Fee Ethereum e Fee Bitcoin: analogie e differenze

Eseguire delle operazioni con le criptovalute richiede il pagamento di una commissione, conosciuta anche come fee. In questo articolo scopriremo insieme la differenza fra fee Ethereum e fee Bitcoin, in modo da avere in quadro generale della situazione.

fee bitcoin
Tempo di lettura: 8 minuti
  • Comprensione del meccanismo delle fee
  • Spiegazione del funzionamento delle fee Bitcoin
  • Meccanismo delle fee Ethereum e di ETH 2.0

Se siete soliti utilizzare criptovalute come Ethereum, saprete sicuramente che il costo delle commissioni per ogni transazione è recentemente salito alle stelle. Ma vi siete mai chiesti, esattamente, il motivo per cui il costo da pagare sia così alto rispetto a quello di Bitcoin? E, soprattutto, vi siete mai quali sono le differenze tra fee Ethereum e fee Bitcoin? Beh, in questo articolo lo scopriremo insieme!

Fee e commissioni: le basi

Prima di vedere nel dettaglio il funzionamento delle fee delle due criptovalute più conosciute al mondo, è bene fare una piccola introduzione su cosa siano le commissioni e perché devono essere pagate obbligatoriamente.

Se volessimo porla in termini semplici, possiamo paragonare le commissioni per le criptovalute a quelle che vanno sostenute nel momento in cui viene effettuato un bonifico bancario. Se, ad esempio, volete inviare 100€ ad un vostro amico, potreste dover pagare 1€ o 2€ in base al circuito di pagamento che utilizzate.

Allo stesso modo, nel momento in cui inviate, convertite, o vendete delle criptovalute, dovrete sostenere dei costi che aiutano a confermare le transazioni all’interno della blockchain. Queste commissioni, in termini tecnici, vengono definite fee, e il loro funzionamento varia in base al tipo di asset che si sta utilizzando.

In particolar modo, un metodo rapido per capire in che modo possono funzionare le commissioni è quello di illustrare la differenza tra le fee Ethereum e le fee BTC. Una volta compreso il funzionamento, avrete un quadro molto più chiaro di come lavorano le criptovalute.

Fee Bitcoin: come funzionano?

Per capire come funzionano le fee Bitcoin è importante comprendere la figura del miner. Il miner è colui che, offrendo potenza di calcolo, aiuta la blockchain a confermare dei nuovi blocchi, ai quali vengono aggiunte le transazioni. Nel momento in cui viene confermato un blocco, il miner riceve una ricompensa, a cui vengono aggiunte anche le fee pagate da coloro che hanno usufruito della rete per effettuare transazioni.

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Quindi, se vi state chiedendo dove vanno a finire le fee, parte di esse va a finire ai miners che, tra l’altro, possono decidere di prendere in considerazione una transazione piuttosto che un’altra a seconda della quantità di commissioni che verranno pagate. Le fee Bitcoin, infatti, possono variare non solo in base alla grandezza della transazione, ma anche in base a ciò a cui il miner dà la priorità.

Non a caso, il sistema delle fee Bitcoin viene definito come un sistema ad aste. Dato che ogni blocco può contenere una determinata quantità di transazioni, il miner prediligerà le transazioni con le commissioni più alte, che verranno aggiunte alla blockchain prima rispetto a quelle con le commissioni più basse. Se, ad esempio, c’è un elevato traffico all’interno della rete, le fee saranno sicuramente molto più elevate.

Perché la transazione non viene elaborata?

Potrebbero capitare situazioni in cui la transazione non viene elaborata e, anche dopo qualche giorno, i Bitcoin non arrivano a destinazione. Questo può succedere spesso, soprattutto se la rete è intasata. Tuttavia, uno dei motivi principali per cui una transazione non va a buon fine è il costo delle fee Bitcoin, che potrebbe essere troppo basso. Proviamo a spiegarlo meglio.

Se, ad esempio, il costo medio delle fee Bitcoin in un momento di traffico è di 100 satoshi per byte e voi ne state pagando soltanto 20, la vostra transazione verrà confermata in ritardo rispetto alle altre. Inoltre, se il prezzo delle fee non dovesse più scendere sotto i 100 satoshi per byte, la transazione potrebbe rischiare di finire nella mempool, ovvero una sorta di memoria per tutte le transazioni che non vengono confermate.

È possibile fare una stima delle fee Bitcoin da pagare?

Per capire approssimativamente quanto sono alte le fee Bitcoin in questo momento, è possibile utilizzare questo tool, in cui viene mostrato il costo in satoshi per byte. È da sottolineare come, in una transazione di 100 byte ad esempio, dovrete moltiplicare il numero di byte per i satoshi/byte. Quindi, una transazione da 100 byte con delle fee di 100 satoshi/byte verrebbe a costare 0,00010000 BTC.

Fee Ethereum: come funzionano?

Allo stesso modo delle fee Bitcoin, le fee Ethereum servono a confermare dei nuovi blocchi per validare le transazioni e, alla convalida di ognuna, i miner ricevono delle ricompense, dette anche block rewards. La differenza sostanziale è che, se Bitcoin calcola le commissioni in satoshi/byte, l’unita di misura per le fee Ethereum è il gas.

fee ethereum

Il gas serve a determinare la potenza di calcolo che deve essere utilizzata per eseguire determinate operazioni sulla blockchain di Ethereum, che siano esse transazioni o esecuzioni di smart-contract. A differenza di Bitcoin, le cui fee vengono pagate solamente per eseguire transazioni monetarie, la blockchain Ethereum è in grado di dare delle condizioni, rendendosi utile anche per gli scambi di proprietà.

Nel caso di uno smart-contract, infatti, un venditore può stabilire determinate condizioni che il compratore deve soddisfare prima di confermare una transazione. È proprio questo il motivo per cui la finanza decentralizzata sta riscontrando un enorme successo, in quanto non serve nessun intermediario come, ad esempio, un avvocato o una banca.

Come si determina il costo di un’operazione?

Come detto sopra, il costo delle fee Ethereum viene determinato in base all’ammontare di gas che serve per una determinata operazione. Per una transazione, ad esempio, sono necessari 21.000 gas che, poi, devono essere moltiplicati per il numero di Ether che un miner richiede per ogni gas. Quindi, se un miner imposta un costo di 0.00000005 ether per ogni gas, una transazione costerebbe 0.00000005 x 21.000, ovvero 0.00105 ether. In parole povere, trasferire del denaro, al prezzo attuale, richiederebbe una fee di 1,70€.

A differenza delle fee Bitcoin però, dove il prezzo varia fondamentalmente in base al traffico all’interno della rete, con le fee Ethereum è possibile impostare un gas price e un gas limit. Con gas price, si intende l’ammontare di gas che si è disposti a pagare per effettuare una determinata operazione. Con gas limit, invece, si intende l’ammontare massimo di gas che si è disposti a pagare per un’operazione.

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Inoltre, nel momento in cui si esegue un’operazione, il miner può avere 3 diverse opzioni, soprattutto nel caso di transazioni non ancora confermate. Nel primo caso, può semplicemente decidere di accettare l’operazione così com’è, facendo pagare all’utente l’ammontare di fee Ethereum da lui selezionato.

In secondo luogo, il miner potrebbe decidere di dare indietro parte delle fee all’utente, in quanto la potenza di calcolo necessaria è stata inferiore al gas limit selezionato. Tuttavia, il miner è libero di rifiutare la transazione nel momento in cui l’utente invia un ammontare di gas troppo basso rispetto al costo medio di mercato, proprio come accade per le fee Bitcoin.

In questo ultimo caso, l’utente non riceverà indietro l’intero importo, in quanto una piccola parte verrà trattenuta dal miner per compensare la potenza utilizzata per il processo.

Cosa sono i gwei?

Per semplificare il processo di calcolo delle fee Ethereum, è stata introdotta la figura del gwei, ovvero l’unità infinitesimale di Ether. Un gwei equivale a 0.000000001 Ether, un po’ come i satoshi per i Bitcoin. In questo modo, è possibile capire quanto può costare un’operazione in termini di denaro ancor prima di eseguirla.

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Per farlo, è possibile utilizzare strumenti come Ethereum Gas Station, in cui è viene mostrato il costo medio raccomandato per una transazione, misurato in gwei. Inoltre, sono illustrate le fee Ethereum da pagare per le transazioni veloci, e quelle da pagare per le transazioni standard. Ovviamente, dovrete moltiplicare il numero di gwei per il gas richiesto per un’operazione e, se lo preferite, considerare il valore di mercato della moneta.

E con ETH 2.0?

Con ETH 2.0 la situazione è molto simile, ma ci sono delle piccole differenze. Se nel sistema che abbiamo appena visto il miner può decidere le transazioni a cui dare priorità in base al costo delle fee Ethereum, con ETH 2.0 viene presa in considerazione una fee di base che, a seconda del consumo medio di gas per ogni operazione, può salire o scendere.

Nello specifico, se il consumo medio di gas è superiore ai 10.000.000, il costo delle BASEFEE aumenta. Viceversa, se il consumo medio è inferiore ai 10.000.000, la fee di base scende. In questo modo il sistema riesce ad autoregolamentarsi, evitando che i miner impostino dei prezzi troppo alti che, com’è facile intuire, variano soltanto in base al traffico all’interno della rete.

 

Conclusioni

Capire il funzionamento delle fee Bitcoin e delle fee Ethereum può essere molto complicato, soprattutto per chi non conosce determinati termini tecnici.

Tuttavia, una volta compreso il meccanismo, è possibile riuscire a fare una stima delle commissioni da pagare prima ancora di effettuare una determinata operazione.

Ovviamente, questo non avviene nel caso degli exchange, in quanto ognuno di essi prevede delle commissioni diverse.

Ad ogni modo, tenersi aggiornati non può far altro che giovare alla propria mente e al proprio portafoglio, soprattutto durante periodi di traffico molto elevato come questo.

 

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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