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I nuovi lavori del Web 3.0 e della blockchain | Theledger

I nuovi lavori del Web 3.0 e della blockchain

Il Web 3.0 e la blockchain nel mondo del lavoro. Le aziende vengono sempre di più influenzati da questi strumenti, che hanno dato vita a nuove figure professionali.

Web 3.0
Tempo di lettura: 11 minuti
  • Una breve introduzione al Web 3.0
  • La sua influenza sulle aziende e il mondo lavorativo
  • Nuove figure professionali e trasformazione dei profili tradizionali

 

Sicuramente avete sentito parlare di Internet of Things, Web 3.0 e, ovviamente blockchain e lavori correlati ad essi. Il mondo del web, infatti, è in costante evoluzione, e il mondo del lavoro si evolve di pari passo, dando vita a nuove figure professionali che stanno rivoluzionando il modo di vedere le cose anche dal punto di vista aziendale.

In questo articolo vedremo insieme come l’evolversi del web e di tecnologie come la blockchain abbia spinto le aziende ad utilizzare sistemi decentralizzati, facendo nascere nuove professioni che fino a qualche tempo fa erano impensabili

Cosa è il Web 3.0?

Prima di vedere quali sono le nuove professioni correlate al Web 3.0, è opportuno fare una breve introduzione ad esso, in modo da capirne le potenzialità e i vantaggi offerti.

Innanzitutto, è importante sottolineare come il web e l’Internet stesso si siano evoluti nel tempo, passando da sistemi statici a sistemi dinamici e intelligenti, in grado di offrire agli utenti esperienze sempre più personalizzate e interattive. Nel tempo, infatti, si è passati dal Web 1.0, ovvero una rete con semplici informazioni scritte in linguaggio HTML, al Web 2.0, un sistema molto più evoluto in cui l’enfasi è stata concentrata non solo sui contenuti creati dai vari utenti, ma anche sulla partecipazione di interi gruppi, oggi conosciuti con il nome di community.

Si è poi arrivati alla nascita del Web 3.0 vero e proprio, in cui si mira alla decentralizzazione totale dei sistemi tramite l’implementazione di nuove tecnologie come quella della blockchain che, ad oggi, sta compiendo passi da gigante. L’intento, in linea di massima, è quello di creare sistemi open-source che si gestiscono da soli, evitando di fare affidamento su servizi terzi come le compagnie telefoniche e di rete, che possono avere accesso a dati sensibili degli utenti.

web 3.0

In questo modo, si riduce il rischio di attacchi DoS (Denial-of-Service), e si migliora l’accuratezza delle informazioni fornite. Inoltre, l’esperienza di navigazione è sicuramente più efficiente, e sia le pubblicità che le campagne marketing, insieme al supporto per il cliente, sono decisamente più efficaci. Ciò è possibile grazie alle tecnologie sfruttate dalla blockchain, dall’IoT (Internet of Things) e da strumenti come le AI e il machine learning che, se utilizzati tutti insieme, danno vita a quello che conosciamo come Web 3.0.

Ovviamente, tutto ciò è ancora in fase di sviluppo, anche si assiste continuamente a nuove implementazioni. A proposito del Web 3.0 e dei sistemi DEX, potrete trovare un ulteriore approfondimento qui.

Come il Web 3.0 influenza le aziende

Da un punto di vista prettamente aziendale il Web 3.0 sta avendo una grossa influenza, in quanto si contribuisce a proteggere i dati dell’utente, potendosi muovere al contempo verso modelli di business meno saturi rispetto a quelli offerti dal Web 2.0.

Web 3.0 e blockchain, infatti, vengono particolarmente presi in considerazione da start-up che vogliono differenziarsi dal resto della massa, dando vita ad applicazioni e piattaforme del tutto innovative. Inoltre, le start-up possono optare per vari modelli di business che fino a qualche tempo fa non erano neanche pensabili.

I modelli di business applicabili

Sia le DAO (Decentralised Autonomous Organization) che le aziende classiche possono ormai utilizzare diversi modelli di business sfruttando le potenzialità del Web 3.0, organizzando il lavoro non più come avveniva in una tradizionale società centralizzata, ma come in una vera e propria community in cui sono i partecipanti stessi a stabilire le sorti dell’azienda. Proviamo a vedere insieme due dei modelli di business più diffusi che sfruttano le basi del Web 3.0 e della blockchain:

Condivisione dei ricavi

Questo modello di business viene attuato in modo che le piattaforme possano sviluppare aggiornamenti volti a migliorare l’esperienza dell’utente. La condivisione dei ricavi può avvenire in due modi:

