Catge Coin: possibile scam?

Catge Coin: la nuova memecoin concorrente di Dogecoin. Di cosa si tratta? Cosa c'entra Francesco Facchinetti in tutto ciò? Soprattutto, è affidabile? Scopriamolo insieme...

Tempo di lettura: 11 minuti
  • Nel panorama delle memecoin fa ora la sua apparizione Catge coin;
  • Concorrente di Dogecoin, questa volta abbiamo un gatto a rappresentarla;
  • Catge potrebbe essere una shitcoin, viste le sue caratteristiche;
  • Gli obbiettivi di Catge sono la tokenizzazione degli artisti e la beneficenza per i gatti;
  • Esistono due versioni di Catge: Catge e Catge V2. La seconda è stata necessaria per eliminare le whales;
  • Francesco Facchinetti ha partecipato all’ideazione del progetto e vi ha investito;
  • Catge ha molti lati oscuri a cominciare dal suo staff che sembra inesistente;
  • Molti sono i dubbi sull’affidabilità della criptovaluta e si pensa più a una delle tante truffe.

1. Introduzione

Tutti, ormai, conosciamo Dogecoin con i suoi alti e i suoi bassi essenzialmente dovuti alle velleità di un famoso miliardario americano con la passione per Marte.

Dogecoin è un memecoin che non ha un progetto ben definito alla base, ma fonda il suo successo sulla sola affezione degli utenti/investitori alla buffa foto di un cane Shiba Inu.

Ora, prendiamo il modello Dogecoin ed importiamolo in Italia. Cosa otterremo? Catge.

Si propone come la rivale italiana di Dogecoin. Quest’ultima è rappresentata da un cane dalla faccia perplessa, Catge da un gatto un po’ spaventato.

Per il resto abbiamo due “prodotti” identici e ugualmente pericolosi.

Negli scorsi mesi abbiamo assistito ad andamenti altalenanti di Dogecoin, con oscillazioni impressionanti. C’è chi si è arricchito e chi impoverito, cercando di cavalcare l’onda Dogecoin, seguendo i consigli finanziari di Elon Musk, condensati nell’hashtag #tothemoon.

To the moon, però, sono riusciti ad arrivare solo lui e poche altre whales.

Che cos’è, invece, Catge e cosa ne sarà?

Il nostro Elon Musk tutto italiano sembra essere il “capitan uncino” Francesco Facchinetti.

Catge Coin: possibile scam?

Dalla sua, ha un patrimonio milionario, ma nemmeno minimamente vicino a quello del collega americano.

In alcuni suoi tweet ha iniziato ad esaltare il nuovo memecoin senza, però, far capire se sia o meno una sua “creatura”.

Come per Dogecoin, anche Catge fa sorgere non poche perplessità, soprattutto sull’affidabilità e la sicurezza dell’investimento.

Scopriamola insieme.

2. Catge = Shitcoin?

2.1 Come si classificano le criptovalute?

Prima di parlare specificamente di Catge e delle sue peculiarità, occorre farsi un’idea sul panorama crypto.

Le criptovalute sono varie e hanno tutte o quasi un progetto alla base.

Catge Coin: possibile scam?

La prima criptovaluta è Bitcoin.

Da lei si è sviluppato il mondo crypto e l’idea di un mondo governato in modo decentralizzato.

Se il Bitcoin vale come categoria a sé stante, tutto il resto delle criptovalute è Altcoin.

L’espressione deriva dalla fusione tra Alternative Coin proprio perché tutte le criptovalute rientranti in questa categoria sono altro rispetto al Bitcoin.

Fra le altcoin più conosciute ritroviamo:

  • Ether di Ethereum;
  • XRP di Ripple;
  • Tether;
  • Ada di Cardano.

L’investimento in Bitcoin  o in un’altra criptovaluta deve essere sempre dettato dall’analisi imprescindibile di alcuni parametri, che già dicono molto sullo stesso token:

  • capitalizzazione di mercato e, cioè, il valore di mercato totale dei token emessi, indicante il quantitativo di denaro raccolto da chi gestisce il progetto con l’emissione della criptovaluta;
  • la stabilità del token;
  • la solidità e serietà del progetto che ne è alla base.

