Gli Ethereum Killers si suicidano

Nei giorni scorsi la Iota Foundation ha deciso di chiudere il suo nodo “Coordinator” a seguito di un attacco hacker alla sua blockchain. Avete capito bene? Fino a ieri vi hanno detto che la blockchain è: immutabile (per sempre come i diamanti); sicura (più di Fort Knox); certa (più della morte); Perchè? Perchè una blockchain non […]

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Nei giorni scorsi la Iota Foundation ha deciso di chiudere il suo nodo “Coordinator” a seguito di un attacco hacker alla sua blockchain.

Avete capito bene?

Fino a ieri vi hanno detto che la blockchain è:

  1. immutabile (per sempre come i diamanti);
  2. sicura (più di Fort Knox);
  3. certa (più della morte);

Perchè? Perchè una blockchain non ha autorità centrali che possano alterare o intromettersi con il funzionamento dei nodi “peer 2 peer” e proprio per questo differisce da qualsiasi database centralizzato di tipo tradizionale (che assume le 3 caratteristiche sopra elencate, ma esattamente al contrario).

Nel corso del 2017 sono nati diversi autoproclamatasi “Ethereum Killers” che hanno raccolto centinaia di milioni di dollari (primi tra tutti Eos – 4 miliardi ) – attraverso le ICO su Ethereum (sembra una barzelletta vero?). Tutti avevano tra i punti delle Value Propositions di diventare la piattaforma vincente per la progettazione e l’esecuzione degli Smart Contracts. 

Uno dei progetti tra più agguerriti è stato IOTA, ma si è dimostrato non reggere la competizione di Ethereum (Crash!)

Come mai gli “Ethereum Killers” non sono riusciti nella loro principale missione? Ovvero quella di “uccidere” Ethereum e quindi di rendere quest’ultimo come una piattaforma secondaria/poco usata?

Due sono i motivi principali:

  1. Presunti vantaggi (“si ma Ethereum non ha il Pos”! Molte di queste piattaforme hanno concentrato i loro attacchi facendosi forza che le rispettive coins avessero già un Pos funzionante → Cosmos, Tezos ecc. Tutte hanno adottato dei modelli vetusti “vedi dpos” o non sufficientemente testati. Ethereum invece ha un approccio diverso  e ha nel corso degli ultimi anni affidato molto dei suoi sforzi alla ricerca. Ciò darà i suoi frutti a partire del 2020. Della serie meglio partire più tardi degli altri, ma in maniera seria e sostenibile)
  2. Focus principale nel marketing (Piattaforme come Tron ed Eos – cito i casi più emblematici –  hanno investito gran parte dei loro proventi costruendo enormi campagne di marketing – e anti-marketing contro Ethereum –  deviando i capitali raccolti nel tentare di gettare fango verso i competitors)

 

Dove differisce Ethereum? 

Comunità (Etheruem vince nei numeri avendo una comunità di entusiasti sparsa in tutto il mondo, un network di sviluppatori impressionante e società Ethereum based come Consensys che tra le altre cose stringono accordi con le industrie sia tradizionali che non)

Basta questo per far diventare Ethereum uno standard?

Probabilmente si! Ethereum ha saputo nel corso degli anni mantenere saldi due aspetti fondamentali. Da un lato una forte propensione nello sviluppo “serio” di nuovi protocolli e dall’altro rimanere connesso con le industrie “tradizionali” anche attraverso l’ecosistema dei players “Ethereum-based” (vedi Consensys tra tutti).

Il marketing “anti” e vantaggi inesistenti non fermeranno l’avanzata di Ethereum e soprattutto sarà un’arma che si rivolgerà contro a chi la brandisce. Per questo possiamo sostenere che gli “Ethereum killers” si stanno suicidando.

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