DeFi. Terminologia essenziale per principianti

In questa guida vi mostreremo la terminologia essenziale della DeFi, più nuovi termini che vi aiuteranno a muovervi nel mercato

DeFi termin
Tempo di lettura: 10 minuti
  • Cosa è la DeFi e quali sono i termini più comuni del settore
  • Nuove terminologie nella finanza decentralizzata

Se siete nuovi all’interno del mondo delle criptovalute o comunque non siete a conoscenza di tutto ciò che c’è dietro, sicuramente avete sentito parlare di strumenti di finanza centralizzata, tra cui gli exchange come Coinbase, Binance e KuCoin, per intenderci. Tuttavia, ciò che ora sta catturando l’interesse di milioni di investitori è indubbiamente la finanza decentralizzata, più comunemente indicata come DeFi.

Se la finanza centralizzata contiene già una terminologia un po’ complicata per i nuovi del settore, come appunto exchange, scambio, volume, pump, dump, scalping, drop, short-term, long-term, futures, margin e chi più ne ha più ne metta, i termini della DeFi sono “leggermente” più tecnici e ostici, soprattutto per chi non ha dimestichezza con questi strumenti e non conosce le logiche che dominano la blockchain.

Ma non preoccupatevi, questa guida alla terminologia della DeFi è pensata per tutti coloro che vogliono addentrarsi in questo settore tanto profittevole quanto rischioso per certi versi, ma comunque obiettivamente interessante e innovativo. Vediamoli insieme!

DeFi. Introduzione e termini base

Anche se abbiamo già pubblicato una guida dettagliata alla finanza decentralizzata, è opportuno fare una piccola introduzione alla DeFi e ai suoi termini base, così da fare anche un po’ di chiarezza prima di passare a quelli più tecnici.

Per DeFi si intendono tutti quei servizi finanziari che girano su blockchain e che, a differenza degli strumenti centralizzati, in cui sono presenti degli enti maggiori come aziende o società private, operano senza alcun intermediario. Ciò è possibile grazie all’utilizzo degli smart-contracts, dei veri e propri contratti intelligenti che sanciscono l’accettazione di determinate condizioni in maniera del tutto automatica, registrando tutti i dati sulla rete.

Quindi, quando entrate in un qualsiasi protocollo DeFi, che sia esso Uniswap, PancakeSwap, SushiSwap o qualsiasi altro di vostra preferenza, è opportuno ricordarvi che non ci sarà nessun altro all’infuori di voi stessi. Proprio per questo motivo, molti utenti non utilizzano la DeFi per mancanza di competenze tecniche, o semplicemente perché non vogliono imparare da soli ad utilizzare questi strumenti che, per quanto possano sembrare complicati, sono davvero efficienti.

In particolare, sulle piattaforme DeFi, chiamate appunto protocolli, è possibile accedere a diverse opzioni di prestito fondi, deposito con interessi fissi o flessibili, e molte altre soluzioni di guadagno ‘’passivo’’ con remunerazioni decisamente più alte rispetto ad una banca. Infatti, se le soluzioni della finanza centralizzata sono già remunerative, quelle della finanza decentralizzata sono nella maggior parte dei casi ancora più alte.

Una volta entrati in un qualsiasi protocollo DeFi, i termini che noterete più spesso saranno:

AMM (Automated Market Maker)

Se prima dell’esistenza dei Market Maker automatici c’erano grosse difficoltà nel gestire gli order-book degli exchange decentralizzati, che spesso riscontravano una grande carenza di ordini, l’invenzione degli AMM ha senza alcun dubbio rivoluzionato il settore. Infatti, grazie a questi strumenti, la DeFi è quasi rinata, e consente agli investitori di scambiare i propri asset grazie alla presenza delle Liquidity Pool.

Il problema, infatti, sta proprio nel fatto che spesso non c’era abbastanza liquidità nel mercato per coprire l’ordine. Adesso, però, alcuni investitori forniscono liquidità (guadagnando commissioni come vedremo più avanti), e gli altri possono chiudere i loro ordini in quanto è presente liquidità a sufficienza per farlo. in questo senso, l’AMM gestisce tutti i processi che stanno dietro questa logica in maniera completamente automatica, calcolando il controvalore in tempo reale.