Molte sono le start-up che hanno elaborato e avviato progetti basati sulla blockchain e che sono alla costante ricerca di nuovi investitori.

La moltiplicazione incontrollata di altcoin nasconde, però, numerose insidie.

E’ qui che si inizia a parlare delle c.d. Shit-coin.

Il nome non è tecnico, ma, sicuramente, è incisivo.

Si parla di shitcoin quando ci si vuole riferire alle criptovalute più pericolose e volatili dell’universo crypto.

Sono criptovalute che non hanno un progetto alla base, non hanno strutture solide che le sorreggano ed è molto facile che si rivelino truffaldine.

Spesso la capitalizzazione di una shitcoin appare molto elevata, ma non per questo si può parlare di una criptovaluta affidabile.

Come detto sopra, oltre alla capitalizzazione si deve tenere conto anche del progetto che la criptovaluta rappresenta. Alle shitcoin, spesso, non è collegato nulla, se non progetti in via di sviluppo impediti da inconvenienti tecnici e attacchi hacker. Nonostante ciò, gli amministratori chiedono fiducia agli utenti  nello sviluppo del fantomatico progetto, mantenendo fermi (c.d. hold) i propri investimenti e, anzi, cercando di farne di nuovi, con la promessa di elevati guadagni.

Nel contempo si coinvolgono influencer e personaggi noti per la sponsorizzazione della criptovaluta, così da fidelizzare il pubblico e farlo cadere nella trappola. Basti vedere Dogecoin, che in poco tempo è diventata la criptovaluta rivoluzionaria di molti volti noti dello spettacolo statunitense.

Seguendo questo meccanismo, nel breve termine il prezzo della cripto-moneta non può fare altro che salire vertiginosamente, facendo arricchire chi possedeva fin dall’inizio grandi quantitativi di token. I facili guadagni in breve tempo sono, però, mera apparenza.

Non è impossibile che alcuni “sprovveduti” si siano ritrovati ricchi per puro caso, ma questo capita anche con la lotteria.

E’, però, più frequente che accada il contrario.

Ne abbiamo un esempio molto recente sempre con la criptovaluta Dogecoin. Questa, sotto le promesse di Elon Musk, ha raggiunto prezzi elevatissimi per le sue caratteristiche intrinseche, fino al punto da imboccare il trend esattamente opposto e crollare vertiginosamente, per mano dello stesso miliardario.

Il risultato?

Molto probabilmente Elon Musk e tanti personaggi famosi hanno racimolato qualche altro milione di dollari, mentre piccoli e poco avveduti investitori hanno affidato alla speculazione altrui i propri guadagni, vedendoli sparire nel giro di poche ore.

Elon Musk è un visionario, no?

2.2 Cosa si può dire di Catge Coin?

Si tratta, ovviamente, di una Altcoin.

Come Dogecoin rientra tra le c.d. memecoin, il che significa che il successo della criptovaluta è dovuto, essenzialmente, all’affezione degli utenti per un meme. Non c’è un progetto concreto in cui investire, ma solo la volontà di fare gruppo, quasi a voler osannare un disegno o una fotografia.

Con Catge, in realtà, un progetto sembra esserci in cantiere, ma appare di difficile realizzazione.

Ma andiamo per gradi.

Questa memecoin ha tutte le carte in regola per essere classificata come una shitcoin.

Ha un meme alla base e un progetto poco definito, soprattutto dal lato tecnico.

Viene promossa da un personaggio noto, il capitan uncino Francesco Facchinetti. Ciò che, però, non ha portato a granchè fino ad ora, se non a rialzi e ribassi pericolosi.

Il noto Sherlock Hold ha recentemente messo in guardia gli utenti dalle criptovalute truffa, stilando una serie di punti in cui indica, passo dopo passo, come identificarle.

Catge Coin: possibile scam?

Senza voler insinuare alcunchè, il percorso che Catge sta seguendo è, però, proprio quello descritto nella guida all’individuazione delle truffe crypto.