  • Percentuali delle commissioni: maggiormente usato dagli exchange, questo modello di business consente di prendere una piccola percentuale di ogni transazione. In questo caso, il venditore paga una fee in quanto beneficiario di un determinato servizio. Alcuni exchange come Binance, inoltre, consentono di ricevere indietro parte delle fee pagate semplicemente invitando nuovi utenti ad utilizzare la piattaforma. In questo modo si incentiva anche la sponsorizzazione dell’azienda stessa.
  • Divisione dei guadagni: nel caso della divisione dei guadagni, tutti gli utenti condividono una piccola parte dei profitti ottenuti dalla piattaforma. Così facendo, non solo l’azienda viene vista meglio dagli utilizzatori, ma si permette loro di avere delle entrate extra sfruttando strumenti che userebbero comunque nella vita quotidiana.

ICO e modelli di finanziamento

Per ICO si intende il processo di vendita immediata di token nativi del progetto, mirato ad una raccolta rapida dei fondi, che verranno acquistati soltanto dagli utenti veramente interessati alla società. Molto simile a questo processo, è quello del finanziamento continuo.

Quest’ultimo, però, prevede la raccolta dei fondi nel tempo, e non nell’immediato. Inoltre, il finanziamento continuo può dividersi in due ulteriori modelli di business del Web 3.0: il Curved Bonding e le Continuous Organizations.

blockchain

Col primo, gli early adopters, ovvero coloro che acquistano un determinato token nel momento in cui esce sul mercato, riceveranno un ammontare maggiore di monete. Queste, nel tempo, saliranno di prezzo e, di conseguenza, genereranno maggiori introiti nelle tasche degli utenti che hanno investito per primi. Per fare un esempio banale, provate a pensare a tutti coloro che hanno acquistato i Bitcoin nel 2010.

Una Continuous Organization, invece, è quella che stabilisce un Trust decentralizzato, detto anche DAT. Questo, non è altro che uno smart-contract che, in maniera totalmente autonoma, stabilirà quanti token bruciare, quanti token coniare, e quanti token distribuire agli utenti. Inoltre, il trust riceverà i fondi dalle varie organizzazioni, aumentando di valore.

Come si traduce tutto ciò nel mondo del lavoro?

A prescindere dal modello di business assunto da un’azienda, l’avvento del Web 3.0, della blockchain e di tecnologie come l’AI e il Machine Learning ha portato alla nascita di nuove figure professionali che sono sempre più ricercate. Inoltre, i lavori tradizionali si vanno modificando sempre di più, dando vita a profili più specifici e specializzati.

Infatti, se prima una società aveva bisogno di un consulente legale, di un ingegnere, di uno sviluppatore o di un UX designer, le figure professionali più ricercate oggi sono quelle del Blockchain Legal Consultant, Blockchain Quality Engineer, Blockchain Developer e Blockchain UX Designer. Inoltre, si è assistito alla nascita di profili come il Blockchain Security Analyst, il Miner e il Market Maker.

Proviamo a vederli insieme uno per uno, in modo da avere un quadro ben chiaro di ciò che oggi rappresenta il mondo del lavoro del Web 3.0.

Blockchain Legal Consultant

Ogni azienda ha bisogno di una persona che sistemi ogni questione legale e burocratica che può essere legata all’utilizzo di un token nativo o di una rete blockchain. In questo senso, il profilo del Blockchain Legal Consultant è quello di una persona in grado di gestire le finanze della società, mostrando quali potrebbero essere le conseguenze relative ad una determinata decisione.

Inoltre, è opportuno avere nozioni specifiche di diritto internazionale, poiché una tecnologia come quella della blockchain abbraccia il mondo intero, e non un solo stato o una sola nazione. Questo, ovviamente, implica un’ottima conoscenza di più lingue.

Blockchain Quality Engineer

Allo stesso modo di un ingegnere tradizionale, il Blockchain Quality Engineer è colui che assicura la qualità e il corretto funzionamento dei sistemi, soprattutto nel momento in cui si sviluppa un determinato tipo di rete. Un ingegnere blockchain, infatti, esegue test continui che devono essere accompagnati da un occhio molto attento ai dettagli.

Un minimo errore potrebbe tramutarsi in un malfunzionamento dell’intero sistema, o in una falla relativa alla sicurezza della rete che, nel peggiore dei casi, potrebbe tramutarsi in un attacco hacker.

