Bitcoin va su Ethereum, i motivi di una scelta (quasi) forzata

Fino ad oggi Bitcoin ed Ethereum si son fatti la “guerra”. La narrativa di alcuni maximalist Btc consiste(va) nell’affermare che, il presunto nuovo oro digitale fosse talmente perfetto che non necessitasse di alcuna miglioria tecnologica sviluppata da altri progetti blockchain. Spesso, ancora oggi, sui social media specializzati, le blockchain che non siano Bitcoin vengono chiamate […]

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Fino ad oggi Bitcoin ed Ethereum si son fatti la “guerra”. La narrativa di alcuni maximalist Btc consiste(va) nell’affermare che, il presunto nuovo oro digitale fosse talmente perfetto che non necessitasse di alcuna miglioria tecnologica sviluppata da altri progetti blockchain.

Spesso, ancora oggi, sui social media specializzati, le blockchain che non siano Bitcoin vengono chiamate in modo dispregiativo “altcoin”.

C’è stata, fino ad oggi, una guerra di religione dove alcune società ed individui hanno inteso in ruolo messianico la tecnologia e hanno fatto delle battaglie ideologiche fine a se stesse.

APR20

Lo sviluppo è altro, come la scienza non ha bisogno di opinioni ma di validazione scientifiche (e in questo caso anche di mercato). I protocolli evolvono nel tempo e vengono sempre più perfezionati. Altrimenti stavamo ancora con i floppy disk e gli schermi a tubi catodici!

In modo simile evolve il rapporto tra Bitcoin ed Ethereum e i dati ci confermano che molti Bitcoiners, magari pure qualche puro e duro della prima ora, stanno vedendo con buon occhio la principale piattaforma per lo sviluppo e l’esecuzione degli smart contracts, Ethereum.

Gli indizi sono ovunque, basta saperli cercare!

La DeFi, di cui parliamo spesso, sta giocando il ruolo da protagonista. Vediamo insieme su Defipulse il coinvolgimento, a livello di protocollo, di Bitcoin ed Ethereum.

 

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Sappiamo, che i protocolli DeFi per funzionare hanno bisogno di bloccare, per un determinato tempo, una certa criptovaluta. In Bitcoin l’unico “protocollo DeFi” si chiama Lightning Network e nasce con lo scopo di velocizzare le transazioni per i piccoli pagamenti. Viene sviluppato da anni, ma, come vediamo, si posiziona soltanto undicesimo nell’ecosistema della Finanza Decentralizzata (controvalore asset bloccati <7 milioni di $). Poco sopra, al decimo posto c’è Wbtc, che è un protocollo DeFfi che consiste in un ponte a livello di protocollo tra la galassia Bitcoin e quella Ethereum.

Il motivo è semplice: chi possiede il presunto oro digitale non può farci null’altro che detenerlo, a livello speculativo, o scambiarlo. Non può, in nessun modo, accedere a Dapp che diano interessi sul capitale o che aprano ad un’infinita serie di altri servizi.

L’unico modo é “sintetizzare” i propri Bitcoin ed usare Ethereum come gateway/porta d’accesso.

Wbtc è soltanto uno dei modi attraverso cui accedere alla galassia di tutti i servizi DeFi per chi detiene Bitcoin.

Nel corso degli ultimi mesi sono usciti diversi applicativi simili a questo protocollo.

Qui un elenco dei principali:

Quali sono i punti chiave su cui questi protocolli insistono? Da un’analisi, si deduce che rivestono un ruolo fondamentale nella progettazione degli stessi la privacy, la decentralizzazione della governance e dell’emissione dei token. La maggior parte dei progetti intende far dialogare le reti bitcoin ed ethereum, tuttavia alcuni intendono coinvolgere anche chain minori.

Il mondo della blockchain sta cambiando e dopo il suicidio degli ethereum killers, assistiamo sempre più ad una sempre più forte leadership delle due prime blockchain, accompagnata ad una maggiore interoperabilità delle due.

Se progetti come Comsos e Polkadot avevano promesso, senza mai mantenere, un interscambio di informazioni tra diverse blockchain – e quindi il Web 3.0 – Ethereum sta concretamente portando avanti, passo dopo passo, la prima blockchain pubblica interoperabile. Tutto questo senza che il Pos sia ancora in main net.

Il futuro è brillante per Ethereum, ovvero la principale piattaforma per lo sviluppo e l’esecuzione degli smart contract!

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