Mobile mining: guadagnare cripto su Android

Il mining è un’attività sempre più diffusa nel mondo, grazie alla crescente popolarità delle criptovalute Minare, come si dice giocosamente in italiano, vuol dire produrre criptovalute, nel vero senso della parola, grazie all’ausilio della tecnologia, in particolare delle schede video Il software che opera grazie all’hardware, prestato dall’utente (il minatore), riesce a elaborare dei bit, […]

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Tempo di lettura: 7 minuti
  • Il mining è un’attività sempre più diffusa nel mondo, grazie alla crescente popolarità delle criptovalute
  • Minare, come si dice giocosamente in italiano, vuol dire produrre criptovalute, nel vero senso della parola, grazie all’ausilio della tecnologia, in particolare delle schede video
  • Il software che opera grazie all’hardware, prestato dall’utente (il minatore), riesce a elaborare dei bit, che corrispondono a un certo numero di token all’ora
  • Grazie a questo processo, gli utenti ottengono dei token per loro o una percentuale sulle transazioni che avvengono e trasmettono i token prodotti da loro

mobile mining bitcoin

Sicuramente ormai chiunque di noi ha sentito parlare di mining e bitcoin con Android ma sull’argomento ancora c’è un po’ di confusione e di disinformazione. Andiamo a vedere innanzitutto la traduzione del verbo che in italiano significa estrarre.

In pratica si tratta di un’operazione che è abbastanza complessa per  un hardware di quasi tutti i computer, soprattutto in riferimento sia alla scheda grafica e quindi gpu, ma anche al microprocessore cioè alla CTU.

Questo vuol dire che ci sarà  bisogno di un pc con una capacità di calcolo importante che però solleciterà moltissimo dal punto di vista termico  queste due componenti elettroniche.

In sintesi possiamo dire che usando un protocollo di consenso, tra i quali il più utilizzato è sicuramente il PoW, il quale ha il compito di imporre le regole per aggiungere nuovi blocchi alla blockchain, il nodo avrà il giusto valore e quindi riceverà il pagamento in criptovaluta.

Ricordiamo però  che il nodo viene rappresentato fisicamente da chi partecipa alla blockchain.

In pratica questa è la dinamica standard del processo di mining nel senso che  il nodo risolutore diventerà il minatore di quel blocco.  Nel caso in cui questa operazione viene  eseguita  da un computer desktop classico che ha una scheda grafica discreta e anche un processore nella media i calcoli saranno eseguiti senza particolare difficoltà anche se il tempo necessario per ottenere gli stessi risultati sera arriva diverso rispetto a un sistema che più funzionante.

Però per fortuna la microelettronica nel corso del tempo  ha fatto dei passi da gigante: quindi in questo momento si possono utilizzare dispositivi diversi a prescindere se usiamo un PC portatile o fisso.

Ci stiamo riferendo nello specifico ai sistemi embedded  SBC (Single Board Computer) che come fa il RaspBerry Pi che nelle loro varie versioni riescono a ospitare un sistema.

Android: in questo contesto in particolare  ci riferiamo ai dispositivi portatili quali tablet e smartphone che ad ogni versione saranno in possesso di hardware sempre più potenti. Anche se dal punto di vista della potenza di calcolo per il momento li possiamo paragonare a computer di livello un po’ più basso, presenti sul mercato fino a  qualche anno fa.

Mobile mining: cosa dire riguardo ai consumi

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La prima domanda che ci si fa è se uno smartphone o un tablet possono essere in grado per tanto tempo di sostenere carichi pesanti computazionali. Inoltre il dubbio è che nel computer, così come per i sistemi SBC, esistano dei programmi dedicati al mining, mentre nel caso di device portatili bisogna capire com’è la situazione dal punto di vista dei software.

Ma c’è anche un altro aspetto che è molto importante cioè quello relativo al consumo energetico perché se una confutazione è gravosa si verificherà un consumo spropositato e quindi non è possibile pensare di portare a termine l’operazione di mining con la sua batteria.

Questo significa in pratica che bisognerà tenere il caricabatterie collegato alla rete per tutto il tempo.

Ovviamente il consumo energetico di un caricabatterie di uno smartphone o di un tablet non è così rilevante però la potenza di calcolo non la possiamo paragonare a un SBC dedicato a un desktop.

Di conseguenza  per ottenere lo stesso risultato dovremmo calcolare un tempo decisamente più lungo e per questo il consumo energetico  dovrà essere assolutamente considerato.

In pratica vogliamo dire che, se è pur vero che  un computer  consuma almeno 80 100w e invece un caricabatterie per telefono circa 6, c’è anche da considerare che quello che fa un desktop in un’ora di calcolo è  mille volte superiore, soprattutto in funzione delle caratteristiche del computer in questione, a quello che è in grado di fare in questo momento storico anche il miglior Smartphone in commercio.

Per questo  vogliamo dire che non bisogna farsi ingannare dal basso consumo del caricabatteria perché sarebbe un’illusione.

Specifichiamo anche che nella maggior parte dei casi quando si pensa all’operazione  di mining si fa il collegamento con  Bitcoin, però non è l’unica criptovaluta esistente che si può minare perché ce ne sono tante altre come Ethereum, Litecoin, Dash, Monero e tante altre.

Tipologie di mining 

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Per quanto riguarda le operazioni di mining si possono condurre usando due metodi distinti Ma che ci faranno arrivare allo stesso risultato e cioè hardware mining, chiamato anche Regular mining, e Cloud mining.

Per quanto riguarda la Regular possiamo dire che risulta abbastanza intuitiva ed  è praticamente  legata a tutto quello che abbiamo detto finora. In pratica ogni utente avrà un suo hardware dedicato che userà per fare mining:  tutto sarà  a carico suo e cioè sia l’acquisto dell’hardware che la configurazione del software che permetteranno la procedura, oltre  ovviamente al pagamento dell’energia.

Assolutamente diversa  invece è l’operazione di Cloud mining nel senso che in questo caso  tutto si potrà fare solo dopo aver avuto l’autorizzazione di usare un Data Center remoto che permetterà all’utente di svincolarsi dell’acquisto dell’hardware e sia dalla configurazione e gestione del software.

In questo caso ovviamente è facile comprendere come i vantaggi del Cloud mining si possono riassumere nel fatto che l’utente avrà a disposizione tutto quello che gli serve e cioè un tasso di hash rate costante e  gestione automatica del processo.

L’utente  se sceglie quest’opzione dovrà concentrarsi su altri aspetti e cioè dovrà soprattutto andare ad analizzare in maniera molto attenta tutti i piani proposti dal punto di vista del costo che varia  da contratto a contratto: più alto è lo shred, maggiore sarà il costo.

Poi  dovrà capire qual è il livello di affidabilità manutenzione: questo potrà farlo solo leggendo il feedback degli utenti cioè quelle persone che hanno già provato il servizio Cloud mining.

Inoltre dovrà considerare il tempo che ci vorrà sia per portare a termine un’operazione di mining, e che cambia appunto in base al contratto scelto, e sia e soprattutto per rientrare dall’investimento iniziale iniziare a guadagnare.

Così come suggeriscono gli esperti un elemento che può far propendere per una cosa piuttosto che per un’altra riguarda le proprie competenze perché una persona che ha delle capacità e competenze tecniche relativamente al software e all’hardware sicuramente sceglierà il regular mining ,altrimenti sarà obbligata all’opzione Cloud.

Come si fa ad operare con Android? E quali sono le app disponibili?

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Innanzitutto  diciamo che sarà possibile dal punto di vista tecnico utilizzare smartphone o tablet per minare, però bisogna sapere che la velocità in termini di hash rate non può mai essere una giornata o un sistema dedicato.

Per dare un’idea di questo aspetto ci basti pensare che un computer di fascia media può raggiungere in maniera tranquilla milioni di hash al secondo mentre lo smartphone più performante può arrivare massimo intorno al centinaio.

Possiamo quindi comprendere come non c’è assolutamente confronto perché la differenza è assolutamente abissale.  Infine ricordiamo che esistono varie app che sono state ideate proprio per chi opera nel settore delle criptovalute e hanno come funzioni principale quelle di monitorare la propria situazione in una delle piattaforme di Cloud mining scelta, Oppure si possono usare per fare Trading con le criptovalute.

Tra quelle più famose possiamo citare NiceAsh che è l’app mobile ufficiale della piattaforma di criptovaluta omonima che serve per il mining e il Trading.  Molto conosciuta è anche l’app Cloud mining all-in-one che ci permette di poter analizzare e monitorare tanti servizi di Cloud mining come  Genesis Mining e Hash Shiny.

Altra app molto apprezzata è Storm Gaming  che è utile per scambiare negoziare mantenere guadagnare criptovalute inoltre segnaliamo che ne si sono alcune anche performanti e specifiche per iPhone e cioè MobileMiner,  Electroneum e Bitnex Miner.

Per approfondire:

Bibliografia:

 

 

 

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