Uniswap: il nuovo standard degli Exchange grazie alla DeFi?

  • Decentralized Exchange
  • Liquidity Pool
  • AMM e Invariante di Uniswap
  • Fornitori di LiquiditĂ , Arbitraggisti
  • Pro e Contro di Uniswap


Per moltissimo tempo gli Exchange  hanno cercato di far incontrare Domanda e Offerta di un determinato bene (Materie Prime, Titoli, Valute, Derivati, ecc…) per addivenire ad un prezzo di scambio o di mercato.

Spesso però per arrivare in modo rapido ad un accordo e far si che questi  alla fine vengano rispettati dalle controparti sono necessari delle figure terze quali broker, market Maker, book maker, trader ed Intermediari Finanziari che incidono sulla catena del valore, inteso sia in termini di costi che di tempo.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie di innovazioni sia di Business Model che tecnologiche che hanno progressivamente accorciato questa catena.

Grazie al Fintech abbiamo scoperto gli Exchange Peer To Peer, dove gli scambi sono effettuati direttamente tra gli stessi utenti per il tramite di un e-Marketplace o addirittura a modelli quali Uniswap dove la controparte è un contratto intelligente.

 

 

Si avete letto bene, in Uniswap l’utente effettua una transazione direttamente con uno Smart Contract, Peer to Contract o Peer To Pool in questo caso, senza nessun lead time della trattativa, eliminando di default il rischio di Controparte.

Uniswap è un Decentralized Exchange (DEX) di Token ERC 20 basato su rete Ethereum che permette ad un utente sia di scambiare istantaneamente ed in forma completamente anonima un Asset versando al protocollo lo 0.3% del valore della transazione, che di fornire liquiditĂ  all’interno delle cosiddette pool al fine di ricevere una quota delle fee pagate dai vari utenti.

Uniswap essendo un DEX non prevede nessuna procedura KYC o AML e neppure alcun costo di Listing dei Token ammessi alle negoziazioni, ma bisogna semplicemente aggiungere i nuovi ERC20 attraverso il Factory Contract o registro pubblico della Dapp.

La Governance del protocollo è affidata alla Community, ossia ai detentori del Token UNI che dà appunto il diritto a votare le proposal relative a tutte le questioni fondamentali della vita del protocollo.

 

La piattaforma è formata da un insieme di Liquidity Pool create dagli stessi utenti, al cui interno troviamo una coppia di token, i cosiddetti pair, che sono legati tra loro da una relazione di valore  costante e che calcola il rapporto di cambio tra le due criptovalute.

 

Questa relazione è rappresentata da una equazione matematica del tipo X*Y= K, che sta a significare che il prodotto tra i due token presenti nella pool deve essere mantenuto appunto costante.

Facciamo un esempio per illustrare il concetto, tralasciamo per semplicitĂ  la presenza delle fee e concentriamoci invece sui rapporti di cambio che si vengono a creare tra i due token a seguito di una transazione.

Ipotizziamo di creare una pool formata da 1 ETH e 100 DAI, dove X= ETH e Y= DAI allora il valore K sarĂ  quindi pari a 100.

Se un utente volesse scambiare ad esempio 10 Dai per una frazione di Eth, inviando i 10 Dai alla pool andrebbe ad aumentare la relativa riserva a 110 ed in cambio otterrebbe ETH per un importo pari a (X -K/Y), e cioè circa 0,09 ETH.

Questa relazione costante X*Y=K, detta anche Invariante di Uniswap, sostituisce appunto la figura del Marke Maker negli Exchange tradizionali e fa si che il nostro Protocollo sia appunto un Automated Market Maker (AMM) per la determinazione dei prezzi di scambio.

 

Per far si che un meccanismo simile stia in piedi occorre che le pool siano abbastanza liquide perché nel caso contrario anche una modesta transazione altererebbe significativamente i tassi di cambio del pair.

Se osservata da un punto di vista geometrico, XY= K rappresenta l’equazione di un’iperbole equilatera, quindi al crescere del size di un ordine corrisponderĂ  una crescita esponenziale anche dello Slippage, cioè della differenza tra il prezzo di mercato all’immissione dell’ordine e quello al momento della sua esecuzione, causando un costo del trading non irrilevante.

A garantire liquiditĂ  alle Pool ci pensano appunto i fornitori di liquiditĂ , che dovranno immettere un importo equamente suddiviso 50/50 nei due token costituenti il pair ed in cambio otterranno i cosiddetti LP di Uniswap, ossia dei token rappresentativi del peso di ogni utente all’interno della Pool. In proporzione quindi al numero di LP detenuti ogni utente riceverà  una quota di fee come remunerazione dei fondi forniti.

Un’altra categoria fondamentale per l’ecosistema Uniswap sono gli arbitraggisti, che con il loro intervento riportano i valori sbilanciati di alcuni token al loro Market Value, guadagnando dalle differenze di prezzo presenti in quel momento tra Uniswap ed altri Exchange.

 

Come abbiamo appena visto, Uniswap rappresenta senza dubbio una grande innovazione finanziaria che permette un’automazione incredibile delle procedure di scambio eliminando persino la figura della controparte grazie al suo sistema di Smart Contract.

Purtroppo però neanche Uniswap è esente da rischi.

Senza soffermarci alle problematicitĂ  di tipo tecnico, da tenere sempre in considerazione quando si opera con protocolli così innovativi, due sono senza dubbio i costi impliciti di questo sistema, e cioè lo Slippage e l’Impairmanent Loss (IL).

 

 

IL è la differenza di valore che si ha nel tenere un token su una pool Uniswap piuttosto che custodito nel proprio wallet.

Questa differenza negativa per gli utenti Uniswap spesso tende a permanere nel tempo e quindi va a cristallizzarsi se il Liquidity Provider dovessero ritirare i fondi proprio nel momento in cui è presente la perdita.

L’IL può essere vista come un controaltare dell’Automated Market Making perchè proprio per garantire una automazione peer to contract il prezzo di scambio di un asset tende a divergere dal suo reale valore di mercato secondo un andamento iperbolico (XY=K), e ciò è vero sopratutto per i pair che non sono composti da Mirror Asset (WBTC-BTC; sETH-ETH; WETH-ETH; USDC-USDT…).

Quello dell’Impairmanent Loss è comunque un problema che affligge qualsiasi AMM, anche se mi preme segnalare che gli sforzi nella risoluzione di questo disincentivo per i Liquidity Provider sono giĂ  iniziati da parte degli addetti ai lavori, non ci resta che attendere e seguire questa fantastica evoluzione che sta accadendo proprio sotto i nostri wallet.

Conclusioni

I Dex sono senza dubbio una delle innovazioni piĂą grandi della DeFi e secondo me hanno aperto una strada destinata ad essere percorsa anche delle Istituzioni Finanziarie tradizionali quali Borse Valori, Commodity Exchange, Banche d’investimento ed SGR.

Affinché questo salto quantico avvenga però devono accadere due condizioni necessarie quali, la creazione di standard normativi per la Tokenizzazione degli asset tradizionali e la scalabilità di Ethereum non solo intesa in termini di prestazioni ma di usability per il segmento Enterprise.

Questo è ormai solo questione di tempo per la DeFi, inarrestabile blocco dopo blocco, toccherĂ  ogni aspetto dell’ecosistema economico-finanziario sino ad oggi conosciuto.

 

Bibliografia

https://cryptonomist.ch/2020/03/21/guida-uniswap-dex-ethereum/

https://etherevolution.eu/uniswap-exchange-veramente-decentralizzato-per-lo-scambio-di-token-su-ethereum/

https://blog.bancor.network/beginners-guide-to-getting-rekt-by-impermanent-loss-7c9510cb2f22

https://thetradable.com/crypto/automated-market-makers-amm-are-generating-ninefigure-profit-revenue

https://etherevolution.eu/come-si-riduce-il-rischio-di-impermanent-loss/

 

Aiutaci a condividere

0Shares
0

Iscriviti ora per ricevere la newsletter gratuita

Privacy Policy