Catge nel primo periodo ha avuto, infatti, un rialzo che ha fatto arricchire, come sempre accade, coloro che possedevano il token fin dalla sua prima emissione.

Lo stesso Facchinetti si è vantato sui social  di aver guadagnato non poco in quel primo periodo.

Nonostante il forte valore iniziale, Catge ha iniziato, subito dopo, a tracciare una forte tendenza negativa. Secondo alcuni si tratterebbe del momento in cui le c.d. whales hanno iniziato a vendere tutto ciò che avevano, tradendo il progetto e facendo crollare il valore del token.

Si definiscono whales o balene tutti coloro che possiedono wallet carichi di token, nell’ordine di milioni o miliardi, acquistati quando il valore era in prossimità dello zero, e che perciò sono capaci di influenzarne significativamente il valore.

Anche se è difficile da determinare, spesso le balene sono gli stessi amministratori del progetto.

Il crollo di Catge, preso di mira dalle balene, e la conseguente perdita di fiducia nel token  da parte degli utenti hanno spinto i suoi creatori alla creazione di un nuovo token dal nome Catge V2.

Gli amministratori della criptovaluta assicurano che la creazione della nuova versione sia una manovra per l’eliminazione delle balene che hanno affossato la prima. Un po’ come chiudere il recinto quando i buoi sono già scappati.

Vi ricordate cosa aveva detto Sherlock Hold?

2.3 I fondatori e le loro ricche promesse difficili da mantenere.

Chi c’è veramente dietro Catge?

Non è dato saperlo.

Compare solo il nome di una certa Anna Jean in qualità di Ceo del progetto Catge. Il nome, però, è di fantasia, così come l’immagine che la rappresenta.

Non si sa nulla di lei e se veramente esista.

L’unica identità certa è quella di Francesco Facchinetti, tanto che in molti hanno ipotizzato che in realtà lui sia la vera Anna Jean, oltre che sponsor del suo stesso prodotto.

Dietro la secretazione dell’identità dell’amministratore delegato vi sarebbero ragioni di maggiore sicurezza che solo l’anonimato potrebbe garantire.

Come si legge nel white paper, facilmente reperibile sulla pagina web della criptovaluta (attenzione a non cliccare in alcun punto del white paper, altrimenti cominceranno ad aprirsi pubblicità e pagine che richiedono il vostro consenso per l’iscrizione a svariate newsletter), Catge si propone come una rivoluzione e come uno strumento di lotta contro le elites che manipolano i mercati finanziari.

«CATGE holders are rebels, and they are part of our revolutionary army. We are the CATGE army». E’ così che il Team di Catge si auto cita facendo sentire gli utenti investitori parte di un progetto e quasi di una missione, che non si sa bene dove porterà.

Proprio questo spirito di lotta che anima il progetto Catge contro i grandi e spietati della Terra alimenta il timore di possibili ritorsioni nei confronti del Ceo, che preferisce non farsi vedere.

Se non ci mette la faccia e il vero nome, Anna Jean comunque si fa sentire spesso dalla community.

Sono frequenti i comunicati in cui si danno spiegazioni sul progetto e sul perché non sia stato ancora avviato. Si rassicurano gli utenti sui crash del token (utenti che intanto hanno perso i loro investimenti) e sul perché si è stati costretti a crearne uno nuovo.

Catge Coin: possibile scam?

Accanto alle rassicurazioni si offrono promesse di eventi mondani, viaggi di lusso e feste a casa, guarda caso, del supporter Francesco Facchinetti.

Tutte promesse, queste, ancora non mantenute, anche perché Catge, anche nella seconda versione, non naviga in buone acque e non ispira festeggiamenti costosi.

Ad ogni modo, nonostante l’apparente eccessiva vicinanza di Facchinetti alla Catge, la segretissima amministratrice Anne Jean ci assicura che oltre alla sua presenza quale investitore, non ha nulla a che vedere con la Catge e con la sua fondazione.

Anne Jean spiega, infatti, che Facchinetti è stato coinvolto nel progetto sul quale ha avuto una certa influenza, imponendo che venisse sviluppato perseguendo due obbiettivi:

  1. tokenizzare i talenti:  «essendo un imprenditore popolare, un angelo delle start-up e il miglior talent manager in Italia», la prima missione da compiere per mezzo del token è quella di rendere gli artisti dei produttori di profitti e su cui chiunque può investire per ricavarne, a sua volta, guadagni in misura percentuale sulle royalties riconosciute agli artisti stessi;
  2. sostenere attività di beneficenza per i gatti.

Catge Coin: possibile scam?

Il white paper è solo poco più dettagliato di quanto abbiamo detto fino ad ora. Non mostra, in realtà, un progetto serio e obbiettivi concreti e non dimostra particolari competenze tecniche in materia crypto. Basti confrontarlo con il whitepaper di un qualsiasi progetto serio sviluppato su blockchain.

3. Conclusioni: quale futuro potrà avere Catge?

Predire il futuro di Catge è difficile, ma non impossibile.

Quanto detto fino ad ora è un insieme di dati di fatto e impressioni, che non rendono molto chiaro il quadro del nuovo token.

Tutte le sue caratteristiche e il percorso che il team di sviluppo sta seguendo farebbero pensare a una shit-coin. E’ anche vero, però, che il crollo della criptovaluta potrebbe essere dovuto non tanto alla scarsa affidabilità del progetto, ma al trend negativo di tutto il mondo crypto.

Attualmente il suo andamento continua ad essere negativo, salvo isolati picchi, così come accade per Dogecoin.

Questo fa solo pensare che si dovrà ancora aspettare per prenotare la tanto attesa e promessa crociera.

Insomma, potrebbe trattarsi di un progetto serio, ma potrebbe essere il contrario: amministratori segreti, cambi di corsa, whales in agguato.

Come sempre, ciò che ci si sente di consigliare è di studiare sempre bene il settore in cui ci si vuole inserire e il progetto specifico su cui si vuole investire. I progetti devono essere particolareggiati e gli scopi devono essere concreti.

Gli amministratori non dovrebbero avere timore di mostrarsi al pubblico e, tantomeno, da dietro la loro falsa identità promettere facili guadagni in cambio di fiducia.

C’è sempre da considerare che i soldi non si creano. Non c’è qualcuno che paga “gratuitamente” la fiducia altrui. I soldi passano da un portafoglio ad un altro. I facili guadagni di qualcuno, corrispondono sempre all’impoverimento di qualcun altro.

Se è vero, come dicono, che dietro la criptovaluta ci sia solo Francesco Facchinetti, ricordiamoci allora di qualche anno fa quando si proponeva come il nuovo Steve Jobs con il suo Stonex One. Un rivoluzionario telefono con l’obbiettivo di proporre un’alternativa concorrenziale alla potenza irrazionale dei telefoni di Cupertino sul mercato.

Di quei telefoni, ormai, non se ne parla più.


Per approfondire:

1. Whitepaper Catge;

2.Catge Coin, chi gioca con la criptomoneta pompata da Facchinetti rischia di farsi molto male;

3. Altcoin: cosa sono e come comprarle;

4. Cos’è uno shitcoin?

5. Shiba: Vitalik Buterin causa un crollo del 38%

Scritto da
Contributore
Avv. Luca Amorelli, laureato in giurisprudenza presso l’Università L.U.I.S.S. “Guido Carli” di Roma nel 2015. La sua formazione e competenza professionale è rivolta alle tematiche concernenti le obbligazioni, i contratti, i beni pubblici e privati, il funzionamento dei servizi pubblici e, più in generale, le posizioni soggettive dei cittadini utenti. Con un'attenzione sempre crescente per il mondo della Blockchain e degli Smart contracts, nel 2020 ha completato presso l'Università L.U.I.S.S. il Master di II livello in diritto della concorrenza e dell'innovazione. Nel settore delle nuove tecnologie l'Avv. Amorelli è specializzato nel diritto applicato o applicabile alla Blockchain e agli Smart contracts. Si occupa, inoltre, dei profili giuridici, fiscali ed economici legati all'uso e alla conservazione di criptovalute.
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