La nazione liquida

Un nuovo tipo di nazione La tokenizzazione come nuovo paradigma Verso nuove mete La nazione liquida Zygmunt Bauman ha per primo definito la società occidentale come “società liquida”. “Liquid Modernity” ci parla di una società che è in netto contrasto un passato in cui tutto era dato come una solida costruzione, con rapporti sociali e […]

nazione liquida
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  • Un nuovo tipo di nazione
  • La tokenizzazione come nuovo paradigma
  • Verso nuove mete

La nazione liquida

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Zygmunt Bauman ha per primo definito la società occidentale come “società liquida”.

“Liquid Modernity” ci parla di una società che è in netto contrasto un passato in cui tutto era dato come una solida costruzione, con rapporti sociali e produttivi regolati da forti istituzioni politiche e civili, con credibili rappresentanze democratiche e ideologie politiche ben definite, che portavano ad una condivisa idea di comunità.

Questo meccanismo è stato travolto dalla globalizzazione. Il mondo liquido che ne è derivato è una realtà che è spezzata in numerosi frammenti ognuno dei quali può esistere separatamente.

Globalizzando il capitale abbiamo scavalcato la politica. In tale situazione la mancanza di decisioni e l’impotenza dei governi, attivano atteggiamenti nazionalistici di popolazioni che si sentivano meglio tutelate dal vecchio sistema.

Sovranità su blockchain: verso la fuga dallo stato nazionale.

Esiste un ampio consenso nel diritto internazionale sul fatto che la sovranità richiede tre componenti chiave:

  1. Una popolazione;
  2. Un territorio difendibile;
  3. Riconoscimento.

Diamo un’occhiata brevemente a tutti e tre e vediamo se una blockchain pubblica potrebbe mai raggiungere la sovranità.

1) I possessori di token

In primo luogo, il diritto internazionale vede una popolazione definita, come il primo requisito per la sovranità. La cittadinanza non dovrebbe essere fluida o sfuggente: deve esserci un grado di permanenza.

L’acquisizione della cittadinanza, è normata da regole che ne definiscono i requisiti. Lo stato esercita questo potere di concedere la cittadinanza in due modi principali:

  • Attraverso il monopolio che ha sull’emissione dei certificati di nascita, che a sua volta è legato al luogo fisico in cui sei nato, o dove uno dei tuoi genitori è nato.
  • Attraverso le sue leggi sulla naturalizzazione, che consente agli immigrati di richiedere la cittadinanza di un paese se vi trascorrono abbastanza tempo o possono altrimenti stabilire un collegamento.

Abbiamo ancora la libertà di strappare i nostri passaporti e scegliere di richiedere la cittadinanza altrove, sebbene lo stato scoraggi tale pratica con una tassa di uscita, in Italia l’art. 113 legge 132/2018 recita: “il contributo economico al cui pagamento sono soggette le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza italiana, è pari ad € 250”.

Il diritto internazionale accetta che nessuno possa essere costretto a rimanere cittadino di uno Stato nazionale contro la propria volontà e lo favorisce con l’istituzione del diritto di asilo. In genere non è facile e veloce cambiare la propria nazionalità.

Un numero crescente di stati sovrani, tipicamente i più piccoli, ha schemi di concessione del visto per i ricchi che investono denaro a livello locale in cambio di un secondo passaporto.

In sostanza, questi visti si basano sul concetto di club: si paga per entrare e si rispettano le regole. La differenza è che il club non è un club di membri privati, ma è gestito da uno stato sovrano ed i suoi membri sono chiamati cittadini.

Da qui, è solo un piccolo passo accettare che tale adesione possa essere concessa anche senza un legame fisico con il territorio di uno stato sovrano.

C’è un precedente storico per questo, in particolare nell’Ordine dei Cavalieri Templari, un ordine sovrano di crociati senza territorio fisico la cui sovranità era derivata da quella della Chiesa (di per sé un club di membri privati ​​che si era proclamato sovrano per diritto canonico).

L’ammissione come cavaliere portava alla cittadinanza e al diritto di entrare o uscire liberamente da un paese. Questo e altri privilegi di cui godevano i Templari venivano sovrapposti a qualsiasi legge del paese in cui si trovavano.

Se i Templari godevano della sovranità sulla base dell’appartenenza piuttosto che della statualità, potrà la sovranità essere concessa a un collettivo di detentori di token crittografici che si sottomettono volontariamente a una comunità politica in cui decidono insieme le regole?

2) Difesa del territorio

Alcuni sostengono che tale comunità virtuale non soddisfa la seconda prova di sovranità: un territorio delimitato e difendibile.

Anche qui il precedente dei templari è significativo: i cavalieri erano soggetti della giurisdizione templare, indipendentemente dalla loro posizione fisica. La loro sovranità era basata su una finzione legale che garantiva diritti di cittadinanza su un collettivo di membri dispersi.

Questo diritto si è tramandato nei tempi e ha costituito la base delle zone di extraterritorialità della Santa Sede in Italia. Il Rugantino accusato dell’assassinio di Gnecco scappa sul sagrato della Chiesa e si rivolge al prete chiedendogli “er diritto d’asilo”.

Nel dominio blockchain, ogni detentore di token è il proprio castello, con il suo portafoglio protetto da fossati crittografici. Come collettivo di portafogli, il loro territorio, sebbene virtuale, è difeso crittograficamente. I membri dispersi aderiscono già volontariamente alle regole concordate in virtù del possesso di token.

Il secondo requisito del test di sovranità può essere soddisfatto estrapolando la definizione corrente di ciò che è un territorio difendibile, per includere i regni virtuali.

