Banca d’Italia: documento su cripto pubblicato ufficialmente

Il documento su cripto di Banca d’Italia porta l’attenzione sulle tecnologie decentralizzate Nei 5 punti principali dell’informativa vengono trattati rischi delle cripto attività Banca d’Italia invita a creare una governance chiara e definita  Nell’informativa pubblicata il 15 giugno 2022 Banca d’Italia ha voluto portare l’attenzione sulle caratteristiche e sui rischi legati al mercato delle cripto-attività e […]

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  • Il documento su cripto di Banca d’Italia porta l’attenzione sulle tecnologie decentralizzate
  • Nei 5 punti principali dell’informativa vengono trattati rischi delle cripto attività
  • Banca d’Italia invita a creare una governance chiara e definita 

Nell’informativa pubblicata il 15 giugno 2022 Banca d’Italia ha voluto portare l’attenzione sulle caratteristiche e sui rischi legati al mercato delle cripto-attività e sulle tecnologie decentralizzate.

Nel documento su cripto è stato tracciato un quadro del sistema molto interessante, che può rivelarsi utile per capire l’evoluzione che avrà il settore nel nostro paese, almeno dal punto di vista finanziario.

È stata affrontata anche la questione degli stablecoin, tema caldo del momento, e poste delle raccomandazioni per mitigare i rischi. Vediamo di seguito quali sono le linee guida tracciate dalla Banca d’Italia in questa informativa.

Punti salienti del documento su cripto pubblicato da Banca d’Italia

Il documento pubblicato da Banca d’Italia si rivolge a tutti coloro che operano nel settore cripto, dalle banche agli sviluppatori, dagli investitori agli utenti che mostrano interesse verso questo ambito finanziario. Le linee guida si concentrano su specifiche tematiche, che vengono trattate in cinque lunghi paragrafi.

Nel primo paragrafo l’argomento riguarda le caratteristiche principali delle tecnologie decentralizzate applicate ai servizi finanziari, basate sulla crittografia e sulla tecnologia di un registro elettronico condiviso che ha i dati protetti.

Il secondo paragrafo si concentra sulla cooperazione internazionale e sul contesto regolamentare in materia. A questo proposito, la Banca d’Italia sottolinea che nel 2020 sono state pubblicate due proposte legislative che rientrano nell’ambito della strategia sulla finanza digitale: il Markets in Crypto Assets Regulation (MiCAR) e il Digital Operational Resilience Act (DORA).

Il MiCAR armonizza l’emissione e l’offerta al pubblico di cripto-attività e relativi servizi, mentre il DORA si propone di rafforzare la resilienza operativa digitale di tutto il settore finanziario, anche introducendo una sorveglianza serrata sui fornitori critici di servizi ICT.

Nel terzo paragrafo vengono trattati i punti di riferimento per intermediari, vigilati e sorvegliati, sul sistema dei pagamenti. Particolare importanza viene data all’informativa che gli stessi intermediari devono fornire alla clientela, che deve mettere in evidenza i rischi che comporta operare in cripto-attività, sia finanziari che non finanziari.

Da qui la necessità di nuove discipline per sorvegliare sul regolare funzionamento del sistema dei pagamenti, salvaguardia la stabilità monetaria e finanziaria, contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

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Nel quarto punto viene posta attenzione alla tutela della clientela, nello specifico a quella parte di clientela che intende acquistare o negoziare cripto-attività.

Nel quinto paragrafo la Banca d’Italia spiega quali saranno i prossimi passi della sua attività, svolta in costante collaborazione con le autorità finanziarie internazionali e anche con quelle nazionali.

L’attività della Banca d’Italia si basa sul dialogo con gli stakeholders e tutti i soggetti che mostrano interesse nel settore e vogliono stabilire degli standard e delle regole che vadano a definire il mondo cripto, in modo da ridurre il rischio del sistema per il mondo della finanza tradizionale.

Quali sono gli obiettivi dell’informativa pubblicata da Banca d’Italia?

Con questa informativa Banca d’Italia ha voluto suggerire delle raccomandazioni esplicite agli operatori e ai fornitori tecnologici, invitandoli a creare una governance chiara e definita e dei requisiti di gestione dei vari rischi.

Il documento spiega che i fornitori di servizi tecnologici possono rientrare nell’ambito delle regole di vigilanza come outsource degli intermediari vigilati ed essere sottoposti a controlli di sorveglianza sul sistema dei pagamenti.

I controlli su questi soggetti potrebbero comprendere il monitoraggio delle transazioni peer-to-peer, abilitate da software. Allo stesso modo, le infrastrutture che abilitano alla funzione di trasferimento delle cripto-attività dovrebbero adattarsi ai principi di sorveglianza applicati alle infrastrutture finanziarie.

Infine, con questo documento Banca d’Italia suggerisce di adattare le cripto-attività con funzione di pagamento ai principi di sorveglianza su strumenti, schemi, arrangements, con riferimento particolare a quelli riguardanti governance, rischio di credito e di liquidità.

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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