Blockchain Developer

La differenza sostanziale tra un Software Developer e un Blockchain Developer sta nel fatto che il primo lavora con software tradizionali come, ad esempio, un sistema operativo, mentre il secondo si occupa dello sviluppo di reti blockchain che, al giorno d’oggi, sono molto gettonate dalle start-up.

Chi si avventura in questo settore, è spesso un individuo in grado di lavorare con linguaggi C++, Python e Javascript, ovvero quelli più diffusi all’interno della blockchain. Questa professione, soprattutto negli ultimi tempi, è molto richiesta dalla maggior parte delle società che vogliono sfruttare sistemi decentralizzati.

Blockchain UX Designer

Se la professione dell’UX Designer può già essere definita come un “lavoro moderno”, quella del Blockchain UX Designer è forse una delle più innovative del momento. In poche parole, un UX Designer è colui che si occupa di rendere l’interfaccia di una determinata piattaforma o sito web molto più intuitiva, portando l’esperienza lato utente ad un livello totalmente superiore. Alla stessa maniera, il Blockchain UX Designer è in grado di rendere l’utilizzo di una blockchain molto più semplice.

Se volessimo provare a fare un esempio pratico, l’interfaccia di un exchange come Coinbase è stata in grado di attirare milioni di utenti in tutto il mondo ad utilizzare un sistema che, fino a pochi anni fa, era sconosciuto alla maggior parte degli utenti.

Blockchain Security Analyst

È risaputo che la blockchain sia uno strumento sicuro e quasi inattaccabile, ma allo stesso tempo ogni azienda ha bisogno di qualcuno che si accerti del corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza, in quanto un eventuale attacco potrebbe portare ingenti danni alla società.

A tal proposito, nasce la figura del Blockchain Security Analyst, il cui compito è quello di proteggere la rete da minacce e fermare immediatamente accessi da parte di soggetti non autorizzati.

Miner

Il Miner, come suggerisce il nome, sarebbe colui che, sfruttando la potenza di calcolo di computer e software particolari, è in grado di generare criptovalute da zero. Ciò avviene tramite il processo di mining che, oltre a ‘’premiare’’ coloro che offrono potenza di calcolo, favorisce a migliorare la sicurezza dell’intera blockchain, confermando nuovi blocchi e verificando le varie transazioni.

Fare mining è un’attività che può essere svolta in chiave privata. Tuttavia, sono nate numerose società, chiamate anche mining farm, che mettono a disposizione centinaia, se non migliaia di computer molto potenti, offrendo agli utenti la possibilità di fare mining senza avere in casa nessun dispositivo fisico. In questo modo, l’utente medio può iniziare a generare le sue criptovalute, e la società guadagna dalle commissioni che gli utenti pagano per usufruire del servizio.

Market Maker

La figura del Market Maker è costituita generalmente da un ente di una determinata importanza, e non da un utente qualunque. Nella maggior parte dei casi, si tratta di banche o società molto potenti dal punto di vista economico, in grado di offrire liquidità al mercato.

Il Market Maker, infatti, viene chiamato anche Liquidity Provider (LP), in quanto dispone di uno o più asset che userà per fare trading. Avendo a disposizione enormi capitali, il Market Maker è grossomodo colui che stabilisce i prezzi di mercato di un determinato asset.

La peculiarità di questa figura è che, anche se vengono effettuate delle operazioni molto piccole dal punto di vista percentuale (ad esempio un movimento in positivo dello 0,5%), i suoi introiti possono essere molto importanti. Andando in positivo dello 0,5% con un movimento di 1.000.000$, infatti, il guadagno sarebbe di 5.000$.

Per questo motivo, in periodi di altissima volatilità, il Market Maker deve garantire una certa stabilità, in quanto il suo guadagno effettivo deriva dallo spread, ovvero la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.

 

Se volete dare un’occhiata ad opportunità lavorative per quanto riguarda il settore blockchain e Web 3.0 all’estero o da remoto, provate a vedere qui.

Conclusioni

Abbiamo visto insieme come il Web 3.0 abbia influenzato non solo il modo di vedere l’Internet, ma anche l’intero mondo del lavoro.

Inoltre, l’avvento delle nuove tecnologie ha dato vita a nuovi modelli di business che hanno visto crescere un forte interesse da parte delle società e delle start-up.

Ovviamente, tutto ciò che concerne il Web 3.0 è ancora in fase di sviluppo, come anche le tecnologie che riguardano la blockchain.

Tuttavia, tenerci aggiornati su questi argomenti non può far altro che aiutarci ad avere una visione più chiara di tutte le evoluzioni tecnologiche odierne, senza rischiare di rimanere indietro.

 

Approfondimenti

Bibliografia

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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