zona Euro ha investito sulle criptovalute Sembra che le famiglie siano state spinte dalla possibilità di investire ottenendo alti rendimenti senza tassi d’interesse troppo elevati Una regolamentazione da parte della BCE potrebbe portare nuovi retailers sul mercato Da un’indagine svolta […]

BCE Indagine
Tempo di lettura: 4 minuti
  • La BCE ha svolto un’indagine dalla quale è emerso che una famiglia su dieci della zona Euro ha investito sulle criptovalute
  • Sembra che le famiglie siano state spinte dalla possibilità di investire ottenendo alti rendimenti senza tassi d’interesse troppo elevati
  • Una regolamentazione da parte della BCE potrebbe portare nuovi retailers sul mercato

Da un’indagine svolta di recente dalla BCE è emerso che una famiglia su dieci della zona Euro ha investito sulle criptovalute.

Il sondaggio, condotto in sei Paesi dell’eurozona, Germania, Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Italia, ha permesso di accertare che anche gli investitori al dettaglio hanno fatto ingresso nel mondo delle criptovalute.

Ma come mai le famiglie sono sempre più attratte dal mondo delle criptovalute nonostante l’elevato fattore di rischio? Vediamo di saperne di più su questo fenomeno che è letteralmente esploso durante la pandemia Covid-19 e continua a crescere a dismisura.

Cosa ha spinto le famiglie ad acquistare criptovalute

L’emergenza pandemica ha spinto le famiglie ad utilizzare di più Internet, prima di tutto per necessità e poi per comodità, tanto che molti dichiarano di voler mantenere queste nuove abitudini anche in futuro.

Durante la pandemia, inoltre, le criptovalute hanno attratto investitori istituzionali, sia perché hanno ritenuto il bitcoin capace di offrire rendimenti elevati a fronte di tassi con bassi interessi, sia perché lo ritengono uno strumento di copertura contro l’inflazione.

Allo stesso modo, visto il rialzo del mercato delle cripto, è cresciuto l’interesse delle famiglie verso forme di investimento come trading online, mercati azionari e attività simili. È dunque naturale che molti si siano lanciati all’acquisto di Bitcoin e altre monete digitali che finora hanno dominato il mercato, considerandoli delle ottime alternative di investimento.

bce indagine

L’interesse crescente verso questi asset, incoraggiato dai guadagni notevoli che possono generare, è maturato, come già detto, all’interno di un contesto di tassi di interesse ancora molto bassi, che può aver alimentato la fame di rendimento.

A favorire l’acquisto è stata soprattutto la maggiore disponibilità di derivati e titoli basati su criptovalute all’interno di borse regolamentate.

Cosa è emerso dall’indagine della BCE

Nell’indagine condotta dalla BCE nei sei Paesi dell’Eurozona è stato chiesto ai soggetti intervistati, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, se loro, o qualcuno nella loro famiglia, fossero in possesso di asset finanziari in diverse categorie, fra cui anche criptovalute.

Ad affermare di aver acquistato criptovalute è stato il 10% degli intervistati residenti nei Paesi dove si è svolta l’indagine. Il 37% di questo gruppo ha affermato di possedere meno di 999€ in cripto, mentre il 6% ha dichiarato di essere in possesso di asset digitali per oltre 30.000€.

Un altro sondaggio condotto da Fidelity ha confermato l’aumento degli investitori con le criptovalute, passato dal 45% nel 2020 al 56% attuale.

A preoccupare la BCE sono soprattutto i rischi che corrono coloro che non hanno conoscenze approfondite sugli investimenti in cripto, e per questo sostiene che bisogna regolamentare il settore, in quanto le criptovalute non sono adatte alla maggior parte degli investitori al dettaglio.

Se le tendenze attuali dovessero continuare, secondo la BCE potrebbero costituire una minaccia per la stabilità finanziaria. A questo scopo la Banca Centrale Europea ha esortato le autorità dell’UE a stabilire urgentemente delle nuove regole sugli asset cripto.

Eppure, nonostante le regole siano state pubblicate per la prima volta nel settembre 2020, l’Unione Europea non ha ancora provveduto ad approvarle e pare che si debba attendere il 2024.

Conclusioni

La carenza di competenze adeguate sugli asset cripto e sui mercati che vi ruotano attorno potrebbe mettere a rischio gli investitori che non hanno conoscenze approfondite nel settore.

Tuttavia, l’interesse non tende a diminuire e c’è da aspettarsi una nuova crescita, soprattutto dopo la raccomandazione della BCE di regolamentare il settore.

Il motivo è semplice: l’urgenza della BCE viene interpretata come un segno che le autorità pubbliche approvano le criptovalute, quindi anche i più scettici potrebbero iniziare ad entrare nel mercato.

 

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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