Cosa è una DAO: la guida definitiva

L’acronimo DAO indica le cosiddette Decentralized Autonomous Organization Parliamo di organizzazioni decentralizzate che, tramite l’automazione offerta dagli smart-contracts e i sistemi di governance consentono di operare senza intermediari Ciò aumenta la decentralizzazione, minimizzando errori, corruzione e ottimizzando i processi decisionali Avete mai sentito parlare delle DAO? Forse le avete conosciute col nome di Decentralized Autonomous […]

DAO cosa è una DAO
Tempo di lettura: 7 minuti
  • L’acronimo DAO indica le cosiddette Decentralized Autonomous Organization
  • Parliamo di organizzazioni decentralizzate che, tramite l’automazione offerta dagli smart-contracts e i sistemi di governance consentono di operare senza intermediari
  • Ciò aumenta la decentralizzazione, minimizzando errori, corruzione e ottimizzando i processi decisionali

Avete mai sentito parlare delle DAO? Forse le avete conosciute col nome di Decentralized Autonomous Organization? Beh, non importa il modo in cui le chiamate. Ciò che conta è aver capito appieno il concetto di un tipo di organizzazione che, almeno per il momento, rappresenta il futuro, soprattutto nel mondo blockchain e DeFi.

Le DAO, infatti, catturano sempre più l’attenzione di utenti, sviluppatori e investitori che vogliono mantenere alta la decentralizzazione, sfruttando l’automazione ai massimi livelli. Vediamo, quindi, come funzionano queste strutture.

Cosa è una DAO?

Per farla semplice, le DAO non sono altro che organizzazioni blockchain che, piuttosto che essere gestite da uno o qualche “capo, vengono gestite da tutti i membri della community. Ciò, quindi, consente di mantenere alto il livello di decentralizzazione, dando potere anche al singolo utente.

Secondo Mark Cuban, una DAO può essere intesa come una combinazione tra capitalismo e progressismo, proprio perché si tratta di organizzazioni di fondi con capitale a rischio. Tuttavia, ciò che fa la differenza è che queste organizzazioni sono basate su codici completamente open-source, senza alcun intermediario.

Difatti, tutte le operazioni, gli scambi, gli accordi e quant’altro, avvengono tramite smart-contracts, ovvero contratti intelligenti che mettono in contatto diretto due o più parti, immutabili e immodificabili. Inoltre, ogni membro della comunità può votare per una o più proposte.

Questo diritto di voto, o di governance, è molto importante all’interno delle DAO: in pochi click, si possono appunto decidere le sorti di un protocollo. Per esempio, molte di queste organizzazioni fanno proposte come “bloccare i fondi per X mesi in una pool di liquidità in cambio di interesse, o interesse composto”, soprattutto agli inizi del progetto.

Tali operazioni consentono di ottenere più credibilità, e spingono gli investitori fedeli a credere nel progetto. D’altronde, sia le regole del protocollo che le operazioni sono totalmente trasparenti, grazie alla blockchain che ne fa da “base”.

Anche Bitcoin potrebbe essere definito come una DAO, dato che le sue regole sono programmate e vengono eseguite in totale autonomia, grazie al consenso dei miners. Quindi, per ricapitolare, possiamo dire che:

Le DAO si basano su un set di regole, un token e dei diritti di voto sulle sorti del protocollo. Il tutto tramite una struttura e un progetto chiaro, trasparente e accessibile a tutti i partecipanti.

Le differenze con una società tradizionale

Se volessimo evidenziare le differenze tra una DAO e una società tradizionale, potremmo riassumere tutto in una tabella. Nel nostro caso, prendiamo come esempio la tabella offerta dall’utente reddit Jxntb733, che ha riassunto tutto in modo molto chiaro.

DAO cosa è una DAO
Fonte: Jxntb733

Come potete vedere, una compagnia classica prevede una gerarchia, mentre in una DAO si è tutti sullo stesso livello. Ancora, le sorti della società vengono di solito scelte da un singolo o una ristretta cerchia di persone, mentre qui è l’intera comunità a votare per ogni singolo cambiamento.

In sostanza, chi è più attivo e segue costantemente il progetto, avrà un maggiore potere decisionale, anche se un singolo qualsiasi potrebbe cambiare le sorti del protocollo con un semplice voto.

Inoltre, le compagnie tradizionali sono spesso soggette a corruzione, manipolazione, attività illecite e soprusi, mentre in un sistema decentralizzato e automatizzato sbagliare o essere corrotti è praticamente impossibile. Tra l’altro, ogni cosa è trasparente e disponibile.

L’unico rischio delle DAO, come è già accaduto in passato, è l’hackeraggio che, sempre a causa della corruzione dell’uomo, può rovinare community sane e funzionanti.

Ma come si crea una DAO?

Molto probabilmente vi starete chiedendo come creare una DAO e come renderla funzionante, sicura e trasparente. Come prima cosa, dovreste saper creare uno smart-contract che, quando eseguito, impone delle regole immodificabili, se non tramite il sistema di governance.

Quest’ultimo deve essere settato in modo che possa consentire, appunto, la modifica del protocollo. Per finanziare il tutto, solitamente vengono lanciate delle private sale o delle vendite di token pubbliche, previa ovviamente una buona fase di marketing.

D’altronde, se nessuno conosce il nostro progetto e le previsioni future, è molto difficile che ci seguano. Ecco perché bisognerebbe, prima ancora di creare il contratto, avere le idee abbastanza chiare su come ci si vuole muovere nel mercato.

Spesso, infatti, hanno un maggiore successo quei progetti che sanno catturare l’attenzione, anche se con qualche pecca, piuttosto che dei progetti perfetti ma senza una buona strategia di marketing che ispiri fiducia.

Inoltre, i token iniziali vengono spesso dati con diritto di voto: chi non ha token, fondamentalmente, non potrà partecipare ai processi di governance. Una volta creato il tutto, lo smart-contract va immesso nella blockchain, nella speranza di essere notati dai più grandi marketplace ed exchange.

E per entrare in una DAO? Come si fa?

Diciamo che il termine “entrare può essere bypassato, in quanto basta avere dei token nativi del protocollo per poter avere gli stessi diritti degli altri. Alcune DAO, talvolta, creano i cosiddetti tier, ovvero dei livelli che stabiliscono il “potere decisionale di ogni singolo utente in base al numero di token in possesso.

Alcune, invece, offrono più ricompense in base al numero di token, mentre altre offrono accesso a determinate funzionalità interne del protocollo, anche se non sempre è così.

Il vantaggio? Molto “semplice”. Essendo organizzazioni native di internet, con codici open-source visionabili da tutti, si può riporre molta più fiducia su una DAO che su un’azienda tradizionale. Tra l’altro, trattandosi di progetti gestiti interamente dalle community, il senso di appartenenza è molto maggiore rispetto, per esempio, ad una banca in cui non si fa altro che depositare i propri fondi.

Ancora, le DAO possono anche essere non-profit, volte alla beneficienza, o addirittura create come marketplace per NFT o per finanziare altri progetti. Ci sono tantissime organizzazioni di questo tipo, e ne nascono altrettante ogni giorno.

Gli aspetti negativi, però, ci sono lo stesso, e ve li elencheremo di seguito.

Aspetti negativi delle organizzazioni decentralizzate

Come in ogni organizzazione, anche quelle decentralizzate possono avere aspetti negativi. Essendo tecnologie nuove, d’altronde, si devono ancora testare nel lungo termine, dato che attirano sempre critiche sulla legalità del sistema e sulla loro sicurezza.

Difatti, non esiste nessun quadro giuridico che regola queste strutture, né tantomeno una legge che le vieta o le approva. The DAO, per esempio, è stata lanciata nel 2016 raccogliendo 150,000,000$ in ETH, ricevendo subito dopo un attacco hacker che ha prosciugato ben 60 milioni, ovvero quasi la metà dei fondi raccolti.

Considerate che, in quel momento, il 14% della supply di Ethereum era investito su The DAO, momento in cui ETH valeva circa 10-20$ per token. Da qui, poi, Ethereum ha visto nascere un fork, dividendosi in ETH e ETC (Ethereum Classic).

Questo per farvi capire che, per quanto possa essere perfetta una organizzazione decentralizzata, una piccola falla nel sistema potrebbe essere cruciale. Se, poi, aggiungiamo le leggi della SEC sulla blockchain e sulla decentralizzazione, far diventare le DAO mainstream risulta molto difficile, nonostante il loro potenziale.

Tra i maggiori esempi di organizzazioni autonome e decentralizzate, troviamo:

  • Aragon
  • DAOstack
  • DASH
  • Jelurida
  • DAOhaus
  • Opolis
  • MakerDAO (MKR)

Conclusioni

Dopo questo piccolo approfondimento sulle DAO, avete sicuramente compreso il potenziale di queste organizzazioni, nonostante molti abbiano ancora dubbi sulla loro legalità.

Il consiglio, in questi casi, è sempre di studiare un determinato protocollo in anticipo, cercando di scovare qualche aspetto che possa farci cambiare idea o meno.

Quindi, come al solito, tenersi aggiornati può solamente aiutare.

 

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Laureato in lingue per la comunicazione interculturale e d'impresa, mi sono avvicinato da circa 6 mesi al mondo delle criptovalute, e me ne sono praticamente innamorato. Nella vita faccio il content writer come freelance, ma mi piace tenermi aggiornato sulle notizie relative al mercato della blockchain e faccio qualche micro-investimento. In più, sfrutto la potenzialità di alcune piattaforme di mining, faucet e wallet virtuali.
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