Baseline porta i dati delle grandi aziende su Ethereum

Microsoft, EY e ConsenSys lanciano Baseline, un nuovo modo di utilizzare le blockchain pubbliche. Il protocollo open-source sfrutta sistemi di crittografia zero-knowledge proofs che permettono la sincronizzazione dei processi aziendali, come lo scambio di documenti, senza che alcun dato venga esposto sulla rete.

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Tempo di lettura: 5 minuti
  • Utilizzare la blockchain in contesti enterprise è problematico in quanto si ha a che fare con dati sensibili che è importante rimangano privati
  • Attualmente, tra le possibili applicazioni della tecnologia blockchain negli ambienti aziendali, vi è l’installazione di blockchain private; una soluzione che rischia di essere poco sicura
  • Baseline offre alle aziende una soluzione per utilizzare blockchain pubbliche per far circolare i propri dati in maniera criptata e sicura
  • Ad oggi l’esecuzione del protocollo Baseline su rete Ethereum comporta fees molto alte; staremo a vedere se in futuro si riuscirà ad ovviare a questa problematica

Il protocollo Baseline propone un modo sicuro di utilizzare la rete Ethereum nei processi aziendali

Investitori del calibro di Microsoft, EY e ConsenSys hanno supportato a marzo di quest’anno il lancio del protocollo Baseline che promette di rendere sicuri e privati gli scambi di dati sulle blockchain pubbliche. Il protocollo open-source sfrutta sistemi di crittografia zero-knowledge proofs per permettere la sincronizzazione dei processi aziendali, come lo scambio di documenti, senza che essi vengano esposti sulla rete. 

A chi si rivolge Baseline?

Quando si discute l’utilizzo della blockchain in contesti enterprise ci si trovano di fronte diverse problematiche. Le maggiori perplessità vengono sollevate riguardo la sicurezza dei dati che devono circolare all’interno della chain. Infatti, ai vantaggi che l’adozione di tale tecnologia porterebbe nei processi aziendali, si contrappone il rischio di mettere in pericolo dati sensibili e riservati. Ma come si può garantire riservatezza all’interno di una rete che fa della trasparenza la sua caratteristica peculiare? 

Una blockchain privata, al riparo da occhi indiscreti… meglio evitare?

Verrebbe da pensare che utilizzare una propria blockchain privata possa rappresentare una buona soluzione per gestire dati sensibili. Non è di tale opinione John Wolpert, sviluppatore di Consensys e co-fondatore di Baseline, che in un’intervista dichiara: << Le blockchain sono colonie di nudisti digitali; una blockchain privata è una colonia di nudisti, solo che si trova su una spiaggia privata >>.  

Utilizzare blockchain private, secondo la visione di Wolpert, non risolverebbe i problemi legati alla riservatezza dei dati, tutt’altro. Adottare tali soluzioni esporrebbe aziende e corporazioni ad enormi rischi causati dal tenere i dati sensibili “on chain”, e quindi immediatamente esposti in caso di violazione. 

 

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Come funziona Baseline

Baseline permette di usare la main net Ethereum come una sorta di ponte su cui circolano i dati senza che essi vengano mai esposti direttamente sulla rete. Infatti le chiavi di cifratura e i metadati rimangono conservati al di fuori della blockchain, rendendo impossibile intercettare materiale sensibile dalle operazioni nonostante esse avvengano alla luce del sole su una blockchain pubblica. 

<<Baseline non è una piattaforma. Non è un prodotto. Non è una moneta o un token. È un modo di utilizzare la main net (Ethereum) che sarà accettabile, a nostro avviso, anche dai CSO, CIO e CTO più conservatori.>> John wolpert, co-founder di Baseline

Esempio d’applicazione del protocollo:

Volendo ipotizzare un esempio d’uso del protocollo Baseline che coinvolga due compagnie enterprise, possiamo descrivere i passaggi attraverso i quali esso si articolerebbe: 

  • Nella prima fase ci sarebbe uno scambio privato di documenti in cui le parti stabiliscono i contratti che regoleranno i loro rapporti. 
  • La seconda fase consisterebbe in un “Baselining” dei documenti scambiati. Verrebbe cioè generata una prova che i processi contrattuali sono stati seguiti e verrebbe inviata alla blockchain. Per rendere privati i termini di questi processi essi verrebbero scritti in un costrutto crittografico zero-knowledge proofs. Ciò consente alle parti di verificare con trasparente certezza la corretta esecuzione dei termini contrattuali senza condividere alcun dato sensibile sulla main net. 

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Criticità

L’adozione del protocollo Baseline porta con sè problematiche con cui occorre fare i conti:

  • Eseguire la crittografia zero-knowledge proofs richiede un’enorme potenza computazionale; c si traduce in fees molto alte e tempi di attesa estremamente lunghi per eseguire le operazioni su Ethereum.
  • Per vincere i dubbi e le resistenze degli ambienti enterprise va dimostrata l’assoluta affidabilità del protocollo. Baseline deve dare prova di granitica solidità se vuole affermarsi in questo settore.

In conclusione

Microsoft, EY e ConsenSys propongono con Baseline un protocollo che rende privati e sicuri i processi aziendali nascondendoli sotto gli occhi di tutti: la criptazione zero-knowledge proofs permette di utilizzare le blockchain pubbliche senza che sia possibile intercettare alcun dato. Questo “modo di utilizzare la main net”, afferma il co-fondatore del progetto, sarebbe decisamente più sicuro di gestire una blockchain privata, che rappresenta invece una soluzione molto rischiosa.

Attendiamo i prossimi sviluppi, tenendo in conto anche i progressi che coinvolgeranno Ethereum nei prossimi anni; il passaggio ad Ethereum 2.0 permetterà di avere una rete molto performante su cui ospitare il protocollo. Staremo a vedere se il progetto Baseline saprà opportunamente far fronte alle problematiche che deve affrontare e se potrà in futuro rappresentare un nuovo standard operativo nel mondo enterprise.

Bibliografia

https://docs.baseline-protocol.org/

https://medium.com/limechain/the-baseline-protocol-explained-d40ee01588ba

https://www.ledgerinsights.com/baseline-protocol-ey-consensys-microsoft-enterprises-public-blockchain/

Scritto da
Contributore
Studente di Filosofia presso La Sapienza di Roma e grande appassionato di tecnologia. Segue con interesse l'evoluzione dell'universo blockchain, affascinato dalle future possibilità di applicazione nei vari ambiti del quotidiano.

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