APY o APR

Sia l’APY che l’APR si riferiscono al tasso di interesse sul proprio investimento. Tuttavia, la differenza sostanziale sta nel fatto che l’APY tiene anche conto della capitalizzazione, mentre l’APR no. Quindi, l’APY funziona come un interesse composto, che rende mediamente di più rispetto all’APR.

ICO e IDO

Per ICO, si intende generalmente l’Initial Coin Offering, ovvero il prezzo iniziale di una moneta al momento del suo lancio. Questo, però, viene utilizzato prettamente per gli exchange centralizzati, che lanciano le loro IEO (Initial Exchange Offering). In DeFi, invece, parliamo di IDO, ovvero l’Initial Dex Offering, che sta a rappresentare il prezzo iniziale di un token che viene lanciato sul mercato decentralizzato. Il DEX, infatti, non è altro che il Decentralized Exchange.

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Uno dei protocolli più conosciuti per le IDO è sicuramente Polkastarter.

Fee

Le fee non sono altro che le commissioni da pagare quando si effettua uno scambio, un acquisto, una vendita, o si accetta un qualsiasi servizio tramite smart-contract. Nel caso in cui vi troviate sulla rete Ethereum, sentirete parlare di Gas Limit e Gas Price. Il Limit rappresenta la quantità massima di Gas (commissioni) che siete disposti a pagare per una transazione, mentre il Price è il prezzo massimo di un’unità di Gas, misurata in Gwei (equivalente dei satoshi per Bitcoin).

Impermanent Loss e Liquidity Pool

Come detto sopra, le Liquidity Pool offrono, appunto, la possibilità di bloccare liquidità in modo da fornirla all’exchange e favorire la fludiità delle operazioni. Chi blocca i propri asset nelle pool, seleziona una coppia di scambio (es. ETH/USDT) e, ogni volta che gli investitori scambieranno su quella coppia, chi ha offerto liquidità riceverà una commissione in base all’ammontare di denaro depositato.

Anche se sembra molto semplice e remunerativo, il servizio di Liquidity Pool, nel peggiore dei casi, può portare all’Impermanent Loss. Ciò accade in momenti in cui il prezzo di uno dei due asset è molto volatile. In questi casi, il controvalore attuale dei propri token sarà inferiore a quello che si sarebbe ottenuto semplicemente holdandoli (Hold: detenere i token senza fare nessuna operazione).

Rug Pull

Dato che conosciamo già le IDO, è opportuno illustrare anche gli episodi di Scam e Rug Pull. Lo scam, termine usato anche in altri ambiti, non è altro che una truffa. La Rug Pull, invece, è specifica del settore DeFi. Per Rug Pull si intendono gli episodi in cui, dopo una IDO, a cui spesso segue un forte rialzo del prezzo iniziale, gli stessi sviluppatori vendono tutti i loro token (che rappresentano nella maggior parte dei casi una enorme parte del numero totale di token in circolazione) facendo scendere il prezzo a picco e, di conseguenza, facendo perdere grosse somme di capitale agli investitori.

Di seguito un grafico esempio di una Rug Pull. Attenzione a non confonderle con le Panic Sell, ovvero vendite di massa dovute ad un piccolo calo improvviso del token, spesso dovuto alla liquidazione da parte di una o più whale (balene, ovvero investitori con grossi capitali). Andare in Panic Sell, infatti, può spesso compromettere l’andamento a lungo termine di una moneta.

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Per avere un’idea chiara del significato, immaginate che qualcuno vi stesse levando il tappeto da sotto i piedi facendovi cadere. Rug Pull, infatti, significa letteralmente questo.

Tokenomics e Whitepaper

La Tokenomics e il Whitepaper sono due aspetti molto importanti, che devono essere sempre osservati prima di investire in un qualsiasi protocollo DeFi. La Tokenomics, infatti, rappresenta il modo in cui verranno gestiti i token, ovvero la distribuzione totale, il numero di monete in circolazione, quante commissioni si pagano per ogni transazione e tutto ciò che ne rappresenta l’utilizzo.

La Tokenomics si trova sempre all’interno del Whitepaper, il documento ufficiale che spiega per filo e per segno un progetto. Solitamente, la DeFi è famosa per rendere pubblici i Whitepaper dei progetti, offrendo la massima trasparenza agli investitori.

Termini più recenti

Come ogni cosa, anche la DeFi si evolve molto rapidamente, e vengono coniati sempre nuovi termini che possono talvolta rendere più complicata la situazione. Oltre a termini del gergo social come FOMO e FUD, rispettivamente la paura di perdere un’occasione e l’incertezza o paura di fare un investimento (Fear Of Missing Out/Fear, Uncertainty, Doubt), sono stati coniati nuovi termini che vanno di pari passo con il rilascio di nuovi aggiornamenti e funzionalità.

DAO

DAO è l’acronimo di Decentralized Autonomous Organization, e rappresenta un’organizzazione decentralizzata che gira su blockchain, e che quindi non necessità di alcun ente centrale. Le decisioni e il futuro della DAO, infatti, vengono basate su modelli di governance, ovvero scelte fatte dall’intera community tramite votazioni o tramite consensus grazie ai nodi della rete.

Inflation rate

L’inflation rate determina la percentuale di inflazione di un determinato token. Ogni token, a prescindere dal fatto che circoli sul mercato DeFi o meno, ha un total circulating supply, ovvero un ammontare totale di token in circolazione. Tuttavia, spesso ne vengono creati dei nuovi. Se pensiamo a bitcoin, ad esempio, la sua inflation rate è di appena l’1.76%, perché vengono creati solo l’1,76% di token in più all’anno e la domanda è molto alta.

Se, infatti, la domanda dovesse essere più bassa del numero di nuove monete che si vanno a creare, il tasso di inflazione potrebbe salire di molto, e quindi far scendere drasticamente il valore dell’asset. Prima di investire in un protocollo, quindi, è opportuno valutare anche quest’aspetto. Tuttavia, c’è sempre l’eccezione: Ethereum, per esempio, non ha un Max Supply (token massimi creati), ma la domanda rimane comunque alta, quindi il prezzo non scende.

NFT (Non-fungible-token)

Gli NFT sono la moda del momento e sicuramente ne avete sentito parlare. Si tratta di ‘’opere d’arte digitale’’ come immagini, post sui social media o qualsiasi altro oggetto non-fungibile, ovvero unico nel suo genere, che viene creato tramite crittografia su rete blockchain. La loro caratteristica è quella di essere pezzi unici, scambiabili tramite marketplace dedicati che funzionano con un sistema di aste e offerte.

Oracoli

Dato che la blockchain può comunicare soltanto all’interno di essa, nel momento in cui devono essere reperite informazioni all’esterno si ricorre agli oracoli, che permettono agli smart-contract di essere reperiti e validati utilizzando informazioni provenienti ‘’dall’esterno’’.

Total Value Locked (TVL)

Ogni protocollo DeFi ha un certo ammontare di fondi bloccati, che viene indicato con l’acronimo TVL. Questo viene spesso trovato su piattaforme di prestito (borrowing e lending), in cui viene indicato per consentire a chi vuole prendere un prestito di sapere quanti fondi sono disponibili. Inoltre, il TVL può essere usato per capire quanto una piattaforma cresce nel tempo e, sommando quello di ogni protocollo, si può conoscere quanti fondi bloccati ci sono sull’intero mercato della DeFi.

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Ovviamente, il TVL varia al variare del prezzo delle criptovalute usate dalle piattaforme come collaterale, quindi può essere molto volatile. Il collaterale non è altro che il tipo di bene utilizzato come garanzia.

Market Cap to TVL ratio

Il Market cap to TVL ratio è semplicemente il rapporto tra capitalizzazione di mercato e il TVL che abbiamo appena visto. Il Market Cap è il valore totale di tutti i token in circolazione, quindi anche questo può variare al variare del prezzo. Dividendo il Market Cap per il TVL si può capire ancora meglio l’ammontare di denaro presente in un protocollo.

In alcuni casi, piattaforme come coinmarketcap.com hanno già questi valori calcolati, così da non farvi fare nessun calcolo manualmente.

Conclusioni

Ed eccoci giunti alla fine di questa guida alla terminologia DeFi e ai termini comuni della finanza decentralizzata.

Ovviamente, esistono molti altri termini utili che potreste incontrare quando vi addentrate in questo tipo di mercato, ma conoscendo quelli che abbiamo citato riuscirete sicuramente a muovervi senza troppi problemi.

La DeFi è uno dei settori più gettonati del momento, e arrivare prima degli altri può fare davvero la differenza, se si sa usare nel modo giusto.

Tenersi aggiornati sulle nuove terminologie, quindi, può rendervi la vita molto più semplice.

 

Bibliografia

Approfondimenti

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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