3) Corteggiare o forzare il riconoscimento?

All’inizio del XIX secolo, fino al 1815 il Belgio faceva parte dei Paesi Bassi e poi della Francia fino al 1830, quando ottenne l’indipendenza.

I cinici dicono che l’unica ragione per cui è stata riconosciuta come nazione sovrana era perché l’Europa aveva bisogno di una zona cuscinetto tra le superpotenze di allora: Francia, Gran Bretagna e Germania. Meno di un secolo dopo, il Belgio ebbe effettivamente questa funzione quando le truppe tedesche iniziarono l’invasione.

Il Belgio deve la sua indipendenza interamente ai calcoli geopolitici delle allora maggiori potenze. Taiwan deve il suo status alle attuali maggiori potenze che avanzano pretese contrastanti: sovrana o parte della Cina.

In generale, gli Stati nazionali non riconoscono la sovranità per magnanimità ma perché serve al loro scopo.

Da dove vengono le possibilità di sovranità sulla blockchain?

Tatticamente, ci sono due strade aperte: corteggiamento o rivoluzione.

Un modo per mirare allo status sovrano della tua catena è corteggiarla. Conosciamo gruppi di lavoro presso le Nazioni Unite, sacche della Commissione europea e altri governi e organizzazioni governative che sono piuttosto affascinati dall’idea di sovranità virtuale.

Tuttavia, corteggiarli è un processo faticoso e prolungato. Realisticamente solo quando una catena virtuale acquisisse una reale utilità politica per uno Stato-nazione ereditato potrebbe portare al riconoscimento come nuova giurisdizione e questo sembra molto lontano.

Forse dovremmo avere maggiori speranze che gli Stati nazione estendano la loro sovranità per includere i regni digitali. Abu Dhabi presta la sua sovranità all’Abu Dhabi Global Market che concede poteri giurisdizionali alle società ivi incorporate. Anche l’e-Residency dell’Estonia è incoraggiante, anche se forse di scarsa utilità pratica.

Indipendentemente da ciò, altri paesi potrebbero trarre insegnamento da questi esperimenti, in particolare le nazioni insulari più piccole senza PIL naturale che potrebbero monetizzare la propria sovranità prestandola a un regno virtuale.

I “token cittadini” potrebbero essere offerti in vendita, con determinati diritti come il domicilio fiscale incorporato. Le aziende potrebbero essere formate on-chain con la scelta automatica dei diritti di residenza allegati.

Arriverà l’ora in cui vedremo il primo paese offrire la Sovranità come servizio?

Qualsiasi richiedente lo status di sovrano rimane tuttavia in balia del riconoscimento dall’alto verso il basso dello Stato nazionale.

Questo è stato anche l’unico punto di fallimento di molti esperimenti di nuovi paesi libertari, la cui ricerca di sovranità alla fine rimane legata alla terra

La rivoluzione in arrivo!

Si può immaginare uno stato decentralizzato che regala diritti di voto a chiunque apra un portafoglio e utilizzi contratti intelligenti che consentono a qualsiasi utente di partecipare alla definizione delle sue regole di base.

I beni comuni digitali sarebbero curati collettivamente e tutti i diritti di proprietà intellettuale sarebbero liberamente concessi in licenza per l’uso da parte di tutti i cittadini.

Entità e società trarrebbero uno status legale riconosciuto dalla blockchain, attirando gli imprenditori lontano dalle giurisdizioni analogiche terrestri talvolta ostili.

Le tasse funzionerebbero più come un dividendo del PIL: un aggiustamento periodico concordato dei portafogli delle persone, per garantire una perequazione del reddito a livello di base.

Un diritto codificato risolverebbe l’enigma della “tirannia della maggioranza” intrinseco ad ogni democrazia: se non puoi rispettare il risultato della maggioranza, puoi ritirarti da un progetto specifico e alla fine lasciare del tutto la polis.

Come ottenere il riconoscimento senza aspettare una legittimazione dall’alto?

La storia mostra che uno status quo esistente può essere sfidato, pacificamente e legittimamente, se una rivoluzione è fondata sulla volontà di milioni di persone.

Il lavoro di Patri Friedman e del “seasteading institute” (https://www.seasteading.org) va proprio nella direzione di forzare il riconoscimento dal basso verso l’alto attraverso la forza dei numeri e la creazione di città galleggianti.

ms satoshi

La MS Satoshi metterà all’asta le cabine per coloro che sono interessati a possedere una residenza permanente a bordo o semplicemente una casa vacanze. L’asta inizia dal 5 al 28 novembre e comprende 200 cabine. Le cabine hanno un prezzo indicativo tra $ 25.000 e $ 50.000. La nave sarà pronta per l’imbarco dei residenti entro l’inizio del 2021.

La nave sarà ancorata a 30 minuti di traghetto da Panama City nel Golfo di Panama. A bordo offrirà servizi medici ed educativi di alto livello e diventerà un incubatore di innovazione e imprenditorialità per nomadi digitali, appassionati di criptovaluta, espatriati, ricercatori e imprenditori.

Quando Elon Musk ha presentato il Cybertruck di Tesla in molti hanno storto il naso chiedendosi a cosa sarebbero serviti vetri anti proiettile e portiere blindate su un veicolo destinato al mondo retail, salvo poi ricredersi di fronte alle immagini delle sommosse e dei disordini scoppiati in molte città statunitensi.

È forse venuto il momento di cominciare a considerare sempre meno bizzarri progetti del genere? Può una vita off-shore essere la soluzione alla progressiva limitazione delle libertà personale messa in atto da quasi tutti gli stati occidentali durante il big lockdown?

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