Come l’ecosistema Ethereum sta prendendo forma

Le fasi di Ethereum Qui la complessità è di casa Lo stato dell’arte degli Smart Contract Ethereum fase 0 – 2014-2016 Come sappiamo Ethereum nasce da un’idea di Vitalik Buterin ed ha lo scopo di creare la migliore piattaforma per Smart Contracts. Fino all’inizio del 2014 questi tipi di applicazioni erano impossibile da realizzare in […]

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  • Le fasi di Ethereum
  • Qui la complessità è di casa
  • Lo stato dell’arte degli Smart Contract

Ethereum fase 0 – 2014-2016

Come sappiamo Ethereum nasce da un’idea di Vitalik Buterin ed ha lo scopo di creare la migliore piattaforma per Smart Contracts. Fino all’inizio del 2014 questi tipi di applicazioni erano impossibile da realizzare in quanto la piattaforma più evoluta del tempo era Bitcoin. Quest’ultima, come noto, è una blockchain che non può eseguire automaticamente degli smart contract, a causa delle sue limitazioni tecniche tra cui la mancanza di una macchina virtuale. Nei due anni successivi al lancio di Ethereum, vengono sviluppati principalmente dei prodotti “basici” tra cui app/siti per l’acquisto-vendita del token Eth.

Al contempo iniziano ad concretizzarsi primi tentativi di Smart Contracts più complessi tra cui il famoso The Dao. Grazie al fallimento a causa di un attacco hacker, i programmatori, nel corso di tutti gli anni successivi, sono stati costretti a focalizzarsi sulla sicurezza “formal verification” delle Dapp, aumentando da quel momento in poi il focus sulla sicurezza di tutti gli Smart Contracts.

Ethereum fase 1.x – 2017-2019

Abbiamo l’esplosione delle Ico di Ethereum – un meccanismo di raccolta capitali – che porta ad un enorme apprezzamento di Ethereum in termini macroeconomici. Nel corso di pochi mesi centinaia di Startup si affacciano in questo settore, riuscendo a raccogliere enormi capitali in poco tempo. L’enorme successo del fenomeno è anche dovuta ad una mancanza di normativa, che ha facilitato – portando con se anche numerosi problemi – il fenomeno. Il problema principale delle Ico è consistito nel fatto che spesso, queste erano una “scusa” per raccogliere denaro in fretta senza un reale progetto sottostante. Infatti abbiamo riscontrato l’esplosione di White Paper – ovvero documenti programmatici del progetto presentato- sovente copia/incolla tra di loro e privi di reali contenuti interessanti.

Ciononostante alcune aziende, che hanno raccolto capitale in questo modo, sono ancora presenti nell’ecosistema blockchain, come ad es. di Maker Dao. La lezione delle Ico è stata molto importante in quanto, mostrando al mondo le potenzialità della raccolta di capitali in maniera libera per mezzo di Ethereum, ha iniziato a “minare” la filosofia-architettura economica di tipo. Si sono quindi poste le basi per la nuova fase, enormemente diversa da quella precedente, in cui Ethereum non sarà più un meccanismo a “porta girevole” – favorendo pump & dump del token – ma un ecosistema che attrarrà capitali in maniera stabile nel tempo.

Ethereum fase 2 – 2020-?

Pur trovando le sue origini nel 2019, la DeFi è la “madre di tutte le Ico”. Sebbene abbia degli aspetti simili alle Initial Coin Offering viste nel 2017, la Finanza Decentralizzata ha, nella maggior parte dei casi, una natura completamente differente. I due punti principali e diversi dalle Ico sono, la non centralità formale del White Paper e il cambio di parametro relativo alla raccolta iniziale dei capitali. Se nel 2017 un “team X” proponeva un progetto qualsiasi, l’investitore era tentato nel comprare il token perché si aspettava un ritorno – in percentuali molto maggiori – a breve distanza temporale. Ci trovavamo negli anni passati, in una fase talmente rialzista del mercato che la stragrande maggioranza dei token arrivavano a quotazioni altissime solo per via di un team solo sulla carta promettente e su White Paper “fantasiosi”.

Il superamento di questa fase è stato principalmente dovuto a due fattori: il primo consiste nel miglioramento tecnologico della piattaforma Ethereum che ha aperto ai cambi decentralizzati sempre più performanti, il secondo nel cambio di prospettiva riguardo a White Paper e alla necessità di emettere un token, prima della quotazione tecnica dello stesso (sugli exchange).

Soprattutto negli ultimi tempi con cambi decentralizzati come Uniswap si sta assistendo al così detto fenomeno del “Liquidity Mining” e del “Farming”. Questi due fenomeni – la cui analisi tecnica seguirà nei prossimi approfondimenti – capovolgono la prospettiva a cui eravamo stati abituati nel 2017.

Infatti ora si ha prima lo sviluppo di un progetto – quindi non solo White Paper copia/incolla ! – poi la validazione del mercato e solo se quest’ultimo lo ritiene concretamente “utile” allora avviene l’incremento del prezzo del relativo token. Siamo chiari, non sono spariti i token – utili a definire il funzionamento di una Dapp in tutte le sue fasi – ma è stata incoraggiata la creazione di token utili. Al contempo è stata resa più complessa la manipolazione – più facile attraverso cambi centralizzati ed attuata spesso per mezzo d order books creati ad hoc- e quindi un facile pump & dump dei vari progetti. Ovviamente siamo ben consci che il fenomeno non scomparirà del tutto, ma almeno siamo di fronte ad un cambio di paradigma importante !

Conclusioni

Infine, la DeFi al contrario delle Ico incentiva gli utenti affinché utilizzano per davvero un certo token. In sostanza la DeFi è utile: favorisce il crescere di progetti che consentono una finanza più equa, trasparente e solidale, senza la necessità di strutture centralizzate, ma solo attraverso dei protocolli. Come nel 2017 è sempre Ethereum a dare inizio a fenomeni tecnologici sulla blockchain nuovi ed interessanti, siamo convinti che nel prossimo futuro assisteremo a nuovi presunti “killers” della piattaforma, ma questa volta sarà ancora più dura contrastare la prima e principale piattaforma per la creazione e l’esecuzione degli Smart Contracts, questa volta adulta e con una community forte, matura e con alle spalle un’esperienza unica.

Scritto da
Staff Theledger

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