NEO: tutto quello che c’è da sapere

NEO è una piattaforma decentralizzata con una lunga storia alle spalle; il protocollo è caratterizzato da un token nativo, NEO, e un ulteriore token chiamato GAS; ad oggi i token sono listati su Exchange di rilievo come Binance, Bitfinex e Bittrex. Non c’è dubbio che nel panorama delle criptovalute un posto di rilievo sia occupato […]

neo
Tempo di lettura: 11 minuti

NEO è una piattaforma decentralizzata con una lunga storia alle spalle;

il protocollo è caratterizzato da un token nativo, NEO, e un ulteriore token chiamato GAS;

ad oggi i token sono listati su Exchange di rilievo come Binance, Bitfinex e Bittrex.

Non c’è dubbio che nel panorama delle criptovalute un posto di rilievo sia occupato da NEO. Parliamo di un asset molto interessante in quanto si basa su dei presupposti particolari, soprattutto per coloro che stanno cercando di trovare la valuta virtuale giusta per utilizzarla come strumento di investimento o di pagamento.

In precedenza si chiamava in un altro modo e cioè Antshare, ma poi ha cambiato nome trasformandosi in NEO, raggiungendo picchi notevoli qualche anno fa, nel 2017.

Ma così come suggeriscono gli esperti non bisogna cadere nel tranello di collegare questa criptovaluta a un semplice investimento speculativo perché sarebbe riduttivo, in quanto si tratta di una realtà nata in Cina, che ha delle particolari caratteristiche che la rendono versatile e che dovrebbero essere approfonditi.

Bisogna prima quindi conoscere determinati elementi per poi decidere se puntare su questo asset.

Cominciamo dicendo che NEO è definita come la versione cinese di Ethereum, ma non da tutti, nel senso che alcuni la considerano come una valuta nata per abbattere il dominio di Ethereum e simili.

Però questa considerazione appare molto forzata in quanto NEO non è nato come un clone di altre criptovalute e nemmeno come lo strumento che ha lo scopo di mandare in crisi o addirittura distruggere le altre monete virtuali.

Infatti, nasce con un altro obiettivo, e cioè cercare di migliorare e risolvere delle criticità nell’ambito delle criptovalute, dando un contributo specifico all’abbattimento di alcune carenze che sono state protagoniste nella prima fase di sviluppo di Bitcoin.

Dobbiamo anche ricordare che NEO è stata la prima piattaforma di criptovaluta e di blockchain decentralizzata e Open source, nata in un contesto particolare come la Cina, che sappiamo essere un mercato molto influente relativamente allo sviluppo degli strumenti finanziari.

NEO è caratterizzato da una criptovaluta nativa, NEO, e un token aggiuntivo chiamato GAS.

Chi ha fondato NEO la definisce come una rete distribuita per l’economia intelligente che ha come scopo di assecondare e alimentare quella che si chiama Smart economy, attraverso un contributo diretto e messo in campo grazie a risorse digitali innovative e soprattutto grazie all’introduzione versatile degli Smart Contract.

Possiamo dire che la stessa cosa avvenne con Ethereum. Però, come dicevamo prima, NEO ha cambiato nome dopo il suo sviluppo, avvenimento successo nel quartier generale di Microsoft a Pechino, davanti a un pubblico incuriosito ed entusiasta di più di 200 persone.

La motivazione principale per la quale questa criptovaluta è stata rinominata è legata alla volontà di trasmettere un’immagine nuova, più credibile e professionale.

Inoltre secondo alcuni il nome sarebbe stato scelto in quanto nell’etimologia greca significa novità.

logo neo
Fonte: https://neo.org

Fondatori e caratteristiche di NEO

Molte persone si chiederanno a questo punto chi c’è dietro NEO e possiamo dire che tra i membri bisogna includere il fondatore Da Hongfei, nonché il co-fondatore sviluppatore principale Zhang Zhengwen, nonché il segretario generale Tao Ronchi e altri collaboratori stabili.

Abbiamo già detto come NEO non può essere solo considerato come uno strumento di investimento speculativo. Anche se comunque è una delle sue funzioni come possiamo vedere dalla volatilità delle sue quotazioni.

Ma non dobbiamo appunto dimenticare che gli obiettivi principali di NEO sono altri e sono ricollegabili alla sostenibilità e alla credibilità delle quotazioni della moneta.

Infatti è molto chiaro come il prezzo delle criptovalute sia sempre più legato alla commercializzazione e sfruttamento della tecnologia di base e ci stiamo riferendo soprattutto agli Smart Contracts.

Da questo punto di vista NEO ha sempre avuto un’idea molto chiara in testa e cioè convertire le risorse tradizionali in digitali, utilizzando appunto i contratti intelligenti.

Questo significa che le risorse digitali dovranno essere decentralizzate e protette utilizzando certificati digitali sulla blockchain, in aggiunta a servizi di identità digitale.

La piattaforma dovrà consentire quindi la creazione di informazioni sull’identità di individui e organizzazioni in formato elettronico che dovranno essere utilizzate attraverso meccanismi di autenticazione su più fattori reintegrati come per esempio il riconoscimento vocale, impronte digitali e riconoscimento facciale.

Per quanto riguarda gli Smart Contract è importante evidenziare un punto che non si può sottovalutare e cioè che la piattaforma che gestisce questi contratti intelligenti, che è sviluppata da NEO, è veramente performante e anzi è considerata una delle più valide sul mercato.

Da questo punto di vista NEO spicca rispetto alle concorrenti perché non richiede la fruizione di linguaggi specifici. Questo vuol dire che quando uno sviluppatore utilizza un particolare linguaggio di programmazione tradizionale non avrà difficoltà perché potrà subito codificare i contratti intelligenti con la piattaforma Universal Lightweight Virtual machine.

Parliamo di una struttura che offre quindi tanti vantaggi e che rappresenta un valore aggiunto rispetto altre criptovalute.

Altra cosa per la quale viene apprezzata NEO è il fatto che ha sempre avuto come Mission quella di sostenere lo sviluppo di applicazioni decentralizzate, attraverso il supporto a nuove tecniche e nuovi strumenti che sono innovativi e che vengono spinti attraverso DAPPS, con le quali si possono realizzare altre forme di scambio decentralizzate.

neo
Fonte: https://www.comprarebitcoin.com

Token crittografici di NEO

La piattaforma NEO possiede due token crittografici, uno dei quali si chiama allo stesso modo e che prima invece era noto come Antshares. Ma c’è anche un altro che si chiama GAS e che prima era chiamato Antcoins.

Il primo token ha lo scopo di essere una sorta di gettone per quanto riguarda la possibilità di investire nella blockchain NEO. Si caratterizza per avere una supply totale di circa 100 milioni di token che sono usati per creare blocchi, ma anche per portare cambiamenti nella gestione della rete oltre che per tante altre attività.

Inoltre bisogna ricordare che NEO a differenza di altre criptovalute non si può dividere. E questo vuol dire che l’unità più piccola sarà sempre 1.

Invece il token Gas, come quello precedente ha un limite per quanto riguarda la supply di 100 milioni però la differenza è che ha come obiettivo quello di essere il motore o carburante per la blockchain NEO.

Ma la differenza principale con il token NEO è che può essere suddiviso in frazioni e, soprattutto nel momento in cui è stato lanciato, non è stato oggetto di processi di pre mining, a differenza dell’altro.

Teniamo presente che il token Gas viene usato per allocare le risorse, per la copertura degli oneri di rete e anche per fare operazioni come per esempio quelli dei servizi integrati e cioè l’esecuzione di DApp e dei contratti intelligenti.

Ma è anche un incentivo e uno stimolo per il mantenimento della blockchain. Il suo ciclo di missione dovrebbe durare in tutto circa 22 anni.

Differenza principale con le altre criptovalute: quali sono

Non esageriamo se affermiamo che NEO è una criptovaluta diversa dalle altre: anzi la definiamo unica perché è quella che si avvicina di più dal punto di vista delle ambizioni e della struttura ad Ethereum.

Ed ecco perché prima accennavamo al fatto che non ha senso accomunarle in maniera troppo superficiale perché, se è pur vero che hanno delle similitudini, è altrettanto vero che i loro asset sono specifici e quindi diversi.

Infatti per esempio NEO riesce a supportare molti linguaggi correnti come ad esempio Java senza chiedere nessuno sforzo aggiuntivo da questo punto di vista allo sviluppatore, mentre Ethereum ha un suo linguaggio proprietario che utilizza e cioè Solidity.

Questo linguaggio richiede allo sviluppatore di imparare questo codice: e quindi i tempi si allungheranno nonché la fatica.

Infatti un apprendimento più lento può essere un ostacolo per gli sviluppatori che vogliono entrare nel sistema Ethereum rispetto a quello che accade con NEO.

Inoltre NEO, a differenza di Ethereum, utilizza un diverso protocollo: soprattutto la sua velocità transazionale dal punto di vista teorico è superiore rispetto a quella di Ethereum, che invece è lenta.

Quali sono le criticità di NEO

NEO viene considerato un sistema pre mining al 100%. La piattaforma infatti a un certo punto ha deciso di distribuire le sue monete attraverso il crowdfunding: questo ha consentito agli investitori di immettere i loro capitali, almeno nella fase iniziale del progetto.

Ma è proprio questo fatto che ha fatto nascere le prime critiche alle alla struttura di questa criptovaluta perché, visto che non esistono attività estrattive ma nemmeno emissioni di token, la conseguenza è che fisiologicamente c’è una maggiore centralità di distribuzione rispetto alle altre criptovalute.

Inoltre teniamo presente che NEO originariamente era diviso in due lotti perché 50 milioni di token erano riservati al team di sviluppo della piattaforma che poi doveva decidere come utilizzare queste risorse, mentre altri 50 milioni sono stati venduti tramite crowdfunding e ceduti quindi ai primi contributori.

Ma il periodo di blocco per quanto riguarda il collocamento dei token è finito il 16 ottobre 2017. Successivamente la piattaforma rese noto come sarebbe stata la distribuzione degli altri 50 milioni di token NEO.

Si è pensato infatti a una ripartizione equilibrata per sostenere lo sviluppo del progetto: quindi 10 milioni di token sarebbero destinati ai membri del consiglio di direzione e agli sviluppatori NEO, altri 10 come incentivo sempre per gli sviluppatori del sistema NEO.

Infine gli altri 30 milioni sarebbero stati divisi a metà per eventuali contingenze e per investire in altri progetti di blockchain ausiliari.

Alcuni utenti hanno criticato questa scelta ritenendo queste voci un po’ vaghe: questo ha creato dei dubbi sulla possibilità di comprendere se questi fondi saranno effettivamente utilizzati per questi scopi.

Inoltre alcuni utenti hanno sostenuto che questi milioni di token, essendo in realtà nelle mani degli sviluppatori, possono causare l’effetto dumping influenzando il prezzo del asset.

Queste criticità hanno creato gli utenti dei dubbi sulla trasparenza di questa piattaforma e soprattutto sulla credibilità complessiva del progetto.

Come investire in questa piattaforma

Acquistare la criptovaluta NEO in cambio di valute tradizionali non è la cosa più facile del mondo considerando che molti servizi legati ai Wallet e agli Exchange non lo consentono. Però la buona notizia è che è possibile scambiare le altre criptomonete che si possiedono come per esempio ETH, LTC, BTC in cambio dei token Neo.

La procedura è molto semplice perché è simile a quella delle altre valute digitali. In sintesi per acquistare NEO bisognerà disporre di un indirizzo dove riporre i token che si acquistano e di alcuni Altcoin o Bitcoin per lo scambio.

A parte questo bisogna semplicemente utilizzare uno dei servizi Exchange che offrono la possibilità di scambiare NEO. Non ci sono difficoltà nella scelta perché le opzioni sono tante e tutte di ottimo profilo come per esempio Binance, Bitfinex, Bittrex o Cryptopia solo per citarne alcune.

Anche per quel che riguarda i Wallet nei quali mettere criptovalute gli opzioni sono diverse perché per esempio si potrebbe optare per un portafoglio hardware come Ledger Nano S o quelli desktop come NEON, Neo Tracker o Neo Wallet .

Una persona quindi che decide di investire in NEO ha diverse opzioni a disposizione perché in primis si può acquistare come qualunque altro Altcoin da inserire nel Wallet.

In questo caso la cosa che bisognerà fare è aprire un portafoglio virtuale dove inserire le crypto digitali attraverso un servizio di Exchange, scambiando la propria criptovaluta con NEO.

In questo caso l’obiettivo è abbastanza semplice da capire cioè bisognerà inserire nel proprio Wallet i NEO con la speranza che il valore cresca per poi rivenderle in futuro, ottenendo come guadagno la differenza tra le due quotazioni.

Questo momento ha il vantaggio di essere semplice positivista della comprensione però ha qualche criticità da affrontare perché in questo caso sarà indispensabile aprire un Wallet, utilizzare l’exchange e negoziare con altre Altcoin per convertire in Bitcoin.

Ciò significherà che bisognerà onorare il costo e il servizio di Exchange Wallet. Oltre al fatto che sarà necessario reperire altre criptovalute con le quali scambiare NEO, nel caso in cui il servizio non ammetta una diretta conversione in euro.

Altra opzione da tenere in considerazione è relativa a un investimento indiretto che significa utilizzare strumenti finanziari derivati che abbiano come asset sottostante questa criptovaluta.

Un esempio classico in quel senso è il Trading on-line di criptovalute attraverso i CFD che non permettono di avere direttamente dei NEO. Ma permettono di legare il prezzo dello strumento al valore della criptovaluta.

In poche parole chi vuole investire in NEO attraverso un CFD dovrà formulare al Broker che sceglierà e a cui darà la sua fiducia, una previsione sul destino delle quotazioni dell’asset Neo.

Quindi si potrà investire in CFD di NEO sia con posizioni short che significa prevedere una flessione dei prezzi di queste criptovalute che con una posizione long e cioè indicando al broker che le quotazioni cresceranno.

In questo modo sarà possibile ottenere un potenziale profitto anche quando il Trend della criptovaluta è decrescente, ma questo non significa non correre rischi perché, come tutti gli esperti, sanno investire nei CFD significa esporsi con uno strumento molto speculativo.

Per questo motivo prendersi dei rischi sarà inevitabile visto che le criptovalute che costituiscono l’asset sottostante sono volatili per loro natura.

Per approfondire

Bibliografia

Scritto da
Contributore
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Condividi l'articolo

Articoli correlati
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x