Yield farming con Stablecoin. Cosa è?

In questa guida scoprirete il concetto di yield farming con Stabelcoins, una strategia molto gettonata in ambito DeFi.

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Tempo di lettura: 10 minuti
  • Le Stablecoins sono monete ancorate al valore del denaro fiat, come l’euro o il dollaro, e sono alcune tra le più utilizzate sul mercato
  • Lo yield farming è una strategia di investimento all’interno del settore DeFi, che consente di mettere a lavoro le proprie monete stabili
  • Tra le piattaforme più rinomate per lo yield farming, troviamo Aave, Compound e harvest.finance, un AMM decentralizzato

Le Stablecoins sono monete che, all’interno del settore delle criptovalute, possono sembrare poco utilizzate. In realtà, si tratta di quegli asset che, paradossalmente, sono usati dalla maggior parte degli investitori, soprattutto nel ramo della finanza decentralizzata.

In questo senso, si parla di yield farming (di cui abbiamo parlato nelle nostre strategie di guadagno nella DeFi) e vere e proprie rendite passive che possono essere ottenute grazie a nuovi strumenti finanziari. Piuttosto che lasciare la propria liquidità ferma in un wallet o, peggio ancora, su un exchange, infatti, molti preferiscono far lavorare il proprio denaro stabile.

In questo articolo scopriremo insieme come si può ottenere il massimo dalle proprie Stablecoin grazie allo yield farming.

Stablecoins: piccola introduzione alle monete virtuali stabili

Secondo la definizione di Binance, le stablecoin sono asset digitali progettati per simulare il valore delle valute fiat come il dollaro o l’euro. Consentono agli utenti di trasferire valore in tutto il mondo in modo economico e veloce, mantenendo allo stesso tempo la stabilità dei prezzi.

Ciò significa che, grazie ad uno strumento innovativo come le Stablecoin, si possono inviare dei soldi reali in qualsiasi parte del mondo, evitando di pagare commissioni elevatissime e, soprattutto, senza che il prezzo oscilli durante il trasferimento. Questo è molto utile nel campo delle criptovalute, soprattutto quando si vogliono scambiare asset mantenendo un certo grado di volatilità.

Tra queste, le più diffuse sono senza alcun dubbio USDC, USDT e DAI, una Stablecoin che, a differenza delle altre due, è la più decentralizzata. Non a caso, il numero di DAI bloccati in comparazione col total supply della moneta è molto più alto rispetto a USDC e USDT.

Situazione attuale delle Stablecoin

Secondo le analisi offerte da Glassnode, oltre il 60% del total supply di DAI è bloccato all’interno di piattaforme decentralizzate. Questo perché DAI funziona da collaterale per gli asset on-chain, che possono essere presi in prestito o ottenuti come ricompense grazie alle operazioni di yield farming che vedremo in seguito.

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Analisi TVL Stablecoin di Glassnode

Dall’altro lato, però, token come USDC e USDT hanno comunque un valore in denaro bloccato molto più alto, semplicemente perché hanno un total supply decisamente maggiore.

Ad ogni modo, il valore delle Stablecoin in circolazione è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi tempi, soprattutto negli ultimi tre mesi. In particolare, sempre secondo le analisi di Glassnode, ci sono stati picchi di oltre $13,1 miliardi in USDT, di $9,4 miliardi in USDT e $5,6 miliardi in DAI.

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Analisi picco volumi Stablecoin di Glassnode

Tra i fattori principali di questi numeri, ci sono sicuramente la voglia di stabilità di mercato e il movimento di asset stabili verso piattaforme e exchange centralizzati. Tuttavia, il motivo principale di movimenti così importanti è senza ombra di dubbio la possibilità di fare yield farming tramite le proprie Stablecoin, assicurandosi delle ricompense senza esporsi troppo all’elevata volatilità di alcuni asset.

Ma cosa è, esattamente, lo yield farming?

Yield farming in termini semplici

In gergo tecnico, fare yield farming significa mettere a farmare le proprie criptovalute all’interno delle liquidity pool, ovvero dei ‘’luoghi’’ in cui gli investitori forniscono liquidità. Questi, vengono definiti liquidity providers, e sono idonei a guadagnare parte delle fees che vengono pagate durante gli scambi in un determinato pair.

Ok, dopo questa spiegazione un po’ complicata proviamo a spiegare lo yield farming in termini semplici. Innanzitutto, lo yield farming viene anche chiamato liquidity mining, in quanto si ‘’minano’’ in un certo senso dei token offrendo della liquidità, ovvero del denaro.

Il proprio denaro viene bloccato all’interno di una liquidity pool. Ogni liquidity pool è specifica per una coppia di monete come, per esempio, ETH/USDT, ETH/DAI, ETH/USDC e via dicendo. Il denaro depositato all’interno di queste liquidity pool verrà usato in altre piattaforme per essere scambiato o preso in prestito da altri utenti.

Ad ogni operazione fatta dagli altri utenti, questi pagheranno delle commissioni. Se l’operazione avviene all’interno di una delle coppie in cui avete depositato dei fondi, riceverete parte di quelle commissioni. In questo senso, il vostro ruolo sarà quello del liquidity provider, ovvero un fornitore di liquidità che fa liquidity mining.

È anche importante sottolineare il fatto che, depositando in una liquidity pool, avrete bisogno di entrambi gli asset di una determinata coppia. Viceversa, se avete solo ETH e volete depositare su ETH/USDT, per esempio, i vostri ETH verranno ‘’splittati’’, cioè suddivisi in percentuali che soddisfano la pool.

Tutto bello e semplice, ma il rischio principale è quello dell’impermanent loss. Questo tipo di perdita rappresenta una perdita temporanea dei propri fondi a seguito di grossi cali o rialzi di prezzo. Gli AMM e alcuni exchange decentralizzati, ovvero gli strumenti all’interno dei quali si fa liquidity mining, possono avere ritardi nell’aggiornare i prezzi.

Chi fa arbitraggio, quindi, potrebbe approfittare della situazione per ottenere profitti dagli exchange centralizzati a quelli decentralizzati.

Come calcolare il guadagno tramite lo yield farming

Quando si decide di avviare una strategia di yield farming, si deve innanzitutto conoscere il significato di APR e APY. L’APR sta abbreviare la dicitura annualized percentage return, ovvero il ritorno annuo in percentuale. L’APY, invece, è l’annualized percentate yield, ovvero il ritorno economico sotto forma di interesse composto.

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Glassnode: APY e APR

Fare interesse composto significa depositare, ricevere gli interessi, prelevare e depositare nuovamente, in modo da apprezzare gli interessi su un capitale più alto, guadagnando di più. Inutile dire che fare compounding con piccole somme sarebbe poco conveniente, soprattutto su Ethereum, in quanto si rimarrebbe schiacciati dalle commissioni.

Proprio per tale motivo, molti piccoli retailers preferiscono utilizzare la nuova Binance Smart Chain, decisamente più economica in quanto a fees. La cosa che più colpisce dello yield farming, comunque, è l’ammontare degli interessi, davvero elevato se si pensa agli interessi di una banca tradizionale.

Per le Stablecoin, per esempio, si possono ricevere interessi che vanno dal 3% al 30% in diverse piattaforme di yield farming, semplicemente depositando i propri fondi. Proviamo a vedere insieme due delle piattaforme più conosciute per fare yield farming. In particolare, vedremo Aave e harvest.finance, uno strumento automatizzato che consente di massimizzare il rendimento evitando di fare operazioni manualmente e, quindi, risparmiando in commissioni (comunemente chiamato AMM).

Aave

Tra i vari protocolli DeFi che offrono la possibilità di fare yield farming in Stablecoins, Aave e Compound sono senza alcun dubbio i più famosi, caratterizzati da dominance molto importanti. Per dominance intendiamo l’influenza che un protocollo o una moneta ha sul mercato, e in questo caso è basata sulla TVL (Total Value Locked) nel protocollo stesso.

Per massimizzare i rendimenti su queste piattaforme, si deve essere consapevoli della strategia che si vuole attuare in base al rischio che si è disposti a correre. Cosa significa questo? Dovrete studiare esattamente ogni passaggio e movimento. Per esempio, potreste decidere di dare in prestito i vostri fondi in cambio di un 11% nel caso di DAI.

In alternativa, potreste decidere di usare i nuovi incentivi di Aave, o mettere in staking per ricevere altri Aave come ricompensa. Ancora, potreste optare per prendere più DAI in prestito, in modo da metterli a farmare per ottenere ancora più Aave, o eseguendo strategie di compounding.

Ovviamente, più si cerca di massimizzare il ritorno economico più è alto il rischio. Tra quelli maggiori, potreste incorrere in alte variazioni di prezzo di Aave o Compound, brecce all’interno dello smart-contract, commissioni troppo alte se comparate al capitale investito, o volatilità di DAI stessa, nonostante sia una Stablecoin.

AMM: harvest.finance

Un AMM come harvest.finance rappresenta un market maker automatizzato, ovvero uno strumento intelligente in grado di massimizzare i rendimenti. Tra i più famosi, troviamo anche yearn.finance, la cui moneta vale addirittura più di Bitcoin data la sua grande scarsità. Questi strumenti consentono sia di fare liquidity mining “classico”, ovvero tramite la fornitura di liquidità in una coppia (es. ETH/USDT), sia di fare yield farming avendo a disposizione un solo asset.

La particolarità di harvest.finance è quella di essere disponibile non solo su rete Ethereum, ma anche su Binance Smart Chain. In questo modo, anche i piccoli investitori si sentono più al sicuro e, ovviamente, si sono ridotte le barriere di accesso alla piattaforma. Per quanto riguarda gli interessi sulle Stablecoins, attualmente, si trovano APY che vanno dall’8.48% per USDT all’11.37% in USDC.

La differenza, però, sta nel fatto che tramite harvest.finance non riceverete necessariamente lo stesso asset che avete depositato come ricompensa, ma token diversi in base ai protocolli in cui investe l’AMM. Gli AMM, infatti, si spostano di protocollo in protocollo aumentando il rendimento. Quindi, vi ritroverete anche con un portafoglio un po’ più diversificato in base alle varie operazioni.

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Harvest.finance dashboard

Se, invece, volete depositare sulla classica coppia ETH/USDT tramite la sezione ‘’Sushi’’ di harvest.finance, l’APY arriva al 126.97%, con ricompense in Sushi e Aave, anche se il rischio è nettamente superiore. Sulla Binance Smart Chain, dall’altro lato, le percentuali e le coppie variano, comprese le ricompense.

Mettendo in yield farming USDT, per esempio, si riceve attualmente il 33.98%, ottenendo come ricompensa sia Venus (VSX) che bFarm tokens, ovvero il token di harvest.finance appartenente alla Binance Smart Chain. Su USDC e DAI, invece, troverete degli APY tra il 10% e il 12%.

Naturalmente, è anche possibile depositare token diversi dalle Stablecoin, come Pancake (CAKE), che ha attualmente un APY del 135%.

Conclusioni

Abbiamo visto un quadro generale delle potenzialità dello yield farming sia con le Stablecoin che con alcuni token come CAKE.

Mettere a lavoro i propri token può essere molto allettante e remunerativo, ma si devono sempre considerare i rischi e i costi delle commissioni prima di iniziare, soprattutto se ci si trova su Ethereum.

È anche importante valutare l’affidabilità, la stabilità e la community all’interno di una piattaforma. Dapps come harvest.finance, per esempio, hanno oltre il 65% dei loro utility token in staking, fattore che simboleggia la solidità della sua community.

Tuttavia, nell’ottobre 2020 è stata hackerata perdendo 24 milioni di dollari.

Proprio per questo motivo, tutto ciò che è mostrato in questo articolo è a solo scopo informativo, e non vuole essere un consiglio finanziario o un invito ad investire.

Prima di muovervi all’interno del settore delle criptovalute, fate sempre le vostre valutazioni e tenetevi aggiornati.